
02-02-2009

In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.
Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.
Libertà l'ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.
Libertà l'ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo,
per un compagno ubriaco.
E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.
Finii con i campi alle ortiche
finii con un flauto spezzato
e un ridere rauco
ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.
Il suonatore Jones, Fabrizio de
Andrè.
Disclaimers: questo post sarà pieno di argomenti particolarmente futili.
Si parlerà di musica, di libri, di cinema. Se codesti argomenti non sono
nelle vostre corde, siete stati avvertiti.
> Ho voluto aprire il post per commemorare,
parecchio in ritardo, la scomparsa un grande artista della musica italiana.
Ed è riduttivo: Fabrizio De Andrè non era solo un cantante, non era solo un
musicista: era un grande poeta.
Piango di non averlo scoperto quand'era ancora in vita, ma ero troppo
piccola per apprezzarlo.
>
Ho ripreso la penna
in mano, o meglio, la tastiera.
Invento nomi, disegno mappe e fantastico su un mondo fantasy medievale senza
magia (finora) in cui plurivedove di vent’anni vengono salvate da mercenari
fighi che poi le rapiscono solo per chiedere il riscatto sia dal padre che
dal (futuro) quarto marito.
Mi strappo i capelli perché trovo questa trovata banale, quella assurda, poi
non so come andare avanti, ho una nebula in testa che neanche quella di
Malpensa. E non so se farne un racconto, una fanfiction oppure –eresia!- un
qualche libro. E’ un sogno in nuce, al momento, nulla di più.
Vorrei essere in grado di trarne qualcosa, ma la verità è che, più che per i
quadri, ho la predisposizione per gli acquarelli stinti: tutto resta
indefinito, rimangono le idee che, a volerci pensare un po’, potrebbero
anche trovare una loro collocazione, ma il mio cervello si inceppa da
qualche parte in questo meccanismo, forse per colpa di una nocciolina
lasciata cadere dal criceto.
Ma dico io, come si fa a studiare quando in testa senti le voci di
personaggi non ancora inventati che gridano: Scrivimi! Voglio agire! Ehi,
stronza, mi senti? Fammi fare qualcosa, qualsiasi cosa!
Eh beh. Dev'essere la solita follia del momento. Resterà una trovata
incompiuta, un seme fossilizzato, un progetto in un cassetto. D'altronde non
sarebbe il primo.
Come riescono i bravi scrittori a trarre parole dai pensieri? Più ci penso,
più non riesco a trovare la risposta.
> Visto che siamo in tema di libri, una breve
panoramica di ciò che ho letto in questo periodo. Partiamo dalla cloaca
massima, New Moon (che si merita il color
fucsia fluorescente bardascio e strupraocchi). In
Codesto loco, primo post,
potrete leggere quanto consideri la Meyer un'abile affarista e quanto mi
faccia schifo ciò che scrive. No, spiacente, non considero i suoi nemmeno
libri utili per staccare la spina, come dicono in molte. No, sono
proprio spazzatura.
E no, non sono priva di sensibilità e romanticismo.
E no, non sono profonda quanto un barattolo monodose di nutella (cit. una
sagace frequentatrice di anobii).
E no, non ho smesso di sognare, solo è cambiato il mio modo di farlo.
In summa, Twilight e seguiti sono robaccia. Non voglio ripetere in questo
luogo perchè, vi basti aprire il mio blog di Splinder. Ah,
tutto ciò è un parere soggettivo, ovviamente, non voglio urtare la
sensibilità di nessuno né affermare che le mie sono verità assolute.
D'accordo, le mie pulsazioni sono tornate regolari. Adesso posso tornare
a parlare di libri veri. Ho versato litri di bava per
The picture of Dorian Gray, letto in
lingua originale. Uno spettacolo.
Ho letto Tsugumi di Banana Yoshimoto, un
po' banale, ma quest'autrice non riesce ad annoiarmi. Ho letto
Figlio di Dio di Cormac McCarthy, anche questo parecchio
deludente. Ho letto Al Crepuscolo di
Stephen King, e il Re si riconferma sempre Re.
Ma principalmente ho letto George Martin. Sì, dico,
Martin. Per il prepuzio delle divinità altrui, io,
quest'autore, lo venero.
Le cronache del ghiaccio e del fuoco è diventata a pieno diritto la
mia saga fantasy preferita, dopo Il signore degli Anelli. E per certi versi
la preferisco anche (vi prego, non fulminatemi!): Martin ha creato centinaia
di personaggi così belli e vividi (anche se ne ha accoppati parecchi -_-) da
restare nel cuore. Vicende intricatissime,
colpi di scena, casate nobiliari e
splatter a go-go. Una gioia per i miei occhi.
> Passiamo ora al cinema. Ho recuperato
questo mio sopito interesse, e devo dire che non mi sono capitate grosse
delusioni in questi ultimi due mesi:
- Ultimatum alla
Terra: film andato a vedere un po’ così, con Giuseppe, del genere ‘dai
andiamo al cinema, ma a vedere cosa? Americanata, americanata!’. E
americanata fu. Ma, perdio, nessuno dei due si sarebbe mai aspettato che
sarebbe stata un’americanata così figa.
“Se la Terra muore, voi morite. Se voi morite, la Terra sopravvive”.
Il film appartiene al filone alieni, terra distrutta, eccetera. In questo
caso, da un disco volante atterrato –ovviamente- negli Stati Uniti, escono
un megarobottone simile a Robocop e una creatura aliena che, una volta
iniziati gli esperimenti, si rivela essere l’extraterrestre Klaatu nelle
figose sembianze di Keanu Reeves. L’alieno ha apparentemente intenzioni
pacifiche, tanto che chiede di parlare alle Nazioni Unite, ma la Segretaria
di Stato del presidente decide poco saggiamente di segregarlo. La
microbiologa Helen, che dovrebbe sedarlo perché possa essere trasportato in
un sito segreto, lo aiuta a fuggire, e poco dopo scopre la verità: Klaatu è
stato mandato per giudicare se la razza umana meriti o no di sopravvivere
(per salvare la Terra), e di distruggerla nel caso si verifichi la seconda
ipotesi. Ovviamente il trattamento che il Segretario di Stato gli ha
riservato non l’ha tanto bendisposto in tal senso: ed è così che Klaatu
avvia il processo di distruzione della razza umana e di tutto ciò che dalle
sue mani è stato costruito.
Questo film è il remake di una pellicola del ’51. Non lasciatevi ingannare
dal tono scherzoso con cui ho scritto questa minirecensione, il film merita
sul serio, anche per chi non è appassionato di alieni.
- Madagascar 2: c’è poco da dire: delizioso. Persino meglio del
primo: evviva i pinguini ed evviva la vecchietta bisbetica!
- Viaggio al centro della Terra: andato a vedere per la stessa
ragione di Ultimatum: serata libera e voglia di vedere un film pieno di
effetti speciali. Grazioso, per ragazzi, ma niente di più: tante trovate
alla Mummia e all’Indiana Jones, tante scene assurde e pure qualche risata.
- Australia: In culo a chi dice che non so sognare e non sono
romantica, specialmente in culo alle fan in tempesta ormonale della Meyer
che me l’hanno detto. Australia è un film magnifico, con magnifici attori e
una magnifica storia di passione. Nicole Kidman, nei panni di Lady Ahsley (Missus
Boss, come la chiama il piccolo Nullah), è semplicemente stupenda. Hugh
Jackman nei panni del Driver è…beh, giudicate voi. La vicenda è intrigante:
l’inglesina giunta in Australia nei possedimenti del marito che deve guidare
la mandria a Darwin in barba ai rivali che tentano di sabotare la marcia, lo
sterminato amore della Lady nei confronti del piccolo mulatto indigeno di
cui si è assunta la cura, la passione per il mandriano e i bombardamenti
giapponesi sull’isola…
Il film è un po’ lungo, ma non è pieno di smancerie e tiene ben viva
l’attenzione per quasi tutto il tempo. Un po’ alla Pearl Harbour, per
intenderci, ma senza triangolo stupido, protagonista antipatica, finte morti
e ore di bombardamenti.
Bene. Come evincerete dai toni di questo intervento, sono abbastanza
risollevata in questo periodo. Ho ritrovato un po' di cose che mi piacciono,
e questo mi ha rimesso su. Se poi considerate che mercoledì devo dare
Indologia, il 25 la strarimandata Letteratura Spagnola I e il 27 Linguistica
generale...beh, giudicate voi.
14-01-2009

Vedo che è passato un bel po' di tempo,
stavolta, da quando ho aggiornato per l'ultima volta.
Adesso che ho FrontPage e di nuovo il template funzionante -grazie,
Carmen!-, conto di essere un po' più presente, ma non è esattamente un
periodo di buonumore, e la voglia di stare su internet scarseggia un po'.
Ma andiamo avanti. Mi duole tantissimo dover scrivere che, dopo due post di
autocondoglianze per la morte di due personaggi immaginari, meno di un mese
fa se n’è andata una persona reale, a me molto vicina, all’età di
ottantaquattro anni: il mio nonno materno.
Da qualche anno non lo vedevo spessissimo, come quasi sempre avviene con i
nonni quando si cresce, ma non era un quasi-estraneo come a volte succede
nelle famiglie: era mio nonno, e gli volevo molto bene. Sono stata la sua
prima nipote e mi viziava sempre: da piccola mi raccoglieva le schede
telefoniche, mi comprava giocattoli, portava animali che puntualmente mia
nonna faceva sparire il prima possibile (pulcini, conigli, pesci,
tartarughe, uccellini, persino un porcospino), mi regalava libri e monete
antiche, soldi e, ultimamente, persino la sua macchina, che non poteva più
guidare. Nel suo cassetto hanno trovato i soldi che stava mettendo da parte
per pagarmi la prossima rata dell’assicurazione. Adesso riposa in pace
sottoterra, e no, spiacente, non credo che mi stia guardando da lassù, ma
pazienza: tanto sottoterra ci finiremo tutti.
La cosa più brutta
che sia capitata, dopo la morte di mio nonno, però, è stato il furto
avvenuto in casa sua durante il funerale: non so se funzionino le
maledizioni…ma mi auguro di sì, perché quelle nonpersone che hanno osato
introdursi in casa di un morto per rubare ai suoi parenti i francobolli che
collezionava in vita con tanta passione…meriterebbero quanto di più brutto
esista. Loro e i loro figli. E spero vivamente che ciò accada. Non ci
penserà un dio, non ci penserò io, ma spero che ci pensi il caso.
A causa del lutto non ho potuto sostenere l’esame di letteratura spagnola I
che stavo preparando. L’università ormai non la vedo da almeno un mese, ma
mi auguro di rifarmi la prossima sessione, sempreché la facoltà non sia
ancora occupata. Nonostante la mia foga attivista di due mesi fa, come
l'ultimo post testimonia, gli ultimi avvenimenti mi hanno spenta come una
lampadina allo stremo. Fate quello che cazzo volete, mangiatevi tutti i
soldi destinati all’istruzione, tanto al massimo me ne vado via da questo
paese di merda. Cosa che dovremmo fare tutti. Per il mio paese non provo il
minimo orgoglio, vanto, compassione o affetto.
In questo
allegro clima familiare e umorale è arrivato e scappato via il Natale, che
sì, è stato festeggiato. I morti restano morti anche se smettiamo di
mangiare, di vedere gli amici e di scambiarci i regali, e mia madre poco a
poco ha iniziato ad accettarlo. E dunque la vigilia l’abbiamo trascorsa da
mia nonna a Casteldaccia (anche lì l’umore non è che sia il massimo, mio zio
si sta riprendendo dopo un trapianto di midollo, ma almeno c’è una peste
bionda boccolosa di tre anni che vivacizza l’ambiente xD), il pranzo di
Natale qui con la zia materna (mia nonna si è rifiutata di venire a pranzo e
persino di prendere i regali), il 25 sera con gli amici, poi il compleanno
di Ema, il capodanno -tranquillo- e così via. Il 7 è stato anche il
compleanno di Giuseppe, che, anche se spesso e volentieri mi comporto da
ragazzina capricciosa nei suoi confronti, pretendendo molto e dando poco,
non smetterò mai di ringraziare per come mi è stato vicino nei momenti
difficili. Anche se litighiamo un giorno sì e l'altro pure, anche per le più
impensabili idiozie, gli voglio davvero molto bene.
Ma insomma. Come più o meno si evince, il mio stato d'animo non è molto
allegro. Non sono depressa, più che altro malinconica. Per consolarmi mi
sono data agli acquisti, roba per me, per Giuseppe, e regali per i miei. Mi
sono comprata qualche vestito e un po' di libri, che sommati a quelli che mi
hanno regalato a Natale mi consentono di evadere per un po' -diciamolo, per
molto tempo- dalla realtà quotidiana. Horror, classici, trash, non importa.
Insomma. Si cerca di andare avanti come si può. Vorrei scrivere altro,
qualcosa di più allegro, ma al momento non me la sento.
Saluto chiunque stia ancora leggendo su questi lidi.
22-10-2008
Come tutti coloro che lo seguono sapranno,
questo blog non è socialmente né politicamente attivo.
Ciò che però sta succedendo in questi giorni merita ampiamente un post a
tema. Perché l'Italia, o meglio, chi la governa, ci sta succhiando via il
futuro.
Ok, che chi ti da' un lavoro ti fa un favore, almeno qui al Sud, lo
sapevamo tutti. Che ti prendi il pezzo di carta e poi, a meno che tu non
abbia calci in culo, vai a pulire le scale o emigri, anche quello è
risaputo.
Ma ci stanno portando via anche il diritto allo studio.
E quindi:
contro quell'incompetente topo di fogna della
Gelmini, che non sa fare il suo lavoro...
contro la crisi economica di questo paese a
puttane che tocca pagare anche a noi studenti...
contro tutti i soldi che ci ruba questa novella
aristocrazia che è la classe politica...
contro la privatizzazione delle scuole e
dell'università, ché sembra ci facciano un favore consentendoci di
studiare...
contro il razzismo di questi politici
chiappastretta che vogliono i bambini stranieri in classi separate...
contro l'assunzione di un professore ogni cinque
che vanno in pensione, quand'è chiaro che in pensione non ci andranno mai...
E, già che ci siamo,
contro la strumentalizzazione di quegli
stronzi, siano essi di destra o di sinistra, che credono di infamare questa
protesta con la loro rigidità mentale...
contro ogni tipo di influenza religiosa
nella nostra istruzione...
E sì, anche
contro tutti voi che vi affannate a studiare, a non
perdere le vostre preziose lezioni, voi che non siete scesi in
piazza, voi che meritate davvero tutto questo...

Noi c'eravamo. E ci saremo
anche in futuro.
05-10-2008
Come un post analogo, intendo aprire questo con
una piccola commemorazione da fan girl:

Perché, dopo Kenren, anche Tenpou se n'è andato. Riposi In Pace anche lui.
Colgo quest'occasione per un'osservazione: la Minekura è diventata
schifosamente brava. Sì, lo è sempre stata, anche se i disegni dei primi
volumi del Gensomaden erano visibilmente acerbi, ma adesso è
semplicemente...più. Era più già alla fine del Gensomaden, era ancora
più più nel Reload, ma in queste ultime scans del Gaiden (capitolo
30) è semplicemente più sublime. E quest'ultimo capitolo, che passa
dalla poesia alla più truculenta mostra di frattaglie, ne è la prova.
Manga a parte, mi scuso se gli aggiornamenti del blog sono piuttosto lontani
l'uno dall'altro...ma è un periodo in cui al pc sto poco, se non per giocare
a Shaiya, un rpg online con cui mi sono flippata.
Che dire sulla mia vita...beh, che oggi è domenica e martedì ho esame,
quindi i toni di questo post non saranno proprio allegri...non è una novità,
odio la domenica e odio i festivi, specie se qualcuno è di cattivo
umore e mi fa sclerare per minchiate colossali, facendomi passare quel po'
(ma proprio poca) voglia di studiare che rimane.
I sabati si stanno facendo intollerabili, e purtroppo non so come uscirne.
Sembra che tutti siano istupiditi da un torpore che impedisca qualsiasi
attività, me compresa: non si sa mai cosa fare, dove cenare, ci vediamo
sempre più tardi e spesso torniamo entro le due. Ballare non va (a me per
prima), bere nemmeno (me per prima perché adesso guido), a stare a casa ci
si annoia, e in giro non si sa dove andare. Ci si divide, ci si ritrova in
pochi e ci si annoia ancora di più. Forse si dovrebbe cambiare un po'
l'aria, ma sono io la prima a non aver energie e voglia di farlo.
I cambiamenti non mi sono mai piaciuti, ma forse, se puoi arrestare quelli
repentini, non puoi cambiare quelli che si trascinano nel corso dei mesi. Si
cambia, cambiano i gusti; c'è chi è cresciuto e chi sta ancora crescendo,
chi fa l'adolescente e chi fa l'ottantenne, chi vuole la movida e chi la
tranquillità. Sto accettando questa situazione con uno spirito di
malinconica rassegnazione, anche se in questo momento scrivo con una sorta
di tacita ansia, complice l'oppressione della domenica che mi ha sempre
buttato giù. La verità è che mi sento stanca, non so nemmeno io come
spiegarlo; ho iniziato a guidare, a lavorare, devo studiare, e porca
miseria, dovrei sentirmi attiva e scattante, e invece mi sento vecchia.
Non ridete perché ho ventun anni, perché è esattamente quello che sento. C'è
qualcosa che non va, e non riesco a identificare cosa, spesso mi metto a
piangere per idiozie, altre mi arrabbio per un nonnulla, dormo molto e mi
sento costantemente avvolta in un torpore, tanto che spesso la mia giornata
trascorre come se avessi bevuto, distratta, obnubilata. Non so reagire
semplicemente perché non capisco cosa non vada, e credo di aver bisogno di
aiuto, ma non so completamente da chi.
Prima di chiudere il FrontPage e rimandare ancora una volta l'aggiornamento
del blog, vi saluto.
28-08-2008
On
air: Notre Dame de Paris
Io cado in te, tentazione
e tutto al diavolo va
la scienza e la
religione
e virtù e castità.
Io guardo un orlo di
gonna
e vedo abissi di
donna,
la gonna gira e mai
Mai per me la toglierai!
E’ un periodo in
cui le mie priorità sono cambiate, me ne rendo conto ogni giorno di più.
Non è che abbia dimenticato i miei desideri, le mie passioni, ma più che un
incendio questo fuoco è diventato un barbecue.
Penso che chiunque, in un qualche momento, abbia attraversato un momento
simile. Un periodo in cui non si sa più bene cosa si vuole, in cui ci si
rende conto che ciò che si è voluto fino a quel momento non era
effettivamente indispensabile come si pensava, un momento, insomma, in cui
occorre fermarsi un attimo e tirare le somme.
Credo che sia stato l'aver trovato un lavoro (sia pure scadente e
temporaneo) ad avermi leggermente cambiato. L'aver conosciuto in ufficio
persone che, mentre io lavoro per concedermi qualche sfizio in più, lo fanno
per vivere. Per pagarsi l'università, per mettere da parte qualche soldo per
i momenti di emergenza, o, più semplicemente, perché hanno un sogno da
realizzare.
Io non ho niente del genere. Studio perché non saprei cosa fare altrimenti,
lavoro in un call center perché da qualche parte dovrò pure iniziare.
Semplicemente, mi sono seduta su una foglia instabile e traballante, e mi
sto lasciando trasportare, dalla marea, cercando un posto in cui approdare.
Invidio chi ha un sogno, chi ha già trovato la sua strada, chi ha già le
idee in testa per il futuro. Chi vuole fare il medico, chi l'avvocato, chi
l'ingegnere, chi il veterinario.
Chi studia perché ama le materie che studia. Chi lavora perché ha uno scopo.
Mentre io sono qui, studio a lingue, pur sapendo che, con una laurea in
lettere, difficilmente si troverà lavoro qui in Italia, e in Sicilia in
special mondo.
Andarmene, sì. Andarmene dove? Spagna, Inghilterra?
E fare l'ennesima italiana che lavora in un pub per pagarsi gli studi?
Non mi piacciono i periodi di riflessione, e in questo momento ci sono in
pieno. Più cresco e più mi sento inadeguata.
L'aver iniziato a guidare mi fa sentire più indipendente, e, allo stesso
modo, mi fa sentire come se avessi salito un altro gradino verso la rupe da
cui prima o poi mi getterò.
E queste benedette ali quando arriveranno?
On
air: Summer Nights (Grease OST)
Oh, well~oh, well~oh, well~oh, uh!
Tell me more! Tell me more! Did you get very far?
Tell me more! Tell me more! Like does he have a car?
Aha, aha, aha!
*Simona impazzisce con una simile canzone idiota*
Summer sun, something's begun, but oh oh, those summer nights...
Sì, aggiornamento veloce, stavolta...boh, ho una mezzoretta libera (ma anche
no, scommetto che arriverò in ritardo al lavoro), e forse avrei anche
qualcos'altro da sistemare in cucina, ma tant'è. Oggi la voglia di lavorare
è poca.
(e quando mai)
Bof, i miei tornano oggi pomeriggio. Ho avuto la casa libera praticamente
per cinque giorni, e la cucina era un porcil po' sottosopra.
Fino a ieri sera ho fatto la pizza, e vi
lascio solo immaginare.
Mi chiedo quando inizierò a studiare, più che altro. La mia vita è un caos
quasi quanto la mia stanza, in questo periodo.
So solo che ho finito Insomnia e sono triste, perché chissà quando
troverò un libro che mi piacerà così tanto. Ho appena aperto l'ennesimo
libro dell'ennesima saga fantasy, Le Cronache di Thomas Covenant
L'incredulo, bla bla, alla fine pare sia la solita solfa, aggravata dal
fatto che il protagonista non è il solito ragazzino abitante del solito
villaggio più o meno pacifico inserito nel contesto della solita guerra
globale del solito Re del Male, quanto uno scrittore dei giorni nostri
ammalatosi di lebbra, investito da un auto e catapultato nel fantasy world.
Da simili premesse non so cosa ci si possa aspettare, tanto per rendere
l'idea, ho letto solo 58 pagine in tre giorni. Forse il fatto che abbia
appena finito una meraviglia come Insomnia non aiuta.
Comunque mi ha telefonato mia madre e ha detto che mi ha comprato il
Notre-Dame de Paris di Hugo, speriamo che sia una buona traduzione,
volevo leggerlo da un sacco!
Uff, con il campeggio ho finito i fondi di emergenza extra-settimanali, e
adesso sono con il solo settimanale fino a ottobre, mese in cui mi
pagheranno il primo stipendio. Dubito che ci saranno altre entrate extra.
Il fatto è che, se mi conservo il lavoro, penso che solo da ottobre
ricomincerò a prendere manga. Libri si spera un po' prima, con un po' di
buona volontà. Voglio La bussola d'oro, ho visto il film ieri con
Peppe e mi è piaciuto un casino!
Ho finito col parlare di libri, vedo.
**termina di aggiornare il giorno successivo**
Allora, principalmente, più che raccontarvi i cazzi miei, volevo sistemare
un po' le colonnine del blog che stuzzicano enormemente la mia fantasia.
Quindi, come vedete, ho messo Plurk, che è
quell'idiotissima idiozia nella colonna di destra. E' semplicemente una tag
istantanea (gestibile dal sito) simile a Twitter, con la differenza che,
sempre sul sito, c'è gente che ama farsi i cazzi tuoi e ha la possibilità di
commentare (sempre in tempo reale) i sopraccitati. Una sorta di chat
permanente, insomma.
E poi ho riscritto la mia presentazione. So che non ve ne potrà fregare di
meno, ma pazienza xD
Di questi giorni non ho nulla di che da raccontare: il sabato è finito a
giocare a carte nella mia terrazza bevendo birra, la domenica a rotolarmi
nel divano (non in senso libidinoso) con Giuseppe guardando televisione e
film vari, e poi lavoro, lavoro, lavoro.
Anzi. Ieri sera sono praticamente stata trascinata ad una festa nella
megavilla di un mio conoscente pagano, sostanzialmente a fare nulla: c'erano
una cinquantina di persone di ogni età, divise in gruppetti a sé orbitanti
che difficilmente si sono incrociati. Io mi sono ritrovata a parlare con
Raffaele, Angela e Luca e altri pagani di tutto e di più: alcool, sigarette,
politica e proibizionismo, gelati, yogurterie, viaggio a Londra, viaggio a
Parigi, panifici e differenza di prezzi con l'entrata in vigore dell'euro.
Ho avuto anche una discussione interessante sull'induismo (Vishnù, per
l'esame di settembre aiutami tu!) con una ragazza pagana.
Non so veramente che altro aggiungere al post
di oggi, se non volete che mi metta a sproloquiare. Vi rimando al prossimo
aggiornamento, magari sarò più ispirata.
29-07-2008
Oh,
beh.
Da quanto non aggiorno? Due mesi? Qualcosa del genere, ho idea.
Bene, partiamo dallo spiegarne la ragione, per chi non la conoscesse.
Il computer è andato a fuoco.
Non intendo dire che è stato riempito di virus, sobbarcato di files,
rallentato. No, intendo dire che si sono rotte le ventole e, dopo peripezie
e soldi fregati dal tecnico vari, il computer ha fatto puff!, è uscito il
fumo e pure qualche scintilla. Il tutto mentre ci stavo lavorando,
seguendomi una delle partite della nazionale spagnola.
Adesso ho un pc nuovo con la nuova fregatura più colossale dopo la salita al
governo di Berlusconi: il Windows Vista. Mi
sento davvero di esclamare ‘UAO’
ogni volta che pigio un tasto o clicco da qualche parte e mi chiede
l’autorizzazione. Mi chiede l’autorizzazione per accendere, per spegnere,
per installare, per chiudere una finestra, per aprire una finestra,
eccetera. Non puoi respirare senza prima avergli concesso l’autorizzazione,
insomma. Mi chiedo se ci sia un modo per disattivare questo continuo
rompimento di coglioni, ma ho voglia di addentrarmi nei meandri del Vista
almeno quanta ne ho di rimettermi a studiare Semiotica. E se ci fosse
qualche secchione qui in lettura, ebbene, era una battuta, di voglia di
studiare Semiotica non ne ho.
Ma andiamo con ordine. Cosa ne è stato della mia vita dal mio ventunesimo
compleanno ad adesso?
(è vero, c’è stato un ventunesimo compleanno, ogni tanto ancora mi confondo
e rispondo che ne ho venti)
//Ho dato tre materie. Dovevo darne quattro, ma
Francese non è andato. Spagnolo III è stato gloriosamente passato con 28,
Inglese III con 25 (non è molto, ma un paio di ciufoli che mi ridavo lo
scritto), e Seminario di Letteratura Ispano Americana con Buono.
Interessante, che mi manchino 14 materie quando a settembre sarò
inesorabilmente al mio primo anno fuori corso, vero? Bah.
//Ho preso a lavorare con la Marketing
Management. Faccio interviste telefoniche ai clienti del Banco di Sicilia,
Banco di Roma e Bibop Carire. La battuta di rito è la seguente: ‘Pronto,
buongiorno/sera, sono Simona della TNS Infratest e chiamo per conto della
Banca di X, potrei parlare col signor/a Tizio?’.
Ogni tanto mi dicono che non vogliono comprare niente. E io, ma no signora,
non le vendo nulla, chiamo per conto della banca. Altre volte mi dicono che
hanno da fare e/o i cazzi gonfi e non vogliono essere disturbati, altre,
poche per la verità, mi ascoltano e mi concedono cinque minuti del loro
tempo per rispondere a qualche domanda su come si trovino con la loro banca.
Quando assumo la voce cucciolosa dicendo ‘le rubo solo due
minutiniiiiiiiiiii!’, soprattutto.
//Con Gruppo (mi
raccomando, nome collettivo maiuscolo), tutto ok, più o meno. Dio, certa
gente non si rende conto che più recrimina, più mi illumina la giornata
facendomi fare grasse risate. Sapete, io e i miei amici, per certe persone,
non siamo identità separate, ma un’unica entità che pensa con la stessa
testa. Cooome no? Infatti quelle che litigano sempre tra di loro sono la
bocca, le orecchie e il naso.
Colgo l'occasione per far qui gli auguri a quei due idioti di Carmen e
Gaspare, che finalmente si sono diplomati xD Ci sta anche un bel 'Tanti
auguri!' anche a Michele, che compie gli anni venerdì.
//Venerdì scorso sono riuscita a fare qualcosa
che tentavo di fare da un mese: un campeggio con Giuseppe. Abbiamo trovato
un camping carinissimo vicino San Vito, abbastanza economico, pulito, e con
tanto di piscina. Sono stati tre bei giorni di mare, piscina, scherzi dentro
la tenda, corse in bicicletta. Domenica, poi, Valeria –mia cugina di secondo
grado, che non vedevo da un paio d’anni e ha il villino proprio a San Vito-
ci ha invitati a pranzo con i suoi (sua mamma è cugina della mia) e la zia
(sorella della nonna). Ci hanno ingozzati come le oche da paté con un sacco
di piatti a base di pesce, buonissimi. Quella pasta con le vongole me la
sogno ancora la notte.
Mi chiedo perché spesso non si riesca a stringere i rapporti con una persona
con cui comunque ci si trovi bene. E mi riferisco a mia cugina, ovviamente.
Studia a Palermo, quindi nel periodo invernale abita qui, ma non ci vediamo
mai. Buh.
//Mi sono slurpata non so più quanti libri
negli ultimi due mesi. Come potete vedere nella colonna a fianco,
attualmente sono in fissa con
Insomnia. Se non l'ho ancora finito dopo
BEN
quattro giorni, è perché ho avuto da lavorare. Comunque Stephen King
continua ad essere un genio. Nient'altro da dire.
//L'avatar usato oggi è di una figata di film
visto un paio di mesi fa, e di cui mi sono innamorata:
Se mi lasci ti cancello. E' un film che, nonostante il titolo
balordo (ovviamente una traduzione, il bellissimo titolo originale è
Eternal sunshine of the spotless mind), tutti dovrebbero vedere. E' a
metà tra una commedia, un drammatico e una sorta di fantascientifico. L'idea
di base del film è che esiste una società, la Lacuna Inc, che è in grado di
selezionare e cancellare alcuni ricordi dalla mente umana. Il protagonista,
Jim Carrey, vi si reca per dimenticare l'ex, Kate Winslet, ma nel bel mezzo
della procedura si accorge di amarla troppo per cancellare i suoi ricordi.
Inizia così una folle corsa tra un ricordo e l'altro per salvare almeno un
frammentino di ricordo di lei.
//Mio nonno mi ha regalato la sua macchina.
Beh, la faccenda non è poi tanto allegra, dato che è diventato troppo
vecchio per guidare, lui, che fino all'anno scorso era così vitale...
// Beh, di comunicazioni di servizio ce ne
sarebbero tante altre, ma ho idea che mi fermerò qui. Accontentatevi,
dunque.
Al prossimo aggiornamento, sperando non sia tra trent'anni.
01-06-2008

Mm è stato un compleanno grazioso xD
L’anno scorso la festa a sorpresa, quest’anno un sacco di regali…
Ventun anni, già già. E, palle, ieri non so quanto si sia sprecata la
battuta ‘Sei fatta vecchia!’, anche da gente che di anni ne ha più. Angela,
tra tutti, è stata rimbeccata a tal proposito dalla madre, che mi ha detto:
‘per essere vecchia ne avrai di tempo’.
Venerdì sera ho dormito da Pè. A mezzanotte mi sono arrivati gli auguri di
Fratè Gas ed Ema, e ovviamente, appena chiuso il telefono, me li ha fatti Pè
che era sul letto con me. Mia madre avrebbe voluto chiamarmi alle cinque
meno dieci –sono nata a quest’ora-, ha detto, ma per fortuna non l’ha fatto.
Non so quanto sarei stata felice di ricevere gli auguri nel pieno del sonno.
Alle sette e qualcosa è arrivato il messaggio di Carmen.
Alle undici io e Pè siamo andati a casa mia per il pranzo con i miei
(abbuffante, e ho idea che questo week-end di ciccia non sia ancora finito),
verso le tre mi ha chiamata Moglie (*_*), poi io sono andata da Angela.
Dopo aver aiutato Marco a scegliere un regalo per Linda, ho accompagnato
Michele al Giardino Inglese, dove suonava un suo collega con il gruppo…c’era
anche il gruppo di un amico di Marco, con cui ho giocato a D&D, tutti
vestiti da Pirati dei Caraibi, ma sfortunatamente non abbiamo fatto in tempo
a sentirli. Peccato, perché sono bravissimi (soprattutto lui, che suona il
violino), li abbiamo beccati al centro un paio di mesi fa e hanno suonato
musica celtica.
La disorganizzazione è sempre quel che è, complice il fatto che Linda ha
voluto fare una sorpresa a Marco scendendo a Palermo questo week-end, e
quindi qualcuno doveva andare a prenderla all’aeroporto, coperto da
scuse su scuse. Nulla mi vieterà di credere che Marco già sapesse tutto e
abbia semplicemente fatto finta di essere sorpreso (troppe ‘coincidenze’),
inutilizzando quindi tutti i nostri sforzi, ma pazienza.
Il risultato è stato che abbiamo cenato alle dieci passate, in quattro.
Alcuni erano al lavoro, altri hanno cenato a casa, altri erano per l’appunto
all’aeroporto, ergo ci siamo riuniti più o meno tutti solo a mezzanotte e
mezza. Mancavano tre persone di cui mi spiace che non si siano fatte
sentire, ma pazienza. Abbiamo stappato il fragolino e poi io e Fratè Gas,
lui con dieci giorni di ritardo, abbiamo aperto i regali.
Pè mi ha regalato una canotta di Jack Skeleton bellissima, e I Talismani
di Shannara di Terry Brooks. Piccioloooo, mi hanno detto che non sapeva
più a chi rivolgersi per capire cosa regalarmi **


Gli altri mi hanno preso uno yukata con motivo floreale stupendo, un
servizietto da tè con teiera schiacciata e due bicchieri, e un poco
misterioso terzo regalo:
Angela: ‘Simo, Luca ha dimenticato l’altro regalo tuo a casa…’
Marco (pochi minuti dopo): ‘Simo ti è piaciuto lo specchio?’
Angela: ‘Ma allora sei cretino!!! L’ho detto davanti a te che Luca aveva
dimenticato a casa quello che aveva lui!’
Io: …
Poi beh, mia nonna mi ha mandato un po’ di soldini come sempre, i miei mi
hanno regalato il Nokia 5300…
E io mi sono fatta un regalo un po’ particolare, che in realtà ha pagato mia
madre.
Beh, mi sono tinta i capelli di rosso.
Sì, lo so che li avevo tinti di rosso due mesi fa, ma stavolta sono molto
–molto- rossi, direi della stessa tonalità di Gojyo nel Reload.
Osservate:

Sì, cioè, mia madre mi stava buttando fuori di casa. Ma è carino, ne?
A parte gli amici 'reali', ho ricevuto tantissimi auguri sul forum Smo ^^
non me l'aspettavo! E Mele ha addirittura pubblicato una fanfiction che mi
ha dedicato...Mele, se leggi il blog prima che ci sentiamo...se ci sono
problemi con il link fammelo sapere e lo rimuovo subito, ok? ^^ Grazie
ancora, tantissimo!
Nijuuichi
Insomma, un bel compleanno. Oggi invece sono di comunione == mio cugino. E
se manco, mia zia mi ammazza -non vedo né lei né gli altri da mesi, ormai.
E domani si studia.
Il 3 Giugno ho Inglese III e Spagnolo III che, se tutto andrà bene, saranno
gli ultimi esami di lingua per questa triennale. Uno è alle 8 del mattino a
l'altro alle 14 del pomeriggio. Se ci unite il caldo, ho idea che ci sarà da
impazzire.
E ora torno a guardare Everwood, uno dei soliti telefilm melensi che
tutti dicono di non guardare o di guardare solo quando capita, e invece lo
seguono tutti. Almeno, qui in famiglia ad ammettere di seguirlo è solo mia
madre.
Ora, se mio fratello la smette di fare esperimenti col suo nuovo modem -che
ha comprato in vista dell'X Box 360-, pubblico questo post.
Vi metto qui una mia foto in kimono (mi piace tantissimo!**) prima di
chiudere...

26-05-2008

Figo, tra cinque giorni è il mio compleanno.
L'anno scorso, in occasione di tale evento, mi saltò fuori un nostalgico e
drammatico post che molti interpretarono come le ultime volontà di
un'aspirante suicida.
Quest'anno mi è uscito qualcosa di simile, ma sono riuscita a trasformarlo
in una cosa meno depressa, forse perchè sono più stressata ma meno triste
dell'anno passato, tutto sommato.
Il maschio che mi fa dannare c'è sempre, ma almeno stavolta non è prevista
una sua partenza verso lidi lontani. E comunque ho imparato dalle mie
esperienze.
Insomma.
In realtà non è poi così figo, che faccia il compleanno.
Quando avevo quindici, sedici anni, fremevo a ogni compleanno perché ero
diventata più grande.
A dieci anni ne volevo quattordici perché avrei potuto iniziare a truccarmi.
[in compenso adesso mi trucco pochissimo perchè mi secca perdere tempo]
A quattordici mi truccavo, ma ne volevo sedici perché non ero sviluppata e i
ragazzini non mi si filavano. [beata ingenuità, quanto si sta bene senza
uomini...]
A sedici ero sviluppata e i ragazzi avevano iniziato a notarmi, ma ne volevo
diciotto perché non uscivo quasi mai la sera. [eh beh...]
A diciotto uscivo la sera quanto mi pareva, ma ne volevo venti perché mi
sentivo ancora troppo piccola per certe cose. [ovviamente]
A venti mi ero già innamorata, avevo fatto l’amore, avevo preso la patente,
mi ero ubriacata almeno una volta, avevo provato almeno uno spinello, avevo
trovato e perso tanti amici. [cose che al giorno d'oggi anche una
quattordicenne ha provato, insomma]
Adesso ne ho quasi ventuno, e improvvisamente quel treno, che prima mi
appariva così lento, sembra volare; e vorrei che rallentasse.
Si vuole sempre troppo dalla vita.
Dicono che gli anni della giovinezza vanno via troppo presto. A me sono
sembrati un’eternità, e vorrei che continuassero a sembrarmi tali.
Facciamo un po’ il punto della situazione dal Maggio dell'anno scorso:
Alessio è partito.
Sono stata mesi a litigare con Alessio, e sono caduta in depressione.
Ci siamo lasciati una prima volta.
Ci siamo messi insieme una settimana dopo.
Marco e Alessio stavano per prendersi a legnate.
Io e Alessio ci siamo lasciati definitivamente prima di Natale.
Ho visto due volte moglie, la scorsa estate (è venuta da me per due
settimane) e a Lucca.
Ho conosciuto un fottio di persone: Daniela, Aldo, Dario, Marco, Gaspare,
Carmen, Luca, Giovanni, Giuseppe, Claudio, giusto per citarne alcuni. Alcuni
sono pressoché scomparsi dalla mia (nostra) vita, ma la maggior parte sono
vivi e vegeti.
Ho aperto la macchina di due tizi pensando fosse quella di Gaspare e mi ci
sono infilata dentro.
Sono stata a Lucca:
- Ho incontrato Fuyumi Souryo;
- Ho incontrato Licia Troisi;
- Ho incontrato un casino di gente di Palermo che nemmeno sapevo fosse lì;
- Ho offerto un cicchetto di Talea a ogni matricola di Pisa che veniva a
chiedere soldi per la festa delle matricole;
- Ho incontrato un sacco di gente dello Smo;
- Ho visto finalmente la torre di Pisa!
Ho sferruzzato una sciarpa.
Durante un diluvio universale ho buttato sette pizze nel canale di scolo
fangoso del marciapiede, poi le abbiamo messe nel forno e mangiate.
Ho scambiato da dietro la madre di Sonia per Sonia e le ho fatto il
solletico nei fianchi.
Ho fanculizzato Giorgia.
Mi hanno offerto uno spinello che probabilmente conteneva Metadone senza che
io lo sapessi e sono collassata.
Ho promesso di non fumare più spinelli e per adesso ci sono riuscita.
Patti mi ha stracciato un tanga per farmi lo sparticulo.
Ho battuto la testa contro una panca di cemento, uccidendomi l’ultimo
neurone.
Sono stata a Londra:
- Ho dormito in un lurido ostello;
- Ho mangiato porcate su porcate;
- Ho urlato bestemmie e parolacce, salvo scoprire che c’erano italiani nei
dintorni;
- Ho rischiato di perdermi in un bagno che si estendeva nelle profondità
della terra;
- Ho rimorchiato/mi ha rimorchiato un argentino in una discoteca costruita
dentro una chiesa sconsacrata;
- Ho incontrato decine di gay;
- Eccetera (vedi post sulle Cento cose imparate a Londra).
Ho giocato e finito Kingdom Hearts II.
Mi sono iscritta a Badoo per scherzo e invece ci ho conosciuto il mio
attuale ragazzo.
Ho dato quattro materie.
Ho rischiato almeno tre incidenti stradali.
Ho viaggiato due volte nel minuscolo portabagagli di una Panda.
Sono stata fanculizzata da Alessandro…ops, Delusione.
Il 90% dei ragazzi che ho conosciuto erano gay.
Sono defunti almeno tre personaggi di manga/anime che adoravo, tra cui,
recentemente, Kenren Taisho di Saiyuki Gaiden.
Ho perso 0.75 diottrie per occhio.
Ho scampato almeno un paio di risse.
Ho conosciuto un simpatico delinquente cocainomane che ha minacciato di
farci un fermo.
Ho preso due multe sull’autobus, una ancora da pagare.
Ho conosciuto Giuseppe su Badoo e l’ho incontrato per un caffé.
Ho iniziato a frequentare Giuseppe, ci pizzichiamo ogni giorno e rischiamo
di lasciarci ogni tre, ma contro ogni rigor di logica stiamo insieme da
quasi tre mesi.
Un poliziotto ha bussato al vetro della macchina in cui stavo pomiciando e
mi ha detto: ‘Signorina, si vesta. Spostate la macchina, che c’è vento e
sono già caduti due alberi’.
Non ho trovato neanche un lavoro.
Ho cambiato colore di capelli, e ne ho portato una ciocca a Raffaele come
prima rata della parrucca che gli avevo promesso.
Io e Marco abbiamo litigato e ci siamo fanculizzati un numero imprecisato di
volte.
Abbiamo designato lo Cha, una sala da tè, come nostra seconda casa.
Berlusconi è salito al governo.
Eccetera. Sicuramente molte cose mi saranno sfuggite, ma non importa.
Probabilmente anche l'anno prossimo avrò un mucchio di cose da raccontare.
Accidenti.
18-05-2008
Di questo post non fregherà niente alla maggior parte delle persone che frequentano questo blog. Poco m'importa.
Questo intervento è dedicato a un personaggio che ha accompagnato gli ultimi cinque anni della mia vita, che ha regalato tante emozioni a tutte noi fan di Saiyuki, o meglio, di Saiyuki Gaiden, e che ci ha lasciato nel modo peggiore possibile.
Non
prendetelo come uno sfogo da fangirl.
E' solo una piccola commemorazione per un
personaggio a cui sono molto affezionata.
~Kenren Taisho, Addio.~
Fiorisci e fiorisci.
08-05-2008

Detto di no ad un’offerta di lavoro.
Quattro ore al giorno, tutti i giorni, rallenterebbero ulteriormente la mia
carriera universitaria che già procede come un obeso su un monopattino.
Ero già decisa a rifiutare, quando stamattina ho preso per scherzo, appena
sveglia, un mazzo di tarocchi.
Prendo la prima carta che mi capita chiedendomi se mi convenga davvero
rifiutare.
La carta dello studio.
Ho tirato il mazzo per aria con un sonoro ‘mavaffanculo’.
I tarocchi, nel mio caso, hanno sempre l’utilissima funzione di sottolineare
quel ch’è già ovvio.
Mai che mi dicano ‘ci saranno tanti soldi nella tua vita’, ‘troverai uno
splendido e ricco marito che lavora ad Hollywood’, ‘camperai fino a
cent’anni’.
E la carta della morte è sempre con me. Chiunque mi legga le carte, compresa
me medesima, con qualunque domanda, c’è sempre la carta della morte. Che,
ricordiamolo, indica il cambiamento.
Bella forza. I cambiamenti ci sono sempre, nella vita.
Ho idea che il vero scagazzo mi toccherà quando tirerò fuori la carta della
morte dal mazzo che uso di solito perché non ha la carta della morte.
Visto che siamo in tema di cose spiritiche
(che coltivo quando non ho un cazzo da fare), vi dirò che il primo di maggio
abbiamo fatto una scampagnata fino a Erice per festeggiare Beltane, la festa
della fertilità, dell’amore, eccetera. Gli esperti hanno montato un altarino
per la dea, con spighe, fiori, statuette, coltelli sacrificali, poi abbiamo
sgozzato un capretto per offrirne il sangue.
No, non è vero.
Abbiamo suonato, cantato e danzato.
E uno degli officianti ha detto di mettere sull’altarino ciò che
desideravamo energizzare.
Ci ho messo delle monete e la mia tessera Postepay. Spero che il messaggio
sia chiaro.
Mo’ aspettiamo i frutti.
*\_L’elenco
delle prime cose che vorrei acquistare se avessi i soldi_/*
- Un pc portatile. Uno qualsiasi, chissene,
basta che funzioni. E che non ci sia Windows Vista, magari.
- Un telefonino nuovo, modello non troppo
aggiornato, ma forse questo me lo regalano i miei per il compleanno (il 31
maggio! Mi sento sempre più vecchia…). I miei telefonini sono del ‘15-’18.
In realtà non ci faccio un cazzo, io, con il telefonino. E’ sempre senza
soldi e lo uso semplicemente per ricevere chiamate da chi li ha.
- Un
pouf.
Io sono innamorata dei pouf, amo i pouf e voglio che nella mia stanza ci sia
un pouf con sopra la perenne forma del mio culone.
- Un paio di
Converse.
Sì, lo so che queste potrei chiederle ai miei, ma voglio comprarmele
da sola con i soldi che non ho. E le voglio così.
Alura. Vi sembrava che avessi smesso di sparare cazzate, eh? Ci avete
creduto?
No. Ringraziate Mel che mi ha
passato la patata bollente per questo gioco. E io non lo taggo a nessuno
perché tanto nessuno accetta mai xD
Sorbitevi un’altro centinaio di righe di post.
~Il gioco delle 6 domande~
Regolamento:
* Indicare il link di chi vi ha coinvolti;
* Inserire il regolamento del gioco sul blog;
* Citare 6 cose che vi piace fare;
* Coinvolgere altre 6 persone;
* Comunicare l'invito sul loro blog;
1- Il cazzeggio con gli amici.
Credo che mi capirete, perché non penso che il mio blog venga frequentato da
discotecari e/o ubriaconi incalliti, né aficionados de la movida, ma io a
ciò che si fa premetto la compagnia.
Certo, a volte mi scoccia stare a non far niente sul marciapiede. Mi è
scocciato anche l’Exit, veramente. Però, in genere, preferisco un film a
casa, una passeggiata, tre ore in sala da tè o quattro a sbevazzare, il
tutto con gli amici, a una discoteca o comunque una serata ‘in’ con gente
stupida.
E vi assicuro che le nostre serate non mancano di suspence. Possiamo vantare
una rissa, una persona quasi finita in coma etilico per aver bevuto senza
dirci che era astemia, un tipo che dopo essersi tirato di cocaina ha
minacciato di rapinarci, eccetera.
2- Leggere. E i libri (non confondiamo le due cose).
Ho imparato a leggere che avevo poco più di quattro anni, e per lustri non è
passata settimana che non avessi in saccoccia il Topolino del mercoledì (dal
nonno) e il Giornalino del giovedì (da papà). I libri, dite? No, quella è
una storia un po’ complicata. Fatto sta che per anni mi hanno propinato i
libri per ragazzini/e: Piccole Donne, L’isola del tesoro, La capanna dello
zio Tom, Cuore, eccetera. Libri che iniziavo con tanti buoni propositi, e
puntualmente rimettevo a posto dopo poche pagine. Due palle pazzesche. Mi
piaceva toccarli, i libri, cercarli, scoprirli: il nonno aveva un ‘rifugio
segreto’, un ex letto a ponte adibito a libreria nascosta, che ho scoperto
intorno agli otto anni. Un mondo! Decine di Classici Disney degli anni
‘Sessanta, libri antichi su libri antichi, mi divertivo a frugare per ore lì
dentro.
Mi piacevano, sì, da sfogliare, da guardare e da annusare. Ma non mi sono
mai azzardata a leggerli, i titoli erano incomprensibili (quelli per adulti)
o noiosi (quelli per ragazzi).
Finché non è arrivato lui, il Re.
Avevo forse undici, dodici anni, e mi capitò tra le mani Pet Sematary
di Stephen King. Lo lessi in quattro giorni e fu amore a prima vista.
Da lì, credo, iniziò il mio amore per la lettura. Adesso ho i miei bravi
ventun’anni, e la mia discreta media di cinquanta libri letti all’anno.
Naturalmente non mi sono fermata a Stephen King: sono passata dall’horror ai
classici, finché, a quindici anni, non scopersi il fantasy con Il signore
degli anelli.
Oggigiorno leggo più o meno di tutto, direi. E, ovviamente, anche i manga:
non è una novità.
3 – Stare al pc.
Msn, badoo, anobii,
smo, efp…non importa, stare al pc è per me sempre e comunque una droga. Ho
sempre qualcosa da vedere, sempre qualcosa da fare, sempre qualcosa da dire.
Dopo pranzo non riesco a fare nulla, solitamente: beh, piuttosto che dormire
preferisco stare al pc a sentire musica, vedere un film, o chattare.
Devo andare a studiare? ‘Sì, alle quattro inizio’. ‘Ops, che peccato, si
sono fatte le quattro e cinque…dai, ormai inizio a e mezza’. ‘Sono le
quattro e trentuno…ormai inizio alle cinque meno un quarto’…e così se ne va
via un pomeriggio. Sostanzialmente senza fare quasi nulla.
4 – Riguardare vecchie foto e
video.
Lo so che è da vecchi bacucchi…ma impazzisco per le foto. Anche se ricordano
persone con cui ho troncato, eventi spiacevoli, date da dimenticare,
chissene. Le foto sono meravigliose, fissano un momento, un’emozione, un
sorriso. Le guardi e pensi che quella persona non la frequenti più, ma
quella foto non lo sa: in quel momento ti era amica, era felice di essere
con te, e sorrideva.
E’ bello guardarle e ricordare, ridere, sorridere con nostalgia, sospirare.
5 –
(*iniziano a mancarle le idee*…per forza sei, vero? Di meno
no?) Stare a letto.
Dormire, pensare,
sognare, anche farci quel che in questo momento state pensando, malpensanti,
ok, avevate ragione.
Amo il letto, io. Amo dormire, amo starci coricata con un amico/a parlando
di nulla, amo starci con il mio ragazzo ore intere, amo guardarci un film,
amo leggerci. Se mi chiedete qual è la parte più indispensabile della mia
casa, vi ho appena risposto.
6 –
(e finalmente siamo all’ultima)
Scrivere.
Non so perché l’ho
messo in fondo, in realtà. Forse perché è una cosa che mi piace fare quando
mi riesce. La verità è che succede molto di rado che butti giù due righe
sensate e magari utili.
Scrivo fanfiction da un po’, e non è una novità. Mi piace rileggere quando
ho scritto qualcosa che mi soddisfa, mi piace pubblicare quando quel
qualcosa che mi soddisfa è sensato, ciò che mi piacerebbe fare è scrivere
qualcosa di un po’ più impegnativo.
Un racconto originale, per esempio.
Ma le idee non vengono. Ho la sensazione che ci siano, ma non riesco a dar
loro forma.
Per adesso mi limito alle fanfiction, augh.
Mi è venuto in mente che magari
Carmen e
clacca potrebbero gradire.
Magari lo taggo a loro.
E mo’ vi parlo di…
No, ora vi lascio in pace sul serio. Adiòs a tutti.
28-04-2008

Una guerra, ‘sto 25 aprile xD
No, sul serio.
Punto primo, come non mi stancherò mai di ripetere, l’organizzazione ha del
sublime nella sua non esistenza.
E tuttavia devo dire che stavolta non ha presentato gravi problemi
logistici: soldi avuti in tempo, macchine trovate in tempo, spesa fatta in
tempo e casa trovata in tempo (poi abbiamo cambiato programma altre due
volte, ma sempre in tempo). Qualche casino per quanto riguarda gli orari,
forse, ma nulla di insolubile.
E dunque, ci siamo messi in macchina alle nove (che poi sono ovviamente
diventate prima le nove e mezza e poi le dieci, almeno stavolta per mio
personale vanto e sfizio), io, Peppe, i Pat, Gas, Raffaele, Ema, Claudio e
Angela; destinazione: Altofonte, per recuperare Cammela, con la quale ci
siamo poi recati nel suo villico appezzamento. Inutile dire quanta carne è
stata arrostita, quanta birra bevuta, quante stronzate fatte e dette.
Scopone, fuoco, Monopoli della Disney, alberi su cui arrampicarsi, sacchi a
pelo e tavoli spostati alla ricerca del fugace sole. Ah, e battaglie a suon
di clacson contro i villici della casa accanto, che hanno rischiato di
uccidere a pallonate i teneri virgulti di fave del nonno di Carmen. C’è chi
ha mangiato chili di carne, chi bevuto tanto Martini, chi si è arrampicato
sul tetto e chi è stato stracciato a Monopoli dopo alleanze varie e
tangentopoli.
Con Marco e Linda –arrivata da Roma- al seguito, siamo poi andati a casa di
Ema dove, dopo una cena a base di pasta al salmone, abbiamo naturalmente
iniziato a bere.
Devo dire che era da un po’ che non indugiavamo in giochi promiscui
sponsorizzati da Raffaele, ed era da un po’ che non bevevamo così tanto.
Fatto sta che, non dovendo guidare nessuno in quanto era preventivato che
dormissimo da Ema (accampati in dodici, faccio notare), tutti o quasi hanno
bevuto e, nonostante qualche reticenza iniziale, tutti o quasi hanno
accettato le penitenze più vergognose con le persone più vergognose, una
volta sotto l’effetto dell’alcool.
Penitenze decise prima di estrarre le carte, per evitare rancori personali:
ed ecco chi tira fuori la donna di denari o di coppe, ma anche il re di
spade o addirittura il cavallo (penitenza con l’uomo e la donna del seme in
questione).
Accolti nella cricca, dunque, Claudio e Peppe. Che noialtri fossimo
accollativi non era una novità, ma loro si sono rivelati una piacevole
sorpresa. Amo le persone che prendono la vita con ironia.
E dunque, immaginatevi mimi di atti sessuali, usando bottiglie [Cla’, ma te
lo devo insegnare io come si fa la bocca a pom*ino? Non sei convincente!],
morsi in posti strani, sgamate di variabile durata, Gaspare che batte al
porto con tanto di sottofondo di gabbiani, io che imito il cane Alastor
liberamente ispirato al libro vm18 della Santacroce, con un telecomando
infilato nei pantaloni, eccetera.
L’età media, tra parentesi, era di vent’anni Penso di più, forse, dovrei
farmi il conto.
Siamo dei bambinoni.
Com’è prevedibile, verso le cinque del mattino eravamo tutti a livelli
variabili di ‘allegria’. Da quello che non ha risentito dell’alcool, a
quello con la nausea, a quello che non si reggeva in piedi.
Personalmente, sono stata bene finché non ho avuto l'insana idea di andare a
fumare la decima sigaretta della giornata, che mi ha portato la pressione
sotto le scarpe: mi sono trovata coricata nel divano con Peppe dietro, senza
potermi alzare.
- Simo, dai, mettetevi nei materassi a terra accanto a Linda e Marco, che
state più comodi…-
Ci trasciniamo in camera di Ema. Peccato che Marco e Linda, o meglio,
soprattutto Linda, si fossero fregati tre quarti del materasso che spettava
a noi, oltre al loro. Abbiamo dormito tre ore, malissimo, Peppe spiaccicato
contro il muro e io spiaccicata contro di lui, mentre Linda si estendeva e
si buttava sopra di me. E il giorno dopo ha avuto il coraggio di dire: ‘Ecco
cos’era quella cosa così morbida su cui mi sono buttata!’.
Fatto colazione, e preso un po’ di sole nel giardinetto di Ema, siamo
tornati a casa col fermo proposito di non incontrarci mai più.
E naturalmente a cena ci siamo rivisti tutti, escluso Peppe Pat che tornava
al paese, da Raffaele, indi siamo andati a prendere il tè allo Cha. E
ovviamente loro (io ero con Peppe) si sono rivisti pure ieri per andare a
mare, e poi dopocena.
Ora sto riguardando foto e video. Se considerate che alcuni avevano bevuto
così tanto da non ricordarsi cosa avevano fatto prima di guardarli, capirete
che molti non usciranno mai dal mio pc.
...
Ci sono cose che fanno ridere, altre accapponare la pelle, altre...non so,
risvegliano la mia fantasia yaoi. E il fatto che queste ultime riguardino il
mio ragazzo e il mio ex, mi da' da pensare.
Uccidetemi...
Qui le foto che sfiorano
la pubblica decenza...
18-04-2008

*canticching la musichetta di Xena*
Mh, sì, d’accordo, aggiornamento.
Perché il blog ogni tanto va aggiornato, è la regola.
Son cazzi, però, perché non ho la minima idea di che cosa scrivere, oggi.
Perché questo blog diventa sempre più pieno di cazzate?.
Quelli erano dovuti alla depressione. Dato che fortunosamente ne sono
uscita, non li rimpiango affatto.
Dove sono finiti i bei post seri di una volta?
No, cancella
Ebbene sì. In primavera sono sempre contenta, da qualche anno a questa
parte. Mia madre dice che sono gli ormoni, che ogni anno tra febbraio e
marzo mi trovo il ragazzo, che d’estate si litiga e d’autunno ci si lascia.
Mi ha consigliato di provare a cambiare mese, magari trovarmelo d’inverno,
così magari va meglio.
Ecco, a tal proposito! Ho una madre che ha una splendida opinione di me:
intanto ha preso l’abitudine di rimarcare il discorso del calendario.
Per chi non lo sapesse, mia madre è convinta che nel corso della mia
esistenza troverò tanti ragazzi da esaurire i nomi sul calendario. Il mese
scorso, quando ha annusato il nome di Giuseppe, è andata a prendere il
calendario sul serio e, fingendo di sfogliarlo, ha esclamato: ‘Ahhh, la G ci
mancava!’.
Inoltre, ieri, ha esordito con un discorso che naturalmente qualunque madre
farebbe alla propria figlia:
“Ma tu non è che questo qui ce l’hai come chiodo scaccia chiodo, vero? Cioè,
ti ci sei messa per passare il tempo e dimenticare Alessio…non mi va che con
la tua stronzaggine faccia stare male i ragazzi…se ti serve come passatempo,
fai una cosa: trovatene uno stronzo come te e vi fate le vostre cose, almeno
non ci resta male”.
Ovviamente la mia espressione era più o meno questa: °_°
Punto 1, quell’inneggio al sesso occasionale non mi sembra un discorso
tipicamente materno. Punto 2, mi chiedo se mia madre abbia coscienza di come
davvero sia una sgualdrina e se la identifichi con me.
Sono tuttora perplessa sul grado di serietà del suo discorso. Cioè, dai, mi
auguro che cercasse solo di fare la mamma moderna.
L’ultima risale a ieri.
“Non c’è niente da fare, le donne sono masochiste. Vogliono gli uomini che
le fanno stare male e che le maltrattano. Guarda te: i ragazzi che ti
servivano e riverivano – a quel punto mi sono grattata
vistosamente la testa chiedendomi in quali cartoni animati li avesse mai
visti – ti hanno annoiato dopo un po’, quell’altro a Carrara, invece,
ti aveva in pugno! Poteva fare quello che cavolo voleva e a te andava bene!”
E lì a darsi a pappardelle incredibili °_°
Satana sodomizzatore, perché sono finita a parlare di mia madre? ò_ò La
mancanza di argomenti intelligenti su cui disquisire non mi autorizza a
sceglierne uno così idiota!
Ho cambiato font, come vedete. Non so nemmeno bene io perchè: oggi mi sono
messa a scrivere sul blog con solito Century Gothic, e mi sono accorta che
non ne capivo più un cazzo (bonjour finesse, in questo periodo mi
sento veramente un animale. Senza apostrofo.), quindi mi sono incacchiata e
ho deciso di cambiare il carattere. Magari prima o poi rimetterò il vecchio
Century, anzi, lo metto nella colonna di sinistra, che quel Tahoma mi ha
dato pure alla testa. Rivoluzioniamo.
Di che parliamo adesso?
Ma sì, parliamo di quella cosa che si trova tra l'elenco di cose che odio.
La politica!
Ha scritto la poetessa Szymborska:
"Siamo figli dell'epoca,
l'epoca è politica.
Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.
Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.
Ciò di cui parli una risonanza,
ciò di cui taci una valenza
in un modo o nell'altro politica.
Perfino per campi, per boschi
fai passi politici su uno sfondo politico.
Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi sul tema.
Problema politico.
Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materi5le riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a uno rotondo o quadrato.
Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano e i campi inselvatichivano
come nelle epoche remote
e meno politiche."
[Szymborska, Figli dell'epoca, da Gente
sul ponte]
Prima o poi qualche poesia della Szymborska, scoperta per caso su un
volantino mentre passeggiavo in facoltà riluttante ad andare alla lezione di
spagnolo, dovevo metterla. E dato che il nano malefico è tornato, e se non
gli viene un colpo apoplettico dovremo tenercelo tra le palle per i prossimi
cinque anni, ne ho scelta una sulla politica, io, l'apolitica per
eccellenza.
Sì, insomma, io ho votato per la sinistra, alla fine, anche se non avevo
intenzione di votare affatto causa, per l'appunto, ritrosia nell'impegnarmi
in una qualsiasi delle due direzioni. Non è ignavia, la mia. E' proprio che
ne ho piene le palle dei politici, tutti. Certo, qualcuno mi sta un po' più
sui coglioni degli altri (tipo quelli della Lega Nord, che secondo me
meriterebbero il rogo più del Berlusca: credo di non aver mai visto tanto
razzismo da quando ho studiato Hitler alle medie), ma in generale mi manda
in bestia quell'ovvio passaggio tra 'riforme verso cui mi mostro favorevole'
a 'politici che dovrebbero realizzarle'.
Ho votato sinistra per alcune ragioni: perchè sono favorevole ai Dico,
perchè sono favorevole alla scuola pubblica, perchè dico NO alle truppe in
Iraq, eccetera. Ma in realtà ultimamente mi oriento sempre più verso
l'anarchia.
La Szymborska, in quella poesia, ha espresso una verità scomoda.
Qualunque parola idea uscire dalla mia bocca, sarà etichettata con una delle
due direzioni che governano il mondo.
Etichette, non contenuti!
Ecco. Ho dato una parvenza di sensatezza a questo intervento. A questo
punto, mi sa che posso anche chiudere. Torno a leggere Calvino.
E citando il mio nick su msn...
May the force be with us...ora che è tornato il nano malefico!
05-04-2008

Bof, è un periodo un po’ strano.
Sì, cioè, sono contenta e mi sento immersa in una nuvola di
vita alla giornata, non so se mi spiego. Non va
malaccio, anzi, si può dire che vada discretamente bene, ma certi momenti mi
prende una sensazione di completa inutilità, per diversi motivi.
L’università va. Non sto andando come un treno, direi che è più una
passeggiata a piedi con tanto di soste per rimirare il panorama, ma va. Io
sono del partito ‘chi va sano va piano e va lontano’,
ma non credo che i miei genitori siano tanto d’accordo.
Ça va bien, in ogni caso.
Soldi non ce ne stanno. Non so se è colpa mia che non mi metto a girare in
bicicletta scaraventando curriculum ovunque come se fossero i giornali del
mattino, se della Sicilia che lavoro non ce ne sta per nessuno che non sia
circondato da persone pronte a prenderlo a calci in culo in senso positivo,
se di boh. Non ce n’è e stop. E la libreria di manga piange.
Anzi, la settimana scorsa ne ho preso qualcuno. Ho paura che, continuando
così, perderò ogni stimolo, e quello sarà il momento in cui mi getterò dalla
finestra della mia stanza con una pietra al collo (no, quello si fa per i
ponti, forse).
Leggo. Non i libri che vorrei, perchè soldi non ce ne stanno, come già
detto, ma leggo. Prendo quello che trovo a casa, quello che mi faccio
prestare, mi basta leggere. Vorrei
Il Conte di Montecristo. Ne ho trovata una
versione economica alla Mondadori, ma è scritta in maniera minuscola e i
miei occhi non sono il massimo, grazie alla lettura implacabile di libri
analoghi.
Ho idea che la prenderò ugualmente.
Ma sì, dai, andiamolo a prendere. E' da almeno un anno che spasimo per
leggere Il Conte di Montecristo, e mi piego a qualsiasi compromesso. Anche
perchè non ho ancora trovato un povero folle che abbia nella sua libreria
questo classico francese in due tomi da un migliaio di pagine, che possa
prestarmelo.
Ah, sto frequentando una persona. Questo intendevo parlando di
vita alla giornata, perchè non so nemmeno bene
che tipo di rapporto si sia instaurato. Mi sembra di essere totalmente agli
antipodi rispetto a lui, ed è una cosa che trovo divertente, perchè finora
non ho mai frequentato persone dal carattere così diverso dal mio. Il
naturale risultato è che ci pizzichiamo dalla mattina alla sera, però buh,
credo che stiamo bene insieme, almeno da parte mia, e non parliamo mai di
quello che è o di quello che sarà. Forse, dopo gli ultimi trascorsi, mi
serviva una simile 'relazione'. Non è solo un rapporto fisico, eppure non
stiamo insieme. E' una sorta di via di mezzo, direi, perchè non c'è nemmeno
quel 'tu fai come vuoi e io faccio come voglio e non ci rompiamo le palle a
vicenda'.
Bof
-'sto bof da quando l'ho letto in un dialogo in francese mi è rimasto in
gola, tra un po' comincerò a dire pure 'ouis ouis' -, per ora mi sta bene
così.
Per il resto, con gli amici tutto ok. Il casino a cui accennavo nello scorso
intervento non si è ancora risolto, ma con quella persona ho ripreso a
parlarci più o meno normalmente. Non che la consideri una faccenda chiusa,
attenzione: tant'è vero che attualmente non so come comportarmi. Bah. E, a
proposito, vi riporto più o meno una scena che si è tenuta nel reparto
Telefonia fissa di Max Living:
Gaspare (indeciso con due cordless della
Panasonic in mano): Mm non so quale prendere...questo costa 15 euro e questo
20...ma questo può memorizzare 50 numeri in rubrica...e poi si illumina il
display? E poi quello da 20 euro è più bello.
Simo: Gaspare, col telefono ci devi telefonare,
che te ne frega dell'aspetto?
Signora con marito e bambina (e anche lei
indecisa con i due cordless in mano): No, ma il ragazzo ha ragione...anche
quelle sono importanti...*nome del marito*, tu che ne dici, quale prendo?
Marito della signora: ...ma non so, fa' tu...
Gaspare: Ecco, vedi, la signora mi da' ragione!
E' vero che quello da 20 euro è meglio?
Signora: Sì sì, ma poi guarda, c'è
l'identificativo chiamante!
Simo (legge la scatola di quello da 15 euro):
Anche qui...Gaspare, ti decidi o no?
Gaspare: Ma aspetta! Ma questo ha la base
troppo grande! Quella del mio è piccolissima!
Simo: Ma che te ne frega della base?
Signora: Ha ragione, la base è enorme!
Gaspare: Aspetta, guardo gli altri...questo è
carino...
Simo: E costa 40 euro.
Signora: *nome del marito* che ne pensi di
questo?
Marito della signora: *nome della moglie*,
avevi scelto quello da 15 e ok, per soli cinque euro di differenza quello da
20 va bene...poi quello da 25...da 30...ma ora sono 40!
Simona: Gaspare, o ti decidi o lancio la
monetina e decido io per te.
Gaspare: Uffa... (prende cordless da 20 euro)
Simona: Oh, finalmente s'è deciso! Signora
arrivederci!
Signora (ancora coi cordless in mano): Beato
lui che ha deciso!
Simona (al marito): ...e buona fortuna a lei.
Marito: ...
Direi che è alquanto inquietante il fatto che le due fazioni fossero
Gaspare/Moglie nevrotica e Simona/Marito strafottente. Sto pericolosamente
diventando sempre più simile a quella tipologia di maschio da cui mi tengo
più alla larga, ossia quelli con due unici neuroni vaganti che ogni tanto si
incontrano e si tamponano. Ormai, praticamente, le uniche persone con cui
faccio pane sono i colleghi maschi (oltre a Giuliana), con cui mi do a
filosofiche disquisizioni sui doppi sensi delle parole francesi e inglesi, e
con cui scambio sguardi eloquenti mentre la professoressa parla del
femminismo.
Le colleghe ridono delle mie battute. Non so se perchè le trovino
divertenti, o perchè trovino divertente il fatto che sia così poco simile a
una ragazza, almeno in quanto a discorsi e personalità.
Non ho idea di cosa pensino le colleghe di me, in realtà. E in realtà
scoprirlo non è per me di vitale importanza. Dormo lo stesso, a dirla tutta.
E mi basta poter ridere con i ragazzi.
Stavo pensando che le mie amicizie femminili si sono notevolmente ridotte,
negli ultimi tempi. C'è Daniela, che è la mia metà, la mia zita xD la
pensiamo allo stesso modo, siamo esattamente
il camionista che
incontra lo scaricatore di porto e insieme vanno a bere in una sozza osteria.
Poi ci sono Angela, Ema e Carmen, ma Angela, nonostante la guida di me e
Raffaele, dopo quattro anni ancora si scandalizza di certe cose. Poi c'è la
mia adorata moglie, ma malauguratamente vive a Bari.
Oh. Se si eccettuano gli amici gay, ovviamente.
Il mondo etero è sempre più inesistente, e i suoi confini con la realtà gay
vanno facendosi sempre più labili e confusi.
Donne, mettetevi in salvo
finchè potete:
acchiappatene uno alla svelta, o datevi alle altre donne.
Au revoir, Simonà.
25-03-2008

Buah. Tutto sommato, delle vacanze di Pasqua divertenti, se si eccettua qualche problemino a cui non mi va più di accennare, causa fin troppa energia sprecata a pensarci, e causa la poca voglia di sentirmi dire che lancio frecciatine senza specificare a chi mi riferisco. Basta, discorso chiuso e amen. Que serà, serà.
Vediamo un po’ quel che è successo negli ultimi giorni. Ormai
in questo blog ci vengono in quattro gatti, ma pazienza xD servirà a me per
ricordare quel che ho fatto.
Ho iniziato a studiare francese, e, stranamente, mi piace,
mon dieu! Pare che non sarà difficile come
pensavo. Almeno, in confronto al russo, che ho abbandonato, per me seguire
francese è una passeggiata. Ma non parliamo troppo presto…mi sa che ho visto
ancora ben poco.
Letteratura inglese III è una buffonata.
Sono disgustata dal fatto che la professoressa abbia perso circa la metà
delle lezioni per spiegare le sorelle Bronte, una sconosciuta di nome
Gaskell, e più in generale i Women Studies, quando, nel periodo
otto-novecentesco, la letteratura inglese è un pullulare di mostri sacri
come Dickens, Joyce, Wilde, Doyle, Eliot, Lewis, Browning, etc a
piacimento. Mostri sacri che, pare, dovremo studiarci noi a casa, perché
sono troppo maschi per occuparcene in un corso che, a quanto pare, è
stato ribattezzato Il femminismo dall’epoca
vittoriana a oggi.
Porca miseria infame. L’ultima cosa che voglio fare è l’outsider
intellettuale, ma cose del genere mi fanno girare veramente le palle, una
volta tanto che mi interesso a qualcosa che studio e, diamine, le lingue e
la letteratura sono l’unica cosa che mi interessa tra le decine di materie
inutili del mio corso di laurea.
Domani inizio il seminario di letteratura ispano-americana. Speriamo in
bene…
Sabato, tralasciando ciò a cui accennavo all’inizio, è stata
una giornata distruttiva. La sera prima ero andata a letto alle cinque del
mattino, perché mi ero vista con Olimpia (xD), e mi sono alzata alle otto
per andare a fare la spesa di Pasquetta insieme a Gas, Carmen, Mg e Nico.
Quindi, tre ore al supermercato, di cui una e mezza davanti al bancone della
carne. Carne, sottolineiamo, comprata in quantità industriali: per otto
persone, infatti, sono stati comprati 4 kg di
salsiccia, 1 kg di puntine di maiale,
1 kg di spiedini e 1,5 kg
di stigghiole, oltre a porcherie varie quali patate, patatine,
eccetera. Arrivata a casa, casini d’ogni tipo che non mi va di ripetere qui,
a parte quello per il Lambrusco che ha del paradossalmente divertente: sono
stata infatti cazziata per aver preso tale tipo di vino, considerato
inadatto alla carne.
Comunque. Dovevo vedermi alle quattro con Michele, Alessia e altre in
fumetteria, perché la Deda era a Palermo e volevamo fare un giro con lei.
Alle quattro, con la pasta col tonno in gola che ballava con il caffé una
tarantella che entro poco sarebbe finita nel cesso sottoforma di vomito,
chiamo Michele per dirgli che ho avuto casini, sono sull’orlo di una crisi
di nervi, e non arriverò in fumetteria prima delle cinque. Michele mi
scambia per Deda, ma questa è una conversazione che troverete tra le
pirle di saggezza xD. In ogni caso, un po’
prima delle cinque sono arrivato in fumetteria, in cui, oltre a Michele e
Alessia, ho trovato Quis e la cla, e ovviamente la Deda.
E’ stato un pomeriggio divertente: siamo stati a passeggio per il centro,
mostrando a Deda la truzzaggine dei giovani palermitani in giro per il
Politeama, la grazia e armonia del traffico di via Libertà, l’educazione e
riservatezza della pittoresca popolazione di Palermo.
Ah, il folklore della mia regione…altro che le popolazioni boscimane.
Io e Michele, salutata la Deda e le altre, siamo andati a raggiungere la
truppa in fumetteria, cena insieme, poi alcuni sono andati in discoteca,
mentre io, Gas e Carmen siamo andati da Mg per una maratona di Uno che è
durata circa tre ore. Verso le due le teste ciondolavano, e le mani
continuavano a lanciare le carte in maniera del tutto meccanica. La serata è
stata movimentata in maniera del tutto negativa dall’arrivo dei tre che
erano andati in discoteca, ma anche qui mi vedo costretta a tagliare il
discorso.
La Pasqua è stata tediosa, in casa a non far nulla se non bestemmiare per i
casini del giorno prima che hanno continuato a non risolversi (e non sono
tuttora risolti). Gas e Nico sono venuti a casa mia di pomeriggio, il
secondo, presumo, per deliziarmi col dolce suono della sua ocarina, che
ovviamente il giorno dopo, dovendo trascorrere una giornata insieme, è
sparita in circostanze misteriose.
Uno degli otto designati per la pasquetta non è venuto causa febbre. Ema non
è venuta, Raff era occupato con i suoi colleghi, e Luca e Ang con i compagni
di quest’ultima. Dunque, a casa di Carmen, eravamo io, Gas, i due Pat, Mg e
Olimpia, che sono riuscita a convincere nonostante il clima non fosse
esattamente pasquale xD
A parte l’uragano in cui ci siamo ritrovati a dover arrostire (un paio di
baffi di sole sono usciti soltanto dopo le due,
quindi non abbiamo mangiato prima delle quattro), la casa che si è riempita
del fumo entrato da una finestrella sul cortile dimenticata aperta, il Pat
Giuseppe che ci provava con Olimpia, che è stato contrassegnato come
Terzo Pat, la brillaggine per tutto il
Limoncello che ho bevuto dopo la birra e il Lambrusco, è stata veramente una
bella giornata. Abbiamo giocato a Uno, Crack, Risiko (in cui si è costituito
il PATto d’Acciaio) e Taboo Disegni (una cosa impossibile!), ciarlato,
duellato con le spade, pianto per il fumo dell’improvvisatissimo fuocherello
negli occhi, mangiato tantissimo, fumato, bevuto di tutto. Flirt a parte xD
Bah. Torno a guardare Hunter x Hunter, rigorosamente non censurato, a
caricare foto sul mio account Photobucket, e a leggere Le Paludi di
Hesperia. Valerio Massimo Manfredi sta riuscendo a farmi imparare un po’
di storia, la qual cosa, conoscendomi, ha dell’incredibile. Chissà se ha
scritto dei libri di storia contemporanea? xD Mi servirebbero per quello che
certamente sarà l’ultimo esame che darò prima della laurea triennale.
Au revoir.
14-03-2008

Sì, dunque,
sono messa che canto idiozie.
Sono stata un pomeriggio a cantare, sono senza voce. Solitamente canto in
compagnia, in macchina o in mezzo alla strada, ma è la prima volta che mi
ritrovo senza voce dopo aver cantato sola e pazza in camera mia per tutto il
pomeriggio.
Sì, è il mio momento Disney, direi. Sarà stato Kingdom Hearts.
Ho rivisto Mulan e Tarzan, che a mio parere sono le ultime
cose guardabili che la Disney ha sfornato, se si eccettuano L’isola del
Tesoro che era godibile, e Come d’incanto, ma vabbè, quello per
nove decimi è un film, quindi non fa testo.
Beh, ecco, ho scoperto solo di recente che film Disney che credevo
appartenere alla mia infanzia, in realtà potrebbero benissimo appartenere a
quella di mio padre. Mi spiego, ero a conoscenza del fatto che
Biancaneve, Cenerentola e principessine varie fossero degli anni
’30/’40, ma prima di spulciare il web, non avevo idea che roba come
Fantasia e Peter Pan venisse addirittura prima di Mary Poppins,
che consideravo il vecchiume (bellissimo, ma sempre vecchiume) per
eccellenza, e che di poco successivi gli fossero Il libro della giungla,
Gli Aristogatti e Robin Hood.
Non ci avevo pensato, che a causa della guerra molti di questi film sono
arrivati solo quando io ero piccina: avevo sempre dato per scontato che
fossero usciti negli anni in cui sono andata a vederli al cinema. A
proposito, per la vostra curiosità, il primo Disney che sono andata a vedere
al cinema è stato Bianca e Bernie nella terra dei canguri xD avevo
tre anni, tipo.
Adesso vi riporto alcune leggende metropolitane che ho letto su internet. Lo
zio Walt, secondo voci di corridoio:
- si è fatto clonare, ed è tuttora conservato sotto l’attrazione Pirati
dei Carabi a Disneyland;
- circola come fantasma in diversi edifici, sempre a Disneyland;
- è figlio di una strega di Salem;
- è membro di una società massonica.
Porca miseria, quest’uomo è diventato uno dei più famosi del mondo xD
Ma comunque. Come vi dicevo, ho cantato un sacco. E non canzoni semi-serie,
tipo Il mondo è mio, Riflesso, o che so, Attimi di vita
(Anastasia non è Disney, ma mettiamocelo pure).
Le mie canzoni sono state, per farvi un esempio, Molto onore ci darai,
Una voce a San Pietroburgo, Che strane cose, Sottosopra, Bianca e Bernie
nella terra dei canguri (ma dico, avete sentito che ritmo ha questa? xD).
Ma non solo, dato che ho scaricato un tot di canzoni del musical Tutti
insieme appassionatamente, che mia madre mi ha fatto imparare a memoria
grazie al suo metterlo ogni santissima volta che lo replicavano,
solitamente durante le vacanze natalizie. In inglese, in italiano (sono un
po’ confusi, quelli della mediaset, direi), così tanto per non sbagliare le
ho scaricate in tutte e due le lingue. E ve lo dico, io amo Julie Andrews
*_* mi sa mi sa che scaricherò presto Very Victoria, non sembra
affatto male.
E poi, diciamocelo, Christopher Plummer era un gran figo, con un fascino che
molti attori di oggi se lo sognano. Guardatelo, dico!
E
dunque, cantiamo tutti con lui:
“Edelweiss, edelweiss
Ev'ry morning you greet me
Small and white, clean and bright
You look happy to me, to me
Blossem of Snow
May you bloom and grow
Bloom and grow forever
Edelweiss, edelweiss
bless my homeland forever”
Sapete, qui a Palermo c’è un bar che si chiama per l'appunto Edelweiss.
Naturalmente mi metto a cantare come una cretina ogni volta che ci passo
davanti, e molti di quelli che mi stanno intorno non hanno la minima idea di
dove abbia preso quell’assurda canzone. Beh, non tutti possono avere una
madre che si vede tutte le repliche di Tutti insieme
appassionatamente.
Ma dunque. Mi accorgo che il post di oggi è stato particolarmente
irrilevante. Ma mi ha preso la mano, e mi sono messa a scrivere.
Ah, vi interesserà sapere (ma anche no) che la persona la cui mano sta
scrivendo adesso è rossa. Rossiccia, per la verità. Ma posso pur sempre
spuntare quella maledetta riga nella wishlist: dopo un anno almeno che lo
dicevo, ho finalmente fatto il colore. E Piero il parrucchiere (della mamma
Caruso) mi ha pure convinto a fare la frangia, cosa che aborrivo da quando
ho smesso le magliette rosa coi cuoricini, dunque dagli undici anni circa.
Chissà se riuscirò a mantenerla. Boh, per adesso devo abituarmi alla mia
immagine davanti lo specchio. Ogni tanto mi guardo e dico: ‘Ma chi è
questa?’. E i miei familiari continuano a dirmi che fa loro piacere avere
ospite in casa un’amica della figlia, ma vorrebbero sapere quando rientra
Simona.
Ah, questa la scena dal parrucchiere. Figuratevi Piero che mi sega via i due
ciuffi davanti – belli lunghi- per farne una frangetta. Poi li butta a
terra.
Io: °_° Angela, acchiappali!
Parrucchieri: ? °_°
Cosa ne abbiamo fatto? Li abbiamo infiocchettati e portati a Raffaele quali
prima rata della parrucca che gli avevo promesso. Spero li pettini ogni
giorno u_u sono pur sempre capelli miei.
Mm, non
so che altre novità ci siano…ho ripreso le lezioni: inglese (ma è già
finito), spagnolo, francese, letteratura inglese III (ribattezzata Il
femminismo dall’epoca vittoriana ai giorni nostri), e a fine mese dovrei
iniziare il seminario di letteratura ispano-americana. Sono alla disperata
ricerca di un lavoro che non comprenda le pratiche sessuali né,
possibilmente, quelle illegali in generale, ma non sono molto ottimista. Ho
idea che inizierò a coltivare piantine di marijuana. Sono deliziose come
piante d’arredamento, ne?
Adesso. Internet permettendo, ho idea che aprirò un’altra inutilissima
sezione nelle colonne a destra e a sinistra. Il blog sta diventando sempre
più idiota, e magari è perché io sto diventando sempre più idiota.
Volevo aprire la Sezione delle pirle di saggezza, ovvero quella
sezione che conterrà le citazioni, mie e dei miei amici, più idiote che sarò
riuscita a trovare. Questa settimana ne ho messe insieme tre, ma tenete
presente che quella roba si riempirà presto.
Alla prossima.
04-03-2008

I sogni sono strani.
E non mi
riferisco a ciò che ci auguriamo accada. Ai ‘vorrei fare l’astronauta’,
‘vorrei fare il giro del mondo’, ‘vorrei vincere alla lotteria’, ‘vorrei
incontrare il principe azzurro’.
Parlo proprio di tutta quella caterva di sensazioni -vi sembra quasi di
sentire anche suoni e odori-, che prendono possesso della vostra mente senza
che voi riusciate a far granché. Chiamateli ricordi, chiamateli
manifestazioni del subconscio, chiamateli smorfia (potete giocarvi
tutti i numeri che volete al lotto, tanto non funzionano mai, a meno che non
ve li abbia mandati Satana in persona), insomma, ditene ciò che volete,
possono farvi svegliare in solluccheri, leggermente infastiditi, o con un
macigno sul petto.
Ora, se vogliamo dar retta alle interpretazioni psicologiche che si danno
del sogno (e no, non cito Freud, non sono sessualmente frustrata), sono una
persona straordinariamente serena. Sì, intendo, io di incubi non ne faccio
mai, o, se li faccio, resto a guardare come riesco a tirarmi fuori dal guaio
in questione tipo film horror, e mi incazzo come una iena se mi sveglio nel
bel mezzo dell’azione.
E così vampiri
(minchia, magari),
ladri e stupratori, case stregate, inseguitori
malefici, qualora non vengano dimenticati allorché apra gli occhi, diventano
materiale intrinseco per la mia fagocitante fantasia
cosciente, e, perché no, ogni tanto, soggetto di qualche storia.
Onestamente, io li amo, i miei sogni. Ora non più tanto, ma c’è stato un
periodo in cui avrei potuto serenamente darmi al porno e farmi due soldi,
altro che Melissa P. Mi mettevo a letto con la convinzione che avrei sognato
qualcosa di porno, e così realmente accadeva: persone vere o inventate,
conosciute o sconosciute, non importava: la notte mi divertivo, e spesso mi
restava abbastanza in testa quando mi svegliavo da raccontarne e riderne, e
chi segue questo blog da un po’ ne sa qualcosa.
Come dimenticare, infatti, il mitico demone-bonazzo-bagnato a casa
del Signor Leocadi (amico e vicino di casa di mio nonno), che in teoria
avrei dovuto esorcizzare? Come dimenticare io in una sorta di Cinecittà,
attorniata da attraenti attori di sesso maschile? E l’inseguimento in
un labirinto, in cui la mia unica arma di difesa era un portachiavi
con attaccata la 8 nera in miniatura?
Non dimentichiamoci poi i demoni incappucciati con la maschera a teschio di
bovino, da me intrepidamente minacciati con l’ausilio di un bastone
attaccapanni. Sorvoliamo poi sull’apparizione, in suddetto sogno, di un
sedicente orsacchiotto di peluche appartenuto a mia madre. E di Gojyo
pescivendolo, porca miseria, vestito solo di un paio di pantaloncini
azzurri e un grembiule bianco, sogno finito, peraltro, in un camerino. E non
parliamo nemmeno del padrone dell’inferno/paradiso/buh vestito in
tunica romana, pronunciante le lapidarie parole ‘Ah,
questi esseri umani! Non li sopporto, pensano che sono stato creato per
rendergli facile la vita!’.
Naturalmente, questi sono solo alcuni. E, che siano hard,
horror o demenziali, hanno tutti la loro dose di eccitazione, leggera paura,
comicità (mi sa che rido da sola mentre dormo, io).
Ecco, il problema non sono questi. Se ti svegli mentre stai per cadere da un
palazzo, se ti svegli mentre ti stanno assassinando, se ti svegli mentre
stanno divorando uno dei tuoi amici, sei sveglio, appunto.
Il problema è quando ti svegli dopo che il tuo ragazzo ti ha detto addio.
Dopo che hai sognato di litigare con lui. Dopo che hai sognato di vederlo da
lontano, sudato, le braccia scoperte, a fare chissà che tipo di lavoro, dopo
che gli hai piantato uno sguardo triste in faccia e stai pensando ‘è
finita’. Dopo che ti sei cacciata le mani nelle tasche, perché tutto quello
che vorresti fare è andare da lui, e dirgli che vuoi ricominciare, che non
te ne frega niente di tutto il resto, ma non vuoi farlo.
E’ quando ti svegli da questi sogni, che non puoi dire sul serio ‘sono
sveglio’. Perché è vero, questi sogni non ricalcano esattamente la realtà,
magari sono cose mai successe, ma le sensazioni sono più che reali. I nostri
criceti (detti anche neuroni), che talvolta riescono ad arrivare a livelli
di crudeltà inconcepibili, le hanno pescate da chissà dove, le hanno
manipolate, e ce le hanno rimesse qui, dietro gli occhi. Il risultato? Che
ci svegliamo con il groppo in gola, e la sensazione che certe cose sono dure
a morire.
Sono dure a morire, già.
E quando ti svegli?
Non puoi far altro che andare a nascondere il cellulare, nella speranza che
non ti salti in mente di fare una certa malaugurata telefonata, che con
quest’umore farebbe notevoli danni sia a te che ad altri.
Ma sì. Meglio imbrattare il blog.
Volta la carta, volta la carta. Il fante di cuori non lo voglio più.
21-02-2008

Beh, per ora non c’è molto da dire, se
non che studio, studio, studio.
La prossima settimana (martedì e mercoledì) ho gli appelli di Semiotica e
Storia dell’India, e mi auguro squisitamente che tutto fili liscio,
altrimenti medito sul serio di andare a sviluppare le mie capacità ascetiche
in Tibet, dato che siamo in tema.
Perché è assolutamente impossibile il fatto che mi scappino i pensieri di
mente, inizi una frase e poi dimentichi quel che ho detto, non ricordare un
libro letto tre volte e trovare spaventoso un programma di trecento pagine
che fino all’anno scorso avrei fatto comodamente in tre giorni.
Ho iniziato a prendere le vitamine. Speriamo che servano a qualcosa.
La mia vita spartana inizia alle sette, in questo periodo, quando mi
trascino fuori dal letto barcollando e arrancando per il sonno distruttivo.
Continua in una seduta di studio (più o meno scherzoso) a Villa Trabia o
all’università, pranzo (sempre con il solito panino), altra seduta di
studio, Kingdom Hearts II (manco più quello, perché mio fratello l’ha
restituito), pc, cinque ore di sonno.
Non so se temere (per via degli esami) o attendere in trepidante attesa la
fine della prossima settimana. Giuro che il primo che tenta di buttarmi giù
dal letto al mattino, qualsiasi sia la cosa che mi proponga, lo mando a
cagare.
11-02-2008
Sto
lavorando qui a questo aggiornamento da TRE ore @_@ L'ultimo neurone,
risuscitato dopo la sua morte per urto contro panca di cemento grazie alla
ruota del samsara, che come il ka gira sempre e non ha mai una fine, sta
fondendo nuovamente. Ma tanto lo so io, e lo sapete voi, che tornerà fin
troppo presto a far danni.
Dunque. Questo
template è opera della cara Carmen, che venero e riverisco per tale dono, e
lei lo sa. Bellissimo, stupendo, meraviglioso. Kenren e Tenpou sono due gran
fighi, e non è una novità.
Giuro che se, dopo tre ore di lavoro, ho sbagliato qualcosa e non funziona,
urlo a tal punto che mi sentirete ovunque voi siate.
Ho ancora problemi con la barra delle citazioni, e conto di sistemarli al
più presto.
Ma dunque, che ne è stato della mia vita?
Non faccio UN CAZZO.
Mi sono presa la febbre quando dovevo dare l'esame di Semiotica, e anche se
ho dato quello di Letteratura per l'infanzia e ho preso 30, mi manca da dare
pure quello di Storia dell'India. Uno il 26 e uno il 27. Que serà serà.
Per ora la mia vita ha ripreso un flusso stabile: non sono depressa, non
sono scazzata, esco con i miei amici e mi sento bene. Siano ringraziati gli
anni nuovi.
Ho ripreso Burial, pubblicando il capitolo 7 (link nella colonna di destra,
cliccando su EFP). Mi sono ciupata gli episodi 21, 22 e 23 di Gankutsuou
(che, se non l'avete già fatto, vi ordino di andare a vedere)
Bon. Dato che ho ancora da fare col template, vi saluto di già.
Edit del giorno dopo: Ho sistemato le citazioni, ho aggiunto quell'idiozia
di Twitter, e ora dovrebbe andare un po' meglio...
29-01-2008

Tedioso e inutile
sarebbe descrivere passo passo le mirabolanti avventure londinesi di sei
pazzi. Ma con metodi poco ortodossi, ci proverò.
Prima di lasciarvi alle Cento cose che abbiamo imparato a Londra, una
breve prefazione.
Mi sono innamorata di questa città.
E' non è per il continuo viavai di bei ragazzi (turisti e nativi del luogo),
nè per la vita notturna, che poi tanto notturna non è dato che iniziano a
bere alle 9, dopo cena, e si riducono in uno stato pietoso già ad orari in
cui noi ancora siamo all'aperitivo. Non è per la gente che, sebbene non
calorosa come qui, è squisitamente cordiale. Non è per la pulizia che dilaga
ovunque (alla faccia di chi dice che i londinesi sono sporchi), nè perchè
vendono il sushi al banco frigo di Tesco, nè per i muffin e le donuts, nè
perchè le macchine ti consentono di attraversare senza ucciderti o perchè
gli autobus sono puntuali.
E' l'atmosfera, non so se mi spiego.
Le casette a schiera dai colori pastello, che da piccolo vedi in Peter Pan o
in Hook, la nebbia londinese che ti senti dentro Mary Poppins, Portobello
Road con tutti i rigattieri, che ti sembra di sentir cantare David Tomlinson
in Pomi d'ottone e manici di scopa. Gli autobus rossi a due piani, le luci
della metropolitana, gli schermi pubblicitari sui palazzi di Piccadilly
Circus, il Tamigi...quei ponti, quella visuale notturna del Big Ben...
Me la sogno ancora la notte, Londra. Le risate con gli amici mentre, tra il
silenzio generale (ahhh, quanto sono composti i londinesi prima delle
nove di sera...)urlavamo canzoni italiane, con i compatrioti che di tanto in
tanto ti sentivano e si univano al coro...tutte le porcherie mangiate a
qualsiasi ora, perchè va bene, la cucina inglese è penosa, ma noi con i fast
food ci sguazziamo...e il freddo pungente, che ci imbacuccavamo tutti come
pupazzi di neve, e i soldi da cambiare, e le parolacce urlate proprio mentre
dietro di te c'erano italiani...c'erano italiani ovunque, ripensandoci. E
tutta la gente pazza che abbiamo conosciuto, i nostri mitici compagni di
camerata in Ostello, la gente che ci guardava storto quando io e Dana
scendevamo a fare colazione in pigiama, gli sguardi furtivi (non tanto,
veramente) dei ragazzi in camerata quando passavo allegramente in mutande,
gli impapucchiamenti con la lingua che, cazzo, pure col mio trenta, non
sapevo spiccicare.
...
Che esperienza.
Dana, Astrid, Raff, Ema, Giovanni...vi voglio bene. Grazie per questi cinque
giorni.
*si asciuga lacrimuccia*
...
No, non è vero xD
Vi lascio all'elenco, allora. Alcune non fanno ridere, ma dietro ispirazione
del momento le abbiamo messe ugualmente nero su bianco, altre potevamo
capirle solo noi e allora ho cercato di spiegarle.
A proposito, per le foto dovrete aspettare un altro po' == Astrid non si
sbriga a passare le sue!
Alla prossima ^^
A Londra abbiamo imparato che…
1. Anche i
cani vanno in passeggino.
2. Anche i bambini vanno al guinzaglio.
3. I bambini baciano le statue di Peter Pan e poi non sanno più scendere.
4. I bambini si buttano a terra per morti e poi si mettono a ridere se corri
a soccorrerli.
5. I bambini si incerottano la bocca.
6. I bambini si muovono in miniserre ambulanti.
7. C’è chi scia sul prato di Hyde Park.
8. Non parla mai nessuno, almeno fino a dopo l’ora di cena. Al massimo,
bisbiglia.
9. Dopo l’ora di cena, gli inglesi entrano in Monkey Mode.
[dicasi Monkey Mode la modalità animalesca tipica degli ubriachi. E' stato
registrato che tale cambiamento nell'atteggiamento dei londinesi avviene
subito dopo ora di cena, essendo permesso lo smercio di sostanze alcoliche
solo entro le undici di sera.]
10. Generalmente gli inglesi si fanno i cazzi propri se succede qualcosa in
mezzo alla strada, a meno che non siano in Monkey Mode. In quel caso faranno
campanello attorno al fatto incriminato.
[scientificamente provato confrontando un incidente stradale avvenuto la
mattina, e un arresto avvenuto la sera, nella fascia oraria del Monkey Mode]
11. Nessuno fuma (o quasi).
[e visti i prezzi, ci crediamo]
12. Anche a Londra i ragazzi se la buttano, ma poi li vedi studiare in
autobus.
[altro che il tempiettttu e Mondelluuu]
13. Dopo le dieci di sera, quando sono in Monkey Mode, le ragazzine
vanno in giro nude anche con -2°C.
14. Gli scoiattoli sono grandi quanto gatti domestici.
15. La città è piena di Jack Russell, ma nessuno è bello come Narciso.
[il cane di Giovanni, naturalmente]
16. Se alzi la voce prima della fascia oraria in cui è permesso (quella
della Monkey Mode, ovviamente), la polizia ti chiede se hai vinto alla
lotteria.
[modo simpatico per dirti di chiudere la boccaccia]
17. Anche a Londra ci sono i vecchietti depravati.
[che ridono facendo ‘Oh! Oh!’ se facciamo una foto a Daniela mentre
mostra verso il proprio basso ventre un volantino promozionale a forma di
freccia con la scritta ‘Go!Go!Go!’]
18. Andare sull’autobus è bello!
19. Gli autobus sono puntuali
20. Se l’autobus cambia improvvisamente destinazione, nessuno batte ciglio.
[no, dico sul serio! Ma immaginate un autobus che va allo stadio che invece
vi dice che va ad Altofonte…vi state seduti e buoni senza battere ciglio? Lì
sì!]
21. Anche se passano tre autobus fuori servizio di seguito, nessuno protesta
perché nemmeno dieci minuti dopo ne passerà un altro regolarmente in
servizio.
22. Gli autobus sono i luoghi di meditazione trascendentale preferiti dai
londinesi.
[I londinesi, almeno fino alle nove di sera, parlano facendo ‘psst psst’,
specialmente in autobus, in evidente dissonanza con l’efferato bordello che
facevano le nostre deliziose voci]
23. Le macchine danno la precedenza, anche a costo di aspettare dieci minuti
ferme.
[utopico, lo so che non ci crederete mai]
24. Nessuno suona il clacson.
[so che anche a questa non crederete mai]
25. I motorini sono rari come l’acqua nel deserto.
[e quindi potete attraversare tranquillamente senza paura che dalla destra
di un autobus sbuchi un vespino che vi sbocci]
26. Le macchine si fermano davanti alle strisce se appena ti vedono sul
marciapiede.
[sì, lo so, neanche a questa crederete mai]
27. Anche a Londra c’è traffico, ogni tanto.
28. Le strade sono pulite.
[mi faceva quasi schifo buttare la cicca sul marciapiede]
29. Per chilometri non trovi un cestino dell’immondizia, ma le strade sono
pulite comunque (a parte le chewing gum).
30. I musei sono futuristici.
31. I musei chiudono presto.
32. I cessi dei musei si mangiano Daniela.
[svanita nel nulla per mezz’ora al Victoria and Albert Museum dopo aver
detto ‘vado in bagno’]
33. I francesi sono ineducati.
[rientrano ubriachi alle quattro di notte in una camerata da quattordici e
fanno un bordello della madonna]
34. I francesi sono marpioni.
[si portano le donnine in ostello e poi tentano di flirtare con tutte le
ragazze della camera]
35. I francesi fanno flessioni tra un letto e l’altro (il tuo) alle quattro
del mattino.
[vi prego, non chiedetemi spiegazioni…è già abbastanza ridicola la
cosa…svegliarvi perché vi sembra ci sia un terremoto o Emanuela che si agita
nel letto di sotto, e trovare un francese ubriaco che fa le flessioni
aggrappato alla sbarra del vostro letto…]
36. Raffaele è un novello Mr Brown.
[Raffaele al francese che ha buttato giù le cose dal suo letto per farci
coricare la donnina abusiva: ‘This is my bed! This is my
jacket! These are my trousers! And they are on the floor!]
37. I francesi di colore si dicono ‘turchesi’ e i suoi amici ‘la banda del
turchese’.
[Nessuno aveva un nome proprio in quella camera…Zidane, Turchese, Ragazza
mezza morta, Mastro Lindo detto anche Boccia Pelata, Mezzo Spagnolo detto
anche Scorreggione…]
38. I turchesi amano lisciare la faccia ad Astrid mentre dorme.
[E Astrid non reagisce]
39. Ai francesi piace guardare Simona mentre si trucca.
[Certo, se lasciano Simona in camera, mezza svestita, sola insieme a tre
ragazzi francesi]
40. I ragazzi ti rimorchiano nei locali gay, ma poi hanno una ragazza che ha
una ragazza.
[Non chiedetemi di spiegarvela, prendetela per buona così com'è]
41. Ai ragazzi che ti rimorchiano nei locali gay piace stare in mezzo.
[Tizio francese che chiede ‘Can I stand in
the middle?’ mentre balliamo io e Daniela]
42. I ragazzi irlandesi cercano moglie nei locali gay.
[Tutti fanno proposte di matrimonio a Dana…]
43. I camerieri carini sono tutti gay.
[E credeteci]
44. I ragazzi che Daniela e Simona puntano sono tutti gay.
[Scientificamente provato a Soho]
45. I ragazzi che Simona e Daniela puntano ci provano con Raffaele.
[Anche questo scientificamente provato a Soho]
46. Se ad Emanuela piace un tizio, ovviamente questo è gay.
[Questo è scientificamente provato, e non solo a Soho]
47. I napoletani si ubriacano così tanto che superano persino lo stadio
delle scimmie.
48. Le chiese sono piene di giovani, specialmente se sono discoteche
chiamate Walk About.
49. Andare al Walk About è cosa buona e giusta.
[E sacrosanta]
50. I brasiliani ci sanno fare con le mani e con la bocca, ha capito
Simona.
[Dèèèènis, dove sei? Ç_ç sono tornata in mezzo ai truzzi palermitani!]
51. Anche gli argentini ci sanno fare con le mani e con la bocca, aggiunge
Daniela.
[Anche a Daniela penso manchi Massimo]
52. Simona può essere scambiata per una brasiliana.
[Dènis era impazzito]
53. Al Walk About l‘autostima di Simona e Daniela è andata SU, SU, SU come
certe altre cose.
[*faccina col ventaglio*]
54. BiancaEma viene perseguitata da nanetti.
[E li bacia anche…dov’è finito il principe?]
55. Negli ostelli puoi incontrare strani omoni polacchi di nome Tito Camilo,
imperatori di Ubriaconia.
[IO SONO TITO CAAAAAMILO!]
56. Tito Camilo ama l’Italia e trova l’italiano poetico.
[Se lo dice lui…]
57. Tito Camilo trova poetico anche il napoletano stretto.
[Dovrebbe sentire il siciliano…minchia!]
58. Mettere insieme Giovanni e Tito Camilo è pericoloso per la salute
acustica dei presenti.
[La traviataaaaaa!]
59. Le guide del museo dell’Hard Rock Cafè sono SGANZE.
[Astrid dixit]
60. Astrid sa dire le parolacce, anche se a bassa voce.
61. Starbucks fa schifo.
[Dopo tanto parlarne…]
62. Appena si passa davanti a uno StarBucks, va ricordato ad Ema.
[Emaaa c’è StarBucks!]
63. KFC invece fa delle ali di pollo fritte spettacolari.
64. Vendono il sushi al supermarket per 2 sterline.
[E non ti uccide]
65. Se ti siedi paghi 3 sterline in più di coperto.
66. Se vuoi mangiare Fish&Chips devi aprire un mutuo.
[Da 4.50 sterline, ne abbiamo pagate tipo 9 per servizio, coperto, ecc]
67. Londra è una colonia italiana.
[Dove ti giri ti giri…]
68. Se uscendo da un negozio Simona urla ‘MINCHIA INCULATA!’, naturalmente
ci sarà un italiano nei dintorni che si volterà a guardare.
[E che vi chiederà se davvero si è pagato così tanto in quel posto]
69. Se senti confusione prima delle nove di sera, ci saranno di sicuro
italiani nelle vicinanze.
[E se non sono italiani, sono comunque turisti]
70. Se Daniela dice in autobus ‘ho fatto una scoreggina’, di sicuro ci
saranno italiano seduti dietro.
[…]
71. Daniela e Simona hanno una forte tendenza alla dispersione autonoma.
72. Congiungere Daniela e Simona è estremamente nocivo per la salute
pubblica.
[Specialmente per quella dei bei ragazzi, che saranno puntualmente indicati
col dito ogni qualvolta entrati nel loro campo visivo]
73. Se la metti nell’acqua si scioglie.
[La pallina galleggiante fatta di sapone!...che avete capito?]
74. Daniela ha scoperto che può cambiare il sorriso nelle foto.
[La scoperta dell’acqua calda di Dana]
75. Simona ha un gusto dell’orrido.
[Non è vero ç_ç mi hanno costretta ad aggiungerla, questa!]
76. A Simona piacciono i Power Rangers, o meglio, il loro vestiti.
[Io indicavo il negozio precedente ç_ç colpa ne ho se si girano in ritardo?]
77. Giovanni si sente perseguitato dal Gay Hunter.
[Il famigerato scuoiatore di gay]
78. Daniela russa anche sull’aereo.
[Daniela russa ovunque]
79. Daniela fa scoreggine anche sull’aereo.
[Daniela le fa quando le vengono]
80. Chi mangia come una porca è una puttana (Daniela dixit).
[In bagno mentre ci trucchiamo: ‘Per ora stiamo mangiando come delle vere
porche!’; ‘E’ vero…siamo proprio delle puttane’; ‘…..Dana, scusa, che
c’entra?’; ‘Boh?’]
81. Se Daniela dice ‘Fuck You!’ ad un nero ubriaco su un autobus, questi se
la prenderà con Raffaele.
[‘C’è Daniela che canta sul bus / C’è Daniela che canta sul bus / Poi arriva
un negrone /lei gli dice Fuck You! / E Daniela diventa carne macinata!]
82. Il phon di Raffaele mangia i capelli delle ragazze.
[Astrid, Daniela e Simona testimoniano]
83. Giovanni può essere preso per uno spacciatore se offre i suoi tappi per
le orecchie.
[Se la tipa li scambia per tranquillanti]
84. Al sexy shop chiedono i documenti a Simona.
[Fottetevi]
85. A Piccadilly c’è l’imitazione della Via delle Stelle.
86. Gli alberi possono ucciderti se canti Ligabue.
[Vicino al Natural Museum, se canti ‘Certe Notti’, ti cade un ramo a un
metro di distanza]
87. I bagni sono puliti, eccetto quello del nostro ostello.
[Te pareva…]
88. Taluni bagni si snodano nelle viscere della terra, in corridoi oscuri e
puzzolenti (The Blair Cess Project).
[E se ti metti a girare il video, mentre ti stai riprendendo in primo piano
con voce tenebrosa, spunta da una porta secondaria un cameriere che ti
guarda come se fossi impazzita]
89. Le Marlboro Rosse costano 6.50 sterline.
[infatti io e Dana fumavano drum]
90. Nei negozi esoterici di Londra ci sono libri di magia per gay.
91. Tenere un cartello in mano è un lavoro.
92. Ci sono distributori di assorbenti nei bagni.
93. Ci sono anche distributori di preservativi nei bagni.
94. Se lanci un pezzo di sandwitch in Trafalgar Square, ci sarà un gabbiano
che lo prenderà al volo.
95. Secondo Simona, a Trafalgar Square c’è la statua di Napoleone.
[Ma Nelson contro Napoleone ha combattuto! E hanno lo stesso cappello ç_ç]
96. A Trafalgar Square la gente getta tra i rifiuti matriosche di
polistirolo di 2 m.
[E la gente ci si fa le foto]
97. Secondo Daniela la colonna di Trafalgar Square è il vibratore di una
gigantessa.
98. A Londra c’è sempre una pioggerellina inutile, a parte quando vuoi
visitare il Tower Bridge. In quel caso si scatenerà il diluvio universale.
[E ti arrucerai]
99. Quella londinese è una civiltà che rigurgita cibo.
[4 posti dove mangiare ogni 2 m circa]
100. Esistono stazioni a matriosca.
[Una dentro l’altra!]
17-01-2008

Chiedo scusa, ma questo post non tratterà del mio viaggio a Londra xD devo
ancora connettere, quindi non ho attualmente la lucidità necessaria a
descrivere il mio viaggio.
Presto, prestissimo su questi schermi, comunque.
Dato che il post era già pronto prima che partissi, ma non ho
avuto il tempo di metterlo online, vi parlo invece di come sono andate le
mie vacanze natalizie, fino al giorno prima della mia partenza.
Ho trascorso delle belle feste, tutto
sommato, dài. Il Natale è andato benissimo, tutti a fare casino a casa di
Angela con tanto di bacarà truffaldino con fiches e premi improvvisati
(preservativi, bottiglie di spumante, birre) e, soprattutto, tanta tanta
gente, come piace a me. Chi fuma, chi suona la chitarra, chi ride, chi beve,
chi abbraccia, chi mangia, chi gioca a scopone…Ma anche chi urla a
squarciagola canzoni stonate anche se non ha bevuto che Coca Cola, chi
intona jingles volgari da stadio tipo ‘Noi la diamo sempre e comunque!’, chi
acchiappa la sigaretta e poi si ricorda che si è portato dietro la sorella
minore, chi fugge in balcone per bere in solitaria una bottiglia di Asti…Mi
sono divertita come non accadeva da tanto, e questo è stato inaspettato.
La settimana è trascorsa con un tentativo di omicidio da parte di un lontano
cugino che mi ha dato uno spinello con dentro chissà cosa senza dirmelo, il
compleanno di Ema (che abbiamo trascorso a casa sua giocando a carte,
fondamentalmente strip questo e strip quello), e il sabato con
l’organizzazione del Capodanno che, come ogni nostro progetto comune,
finisce a male parole e con la creazione di uno stereotipo in più da
sottolineare per lustri quando appena diventa possibile. Questa volta il
nuovo stereotipo è ‘I pezzenti e la sagra di paese’, dato che Andrea, vista
la nostra decisione di portare una pietanza a testa, si è professato
contrario alla nostra sagra di paese. E vai, dunque, con battute a
tutto spiano sulla nostra presunta pezzentaggine, sull’argenteria che Mg
avrebbe dovuto tirare fuori per la cena, e sulle tonnellate di aragosta che
avremmo dovuto pescare per soddisfare i palati più raffinati…
Dato che la vita riserva sempre sorprese, alla fine è stato Andrea ad avere
la sua sagra di paese a Belmonte, con gli amici con cui aveva deciso di
passare la cena…devo ammettere che ne abbiamo avuta una anche noi, ma in un
altro senso, dato che con tutte le teglie di cibo che per nostra
disorganizzazione e con grande spreco di denaro e tempo abbiamo portato,
avremmo potuto comodamente offrire la cena ad un intero paese:
10 o 12
teglie di antipasti, tra tramezzini e roba varia, insalatiera
enorme di insalata di riso, 3
teglie di cannelloni salsiccia e ricotta, 3
teglie di lasagne, frittata e patate di 18
uova, una teglia di salsiccia e patate, e un’altra di patate al forno. E
quanti eravamo, vi chiederete? Trenta? No.
Quindici.
Ancora una volta, festa sclerosa, piena di persone e variegata: gente che
fumava, gente che mangiava, gente che beveva birra, gente che guardava Star
Wars, gente che cantava Star Wars a squarciagola. Baci sotto il
vischio (persone che sono state costrette a baciarne altre perché
‘sorprese’ insieme sotto il vischio, distrattamente –tipo Marco e Luca),
balli su sedie e con sedie, trenino a mezzanotte, limbo, balli di gruppo, e
gli immancabili dieci minuti di depressione dovuti al lento I believe I
can fly. La serata, verso le tre, si è spostata a casa del fratello di
Luca, da cui ci siamo accampati con Bayleys, Martini, una decina di
bottiglie di birra. Sono venuti persino Ilenia e Federico!
Io e Marco, come quasi ogni festa a cui abbiamo partecipato finora, avevamo
deciso di trafugare una bottiglia, stavolta di Bayleys, così l’avevamo
nascosta in cucina prima che arrivassero gli altri. Pessima idea, farlo
davanti ad Andrea.
Raff: Simo, ma non erano due le bottiglie di
Bayleys?
Io: Mh…mh? E io che ne so? Sono arrivata dopo di te!
Raff: Mh…sicura che non ne sai niente?
Io: Ti ho detto di no!
Raff: Però…
Marco: Ehi, dai, dobbiamo giocare? Abbiamo il Martini, guardate!
Raff: Sì, però deve saltare fuori ‘sta bottiglia eh?
Andrea: Ma quale, l’altra di Bayleys? Ho visto Marco che la nascondeva in
cucina!
Io: °_° Giuda!
Marco: ……….(indicando me)…comunque è stata anche lei!
Io: °_° e tu Giuda il doppio, fedifrago!
Alla fine la bottiglia è stata restituita…
In ogni caso, complici gli spinelli che io non ho toccato memore delle
fresche brutte esperienze, e dell’alcool, siamo caduti un po’ tutti in
catalessi…chi nel letto, chi sul divano, chi sulle poltrone…Frate’ Gasp mi
ha accompagnata a casa verso le nove…Davvero un bel Capodanno.
I giorni stanno trascorrendo abbastanza tranquillamente, mi sono un po’
rasserenata…ho studiato a Villa Trabia con Raff, Andrea e Luca, siamo stati
tutti insieme alle ‘giostre’ natalizie che hanno montato, grazie ai
biglietti omaggio di Mg, abbiamo tirato tardi anche solo a chiacchierare in
macchina io, Frate’ Marco e Frate’ Gasp…per non parlare dei cornetti delle
quattro del mattino e degli scleri idioti che ci vengono così spontanei dopo
un certo orario…Uno è, per esempio, l’ormai celebre vicenda del mio numero
Wind. Più o meno così la scena:
Marco, Gaspare, Simona (in macchina di Marco alle quattro del mattino)
Simona: Ah, io dovevo darvi il mio numero Wind…aspettate, l’ho salvato
apposta sul cellulare Tre. *preme un tasto e il telefono le si spegne tra le
mani, scarico*
Simona: D’oh! Chi di voi due ha Wind?
Marco: Io, perché?
Simona: Dammi il numero, così ti faccio uno squillo con l’addebito e ti
salvi il mio.
Marco: Ok…
*pensa*
Marco: Io non mi ricordo il mio numero a memoria…Gaspare, dalle il mio
numero Wind!
Gaspare: Ok!
*pensa*
Gaspare: Marco, io non ho il tuo numero Wind…fammi uno squillo!
Marco: Gaspare, nemmeno io ho il tuo…dammelo dài.
Simona *confusa*: Scusate…Marco, ti stai facendo dare il numero di Gaspare
così gli fai uno squillo, lui si salva il tuo numero, lo da’ a me e io ti
faccio uno squillo così tu ti salvi il mio?
Marco/Gaspare: …
Simona: *ride come una pazza* Ragazzi, scusate, ma questa me la devo proprio
scrivere da qualche parte.
E’ così che ultimamente
Simona trascorre il suo tempo…molestata da esseri dell’altra sponda che le
hanno anche stracciato il tanga perché dovevano per forza farle lo
sparticulo…privata delle sue sigarette, che poi ha dovuto cercare addosso a
vili maschi u_ù …malmenata e privata del suo ultimo neurone, causa urto
contro panca di cemento…
(a tal proposito, presto su questi schermi, il film drammatico e d’avventura
L’ultimo dei neuroni)
Prima della narrazione delle avventure londinesi, che peraltro sono state
molte e variegate, vi lascio alle foto di capodanno.
Per quelle di Londra, invece, si dovrà aspettare un po'...perchè io ne ho
fatte solo poco meno di 200, ma mi mancano diverse 'visite', causa mia
naturale indolenza nel tirar fuori continuamente la macchina
fotografica...attendo quelle di Astrid (che ne ha fatte 750) e certi video
di Daniela da spisciarsi...
Ecco il link di capodanno, e alla prossima, gente ^^
Foto
Capodanno
16-12-2007
E’
finita per la seconda volta.
Ma come diamine si fa?
Sono qui come una demente a guardare il telefono che sta sul comodino. Spento,
per di più.
L’ho spento per evitare qualsiasi tentazione nell’improbabile caso in cui lui
decida di chiamarmi.
Il taglio netto c’è stato, è innegabile.
“E’ meglio che non ci sentiamo per un po’, magari poi mi passa”
“E’ meglio che non ci sentiamo più”
Più netto di così si muore. Ho tolto anello e bracciale che non mi sfilavo
praticamente da quando li ho messi per la prima volta. Il bracciale d’argento
che rappresentava un momento della sua vita e che aveva voluto passare a me;
quell’altro giorno, prima di partire, in cui mi disse, me lo ricordo bene: “Dai,
usciamo…voglio comprare due anelli uguali…promettimi che non te lo toglierai
mai”
L’ho tolto. In realtà mentre fumavo una sigaretta in terrazza (le sigarette,
diamine, se fossi superstiziosa considererei un segno il fatto che ieri,
comprandole dal tabacchino, ho notato che il pacchetto delle Chesterfield è
cambiato. “Tutto cambia”, ho pensato ieri. Quant’è vero.) ho provato
l’irresistibile tentazione di tirarlo dal settimo piano, l’anello. Tutte quelle
promesse mai mantenute. Quello stesso pomeriggio, seduti nella panchina dei
giardini, che guardavamo il cielo, e lui che mi diceva “Quando ci rincontreremo
dopo i mesi di lavoro, immagina la felicità…”, e io che piangevo.
I peluche, cazzo. Li ho infilati alla rinfusa in mezzo agli altri. Prima erano
sul comodino, privilegiati, che diamine, erano il peluche che mi ha regalato
il mio ragazzo, l’amore mio, non potevano stare in mezzo agli altri.
Quel leoncino che mi comprò mentre camminavamo per via Notarbartolo, lo stavo
guardando dicendo ‘che carino’ e mi trascinò nel negozio per comprarmelo, e io
non volevo…Il Tigro, che mi portò dopo i quindici giorni che trascorse a Carrara
per impratichirsi col mestiere…mi fece una foto con quel Tigro in braccio, se la
mise come sfondo nel suo cellulare…
E poi le foto…le foto dei giorni tra i più belli della mia vita…quelli che
abbiamo trascorso io, lui e i nostri amici a Vicari…quei momenti che non se ne
andranno mai, ma intanto le foto sono finite nell’armadio.
La sciarpa che ho lavorato per mesi…perché a Carrara fa freddo, lui è sempre
raffreddato, volevo che si coprisse con qualcosa di mio…e il modellino di
Berserk, cazzo, anche quello, che cercai ovunque a Lucca per regalarglielo, e
poi lui non venne…perché aveva da lavorare…
E infine, quella collana…che mi regalò con le sue scuse e la confessione che mi
amava ancora, dopo che ci eravamo lasciati per la prima volta…
Tanti oggetti rinchiusi nell’armadio, tanti ricordi. Quelli non posso
rinchiuderli nell’armadio, però, quei ricordi che continuavano a legarmi e a
farmi andare avanti quando litigavamo…quando mi rendevo conto veramente che non
poteva più funzionare, che lui è cambiato, che entrambi non eravamo fatti per
una storia a distanza, e naturalmente la cazzosamente banale frase ‘non eravamo
fatti l’uno per l’altro’. No, quest’ultima non funziona. Non esistono persone
che non sono fatte per stare insieme. Esistono persone che non sanno trovare uno
straccio di compromesso, una straccio di voglia di smussare un po’ gli spigoli
del proprio carattere, persone orgogliose e convinte che nella vita una persona
debba lasciarsi trasportare…e come va, va, e se non va, pazienza…Persone
convince che ‘gli tocca’, quando non gli tocca un bel niente, ed è proprio non
facendo niente che scelgono…
Non sono critiche a lui, sia ben chiaro, sono critiche ad entrambi. Perché poi
mi viene da pensare…se avessi puntato i piedi per terra e mostrato le corna
prima…se invece di dirgli sì ogni tanto gli avessi detto ‘no, non mi sta bene’,
invece di farlo solo ora…forse ce ne saremmo risparmiate tante…se quella sera,
ad ottobre, invece di sentirmi triste per le sue lacrime, gli avessi ribadito il
‘no, non torniamo insieme’ che gli avevo già ribadito…anche così ce ne saremmo
risparmiate tante…
E cazzo, quel telefonino devo buttarlo. Sono due volte che vado al comodino, lo
prendo, metto il dito sul tasto di accensione. No. Non devo accenderlo e non
deve importarmi se mi ha cercato o no. Non posso più permettermi di essere
quella debole, quella che prende una decisione e finge di non averla presa
schermandosi con la frase ‘Dai, vediamo…come va, va’.
Non posso più permettermi di vivere di soli ricordi, siano pure ricordi
bellissimi, perché sono diventata l’ombra di me stessa…
Non posso più permettermi di dare amore a chi si arrocca nella sua posizione,
senza pensare a ciò che sta causando alla persona che ha cercato di dargli tutto
quello che poteva dargli.
Alla persona che per lui ha provato sentimenti da madre, sorella, amica, amante.
Ormai la decisione è presa.
Tutto va dentro l’armadio.
This is the end, beautiful friend.
02-12-2007

Reading: quei
maledettissimi libri di letteratura spagnola dell'800-900
On air: il fracasso infernale di quei maledettissimi vicini
dell'appartamento accanto che ti fanno improvvisamente entrare nella mente
dei serial killer e pensare a come certe stragi nel territorio italiano non
siano poi così inspiegabili.
Torniamo ai post tetri.
La vita mi fa cordialmente cagare.
Superi un problema, e ti ritrovi maltrattata per un motivo x da una persona
nervosa che non ha perso tempo a sfogare i suoi nervi su di te.
Ti chiede scusa, e vieni a sapere che c'è chi trama dietro le tue spalle.
Il tutto mischiato a vecchie amicizie che non perdono tempo a falsificare la
realtà e a dirti quanto fai loro schifo perché fumi, bevi, ti fai le canne e
‘chissà cos’altro’.
Purtroppo la vita mi ha trattata troppo bene, finora. Devo imparare a
mettermi un paio d'occhi ben aperti anche in culo. Altrimenti rischio di
sbattere la faccia in cose veramente brutte.
Altresì, la vita mi ha dato un paio di coglioni che mi permettono di sputare
in faccia la verità a chicchessia senza timori, ma, purtroppo, si è
dimenticata di rifornirmi in equivalente misura di cattiveria.
Chi pensa che io stia vantandomi, rivoltate sottosopra i neuroncini. Mi sto
lamentando, seriamente.
Mi sto lamentando perché so rispondere a tono (e anche abbastanza
retoricamente) a qualcuno che mi dice cattiverie, senza però saper
abbassarmi al suo livello rispondendo con altrettante cattiverie (e ce ne
sarebbero da dire a bizzeffe, ce ne sarebbe di roba da rimarcare e punti
deboli da pungolare, fino al punto da mandarli in terapia psichiatrica, al
cui orlo peraltro ci sono già da sé).
E quindi, piuttosto che dire ‘sei un fallito, un debole, sei un vittimista,
un pallonaro, hai tendenze suicide-ammazzatigiàchecisei, tutti hanno
compassione di te e non ti rispondono solo per pietà, tuo fratello è etc,
tua sorella e tua madre sono etc’, cosa che non mi sognerei mai di dire
perché veramente mi si stringe il cuore a pungolare punti deboli veramente
esistenti, preferisco limitarmi a rispondere alle offese che mi vengono
fatte senza attaccare tanto sul personale.
D’altronde, quando mi si dice che non so l’italiano perché il termine
‘minaccia’ si riferisce solo alla morte e io l’ho usato impropriamente,
prima rido per venti minuti, poi gli sventolo in faccia il dizionario De
Mauro. Ma non si sa mai. Certa gente pretende di avere ragione anche dove
gli scripta manent e i verba volant. Sapete, le conversazioni di msn salvate
nel pc mentono. I blog mentono. Chissà, magari mentono anche i De Mauro.
Il problema numero uno è
stato esposto. Dato che molta gente legge questo blog –è completamente
pubblico- non posso scrivere più di tanto, né mi piace molto sputtanare le
mie vicende come altri fanno rendendo pubblici anche nomi e cognomi. Ma quel
poco che ho scritto e che scriverò, scommetteteci le palle, causerà
tonnellate di code di paglia e valanghe di trilli msn, messaggini e
telefonate, tutti da gente che si sente chiamata in causa e che nel 99% dei
casi non era nemmeno lontanamente nei miei pensieri.
Sempre così. Provate a scrivere come vostro messaggio personale su msn ‘Ce
l’ho con te, non farti più vedere’, e contate i secondi. In dieci vi avranno
contattato tutti i vostri amici reali chiedendovi cosa hanno fatto di male.
In quindici minuti arriveranno quelli virtuali, chiedendovi cosa hanno fatto
di male. Tempo poche ore, e arriveranno anche i parenti di centesimo grado,
le persone che avete aggiunto su msn e con cui avete parlato una sola volta,
il tizio sul forum a cui avevi chiesto quando usciva il prossimo volume del
manga e poi ti eri dimenticato di lui. Tutti a chiedere una sola cosa:
c’entro io?
Proprio mi chiedo perché la gente creda di essere il centro del mondo di
persone che appena sanno della sua esistenza.
Ma comunque. Sto piano
piano, non so se per fortuna o sfortuna, imparando cosa voglia dire doversi
guardare le spalle dai propri amici. E con ‘amici’ non intendo le persone
conosciute il mese scorso e con cui esci una volta ogni settimana o due,
intendo proprio le persone con cui hai condiviso il letto (nel senso
letterale, non figurato), la cucina, il cesso, con cui per vari mesi hai
passato probabilmente più tempo che con tua madre. Ma anche qui, credo che
metterò fine al discorso.
Alcuni di voi probabilmente penseranno ‘questa qui vuol farsi pubblicità e
attenzione scrivendo cose che saranno arabo per molti e che scateneranno
un’ondata di polemiche tra i suoi stessi amici, tutto per darsi importanza’.
Siete liberi di pensarlo. D’altronde, direte voi, se volevo sfogarmi potevo
usare un media più personale, magari anche essendo più esplicita e facendo
nomi e cognomi così da buttar fuori tutta la rabbia che ho dentro, senza
restrizioni. O, al contrario, che certe cose potevo dirle in faccia alla
gente.
Beh, la verità è che potete pensare ciò che volete.
Ho le mie ragioni per ciò che sto facendo e non vedo perché non dovrei
scrivere sul mio blog. Se avete rimostranze, derisioni, code di paglia o al
contrario pacche sulle spalle, tutto è ben accetto.
Sono ancora in crisi mestruale e mi sento libera di esternare tutto il mio malessere u_ù d’altronde, noi siamo donne: una volta ogni ventotto giorni ce lo possiamo permettere, e gli altri capiranno.
Ps: Dichiaro aperte le iscrizioni ai club ‘Fidanzate
scontente’,
‘Ho esame tra due giorni e
non so nulla’,
‘Lines petalo blu e
Honduras’.
Iscrizione gratuita, ma tutto a vostro discapito: gli svantaggi sono ore e
ore di disquisizioni su problemi esistenziali e un po’ meno.
27-11-2007
Reading:
Tristana (P. Galdòs), La zona morta (S. King), Lodoss War – La strega Grigia (Ryo
Mizuno)
On air: Ghost song (sì, ieri sera ho visto il film, ebbene?), I must not chase
the boys (Play), Don Raffaè (De Andrè)
Visto che lo scorso post aveva toni tetri, ho deciso di aggiornare dopo
appena cinque giorni con un post inutilissimo, per compensare.
Contenti?
Eh?
…
Sono qui a grattarmi la pancia quando dovrei studiare (ho esame di
Letteratura Spagnola I il 5 Dicembre e sono *davvero* a mare), che un po’
scrivo, un po’ navigo e un po’ sferruzzo la famosa sciarpa, che davvero
assomiglia ad un capolavoro dell’arte tessile futurista: buchi di qua, buchi
di là, qualche filo che pende malignamente, addirittura un po’ sformata.
Forse hanno ragione Michele e Alessia quando mi sfottono. Ma lui se la
metterà. Certamente. L’ho minacciato di usarla per strangolarlo, se non lo
fa. E poi è calda calda, e a Carrara fa freddo.
Vi
racconto un po’ di cose che sono successe in questi giorni. La prima,
certamente, riguarda sabato 18.
Il programma era di andare a prendere le pizze e poi andarle a mangiare da
Emanuela. Immaginate il diluvio universale, con Noè sull’arca e tutti gli
altri che vengono trascinati via dalla marea, e avrete davanti la perfetta
immagine di Palermo due sabati fa. Dato che la dispersione, come non manco
mai di ribadire, tra di noi sta di casa, ci siamo ritrovati io e Raffaele
soli, con Michele che ci seguiva poco dietro, con sette pizze in mano. No,
cancellate. Io avevo sette pizze impilate in mano, e Raffaele mi
riparava con l’ombrello (per non far bagnare le pizze, non penserete che
volesse tenere asciutta me!)
Adesso, immaginate la cosa peggiore che può accadere con questi preamboli.
Non ci siete nemmeno andati vicino, scommetto.
Metto piede in fallo e le pizze rotolano a terra. Ma l’asfalto,
ricordiamolo, stava circa dieci centimetri sotto il livello della fanghiglia
causata dalla pioggia, complice anche il fatto che le pizze mi sono cadute
vicino al canale di scolo del marciapiede.
La prima reazione mia e di Raffaele è stata di precipitarci a salvare le
pizze. Le facce orripilate al pensiero della reazione degli altri si sono
trasformate in un accesso di ilarità incontenibile quando le abbiamo
recuperate, le abbiamo messe sopra il cofano di una macchina…e hanno
iniziato a grondare acqua.
Risate, risate a non finire. Mi fa ancora male il diaframma, se ci ripenso.
Ci eravamo ripromessi di portarci il segreto nella tomba.
Invece, appena arrivati in macchina da Gaspare e Nico, siamo scoppiati a
ridere che non ce la facevamo più, un’altra volta. E abbiamo cantato.
Gaspare e Nico, presi dal panico, hanno controllato le pizze, e stranamente
non sembravano tanto bagnate –se avessero visto tutta l’acqua fangosa che ne
usciva non l’avrebbero pensata così-, quindi le abbiamo portate da Ema e
infilate nel forno.
Indovinate cosa ne abbiamo fatto?
Proprio così, ce le siamo mangiate.
Nessuno ha detto ‘Ma che schifo, non ditelo neanche per scherzo! Si
buttano!’
Tutti: ‘Che schifo…beh, riscaldiamole e mangiamole’
Mi aspettavo un’ondata di morti improvvise, quella notte. Non la mia, perché di schifezze ne ho ingurgitate tante volte. Invece sono tutti vivi e vegeti.
La
settimana è stata la solita, di routine: lezione lunedì, lezione martedì,
lezione mercoledì, cazzeggio giovedì, studio venerdì, sabato.
Tralasciamo le cose che mi sono successe sabato, e andiamo alla mia
figuraccia epica (la solita, insomma).
Sonia ha invitato me, Angela, Luca, Marco, Raffaele, Ema, Alessandro a casa
sua, per cena. Perché i suoi rompono un po’ tanto, e vogliono conoscere con
chi esce. Quando Angela me l’ha detto, io le ho risposto: ‘Ma tu sei
proprio sicura che dovrebbero conoscerci? Secondo me se ci andiamo a
mangiare a casa non la fanno uscire più finché non le vengono i capelli
bianchi’
A ciò è seguita tutta una serie di scleri idioti: poiché, ho sottolineato
per esempio io, per non fare brutta figura causando la reclusione di Sonia,
sarebbe stato necessario non muoversi e non parlare.
Non parlare perché, naturalmente, qualcuno di noi (Marco, Raffaele, io) non
può aprire bocca senza che ne esca una colorita espressione da scaricatore
di porto.
La serata comunque è andata bene, e i genitori di Sonia non erano certo le
mummie che ci eravamo aspettati. Ma ecco la mia figuraccia: uscita dal
bagno, mi sono trovata davanti, di spalle, quella che ero sicura fosse Sonia
(taglio di capelli, maglietta). Le ho toccato i fianchi scherzosamente, e
quando si è girata mi sono accorta che era sua madre.
Credo che il colore della mia faccia sia sfumato dal bianco cadaverico al
rosso aragosta. Quando le ho spiegato –in realtà stavo morendo dalle risate
perché la prima di cui rido sono io stessa- che l’avevo scambiata per Sonia,
si è messa a ridere e ha detto che era compiaciuta che l’avessi scambiata
per una ragazza di sedici anni.
L’altra però l’ha fatta Angela. Eravamo in terrazzo a fumare, insieme anche
alla stessa madre di Sonia, e Alessandro ha sfottuto scherzosamente qualcuno
dei presenti (penso Raffaele) dicendogli che era un portinaio.
Angela, scandalizzata, ha esclamato: “Ma insomma! Queste parole davanti alla
signora…”
Naturalmente tutti ci siamo voltati verso Angela con occhi gli a palla.
Io: “Angela °_° la portinaia è quella che sta nell’androne del palazzo e
conosce tutto di tutti…si può sapere che hai capito?”
Angela: “°_° Ahhhh ha detto portinaio? Avevo capito un’altra cosa!”
Marco: “Signora…faccia finta di non aver sentito”
La signora: “Angela, hai visto che il fumo fa male?”
Non chiedetemi cosa Angela avesse capito. Sono qui da sabato che faccio la lista delle parolacce che conosco (e sì, ne conosco molte), e non ne ho trovata ancora una che faccia rima con –aio o comunque assomigli a portinaio.
Vi lascio con una citazione da ieri:
Ambientazione: Viale delle Scienze, più o meno all’altezza della facoltà di
Architettura. Simona più colleghi.
Manlio (che ha appena detto una parolaccia o una frase volgare): -Tu fa’
finta che non mi hai sentito-
Io: -Tesoro, dico parolacce da prima ancora che tu sapessi pronunciare
correttamente la parola ‘Mamma!’-
Ps: ho aggiunto la recensione a Romeo x Juliet nel blog Splinder. Il link lo
trovate nella colonna a destra.
Alla prossima è_é e abbiate il buon gusto di commentare, se passate di qui.
Tanto lo so che mi state prendendo tutti per il culo per le mie figure di
cacca.
22-11-2007
La
sensazione di essere fatti di segatura è strana.
Penso che capiti un po’ a tutti, almeno una volta nella vita: quel periodo in
cui ci si sente un deprecabile sacco di iuta pieno di sabbia a cui è stata data
forma umana.
In qualità di bambola insensibile, si presume che la malaugurata attività del
pensare ti sia sconosciuta: e invece no, eccoti lì a martoriarti i
neuroni senza poter fisicamente reagire. Che la causa sia lo stress, il
lavoro, l’amour, la famiglia, etc, è ininfluente.
Ti svegli tra i piumoni la mattina, incapace di trovare la forza di alzarti, e
continui a lambiccarti il cervello su ciò che ti piacerebbe fare se potessi
farlo, se avessi il coraggio di farlo, e magari a come sarebbe la tua
vita dopo. Poi ti ricordi che al mondo hai qualcosa da fare: andare a lezione, o
al lavoro, studiare, o semplicemente andare a pisciare. E quindi raccogli le
forze e quel po’ di volontà da bambola di segatura che ti resta, e metti il
corpo già infreddolito fuori dalle coperte.
Lì inizia la tua giornata che, se tutto va bene, rasenterà la sufficienza. Metti
in bocca il caffè che, fatto alla macchinetta o al bar o nella caffettiera di
casa tua ti farà sempre schifo, esci nel marasma mattutino, interagisci con
persone che superficialmente ti dicono ‘Ti trovo di buonumore oggi!’, quando il
sorriso che hai stampato in faccia è di pura circostanza. Persone che ridono
alle tue battute, che ti danno una pacca sulla spalla, che magari si stringono
con finto dispiacere (che invece è indifferenza) nelle spalle, se appena fai il
malaugurato errore di farti scappare una delle tante cose che nella tua vita non
vanno.
E il problema sta sempre lì: sei una bambola di segatura, ma pensi. Sei
seduto sull’autobus, guardando apparentemente dal finestrino due automobilisti
che litigano, ma in realtà pensi. Stai conversando con un amico, e stai
ridendo dei pettegolezzi che ti racconta, ma in realtà pensi. Guardi un
film in tv e pensi. Pensi persino guardando C’è posta per te di
Maria de Filippi, e lì è grave. Il fondo del baratro lo raggiungi se riesci a pensare
leggendo Tre metri sopra il cielo, ma questo è un caso che non ha mai avuto
riscontri, sinora. Il vero problema sopraggiunge quando pensi e parli di ciò che
stai pensando. Perché li vieni liquidato con una parola o un abbraccio
conciliante, che non ti serve ad un emerito ciufolo. Il fatto è che sono
fermamente convinta che il dolore sia tuo e tuo soltanto, che nessuno,
sia pur passato attraverso ad una situazione analoga alla tua, possa
lontanamente capirti.
O, peggio del peggio, vieni additato come un vittimista. Il culmine lo tocchi
quando è la persona che ti sta facendo tutto questo a darti del vittimista. Lì
ti viene voglia di urlare ma, appunto, sei una bambola di segatura. Le bambole
di segatura possono pensare, magari, ma non urlare, né tantomeno reagire. La
bambola in questione può pensare di reagire, magari mentre sta
sferruzzando una sciarpa che regalerà proprio alla persona che le sta facendo
tutto questo, ma non certo farlo veramente.
La verità è che la bambola di segatura, oltre a pensare, aspetta. Aspetta
che le cose cambino perché non può farle cambiare (è una bambola, che diamine!),
magari in meglio, aspetta finchè la segatura non torna ad essere sangue e carne,
e allora non penserà soltanto. In quel caso inizierà a muoversi, e la prima cosa
che farà sarà fare e disfare tutto ciò che non ha potuto fare e disfare nei suoi
giorni di segatura.
Aspetta solo il sangue e la carne.
E, proprio perché è una bambola di segatura, spera che il sangue e la carne
arrivino il più tardi possibile.
...boh.
Sarà la crisi premestruale. Ho pure tolto tutte quelle cose che si muovevano
nella colonna accanto, mi stavano dando sui nervi.
13-11-2007
<-
estremamente esplicativa di ciò che farei al cuoricino della Planet
Il
post di oggi è dedicato a…
No. Il post di oggi non è dedicato a niente.
Sono qui che mi annoio perché la donna delle pulizie non mi ha svegliato
alle 10 com’è suo solito, bensì alle 12, e ho dovuto quindi saltare la
lezione di russo.
La più semplice comprensione di questa lingua si allontana inesorabilmente.
E io sono qui, alle prese con accusativo e prepositivo, eppure incapace
persino di ricordare come si dica ‘libro’.
La vita mi sta giocando brutti
scherzi, ultimamente.
E così, eccomi a sferruzzare una sciarpa senza sapere se il suo scopo sarà
quello di tener caldo qualcuno, o di impiccarlo. Dovrò prendere presto una
decisione, perché sta diventando troppo lunga perché ci si possa impiccare
facilmente una persona. Mi comporterebbe il dover cercare un ramo molto
alto, con conseguenti complicazioni logistiche.
La vita mi ha altresì combinato un incontro fortuito con la Black, con cui
dovevo vedermi a Lucca. Sì, ho incontrato la Black sulla mia macchina
fotografica. Il che comporta il fatto che l’abbia vista, le abbia chiesto
una foto, l’abbia ringraziata e salutata. E non l’abbia riconosciuta.
Ma
più che altro, ultimamente, la mia attenzione è focalizzata sui disgustosi
cuoricini della Planet.
Ormai stanno invadendo il pianeta, ‘sti cuoricini. Chi avrà inventato mai la
loro immagine stilizzata? Avrei voluto vedere se sarebbero davvero diventati
il simbolo dell’amore, se disegnati nella loro vera forma.
Be’, almeno il target degli shojo Planet Manga sarebbe cambiato. Le ragazze
pucciose avrebbero abbandonato in massa la testata, disgustate dalla
presenza di un orribile muscolo disegnato nel logo dei loro manga preferiti,
sotto la dicitura ‘Planet Love’. Le testate sarebbero però state acquistate
da virili maschioni, elettrizzati dal perverso accostamento della dicitura
Love con la riproduzione di un cuore umano. Avrebbero ignorato le copertine
rosa e il puccioso stile grafico della Tanemura o della Yoshizumi. Chissà,
magari mi sarei unita anch’io ai virili maschioni, e a quest’ora non starei
piangendo al guardare Honey&Clover cuoricinato.
Aspettiamo Hataraki man, adesso. Se mettono il cuoricino anche lì,
davvero vorrà dire che la Planet Manga si affida a Babilon per tradurre i
manga, e non li legge nemmeno.
A proposito di manga e di Planet, questo il mio nuovo acquisto:

Beh, la verità è che la Yuki sta perdendo
colpi. Passi questo, che alla fin fine poteva essere vagamente interessante,
ma Fairy Cube era davvero pessimo.
Dove sono finiti gli Angel Sanctuary, i God Child, i Ludwig, le Favole
Crudeli, i Ragazzi della porta accanto?
Speriamo in bene per quanto riguarda il secondo volume di Ludwig. Mi sta
davvero deludendo, la Yuki.
Last but not least, volevo mettervi il link alle foto di Lucca. Sì, lo so
che siamo oscene, ubriacone, fumatrici, nerd e quel che volete, ma alcune
sono simpatiche.
Ergo questo è il link:
Foto Lucca
(per chi non sia ancora pratico di questo
blog, ovviamente, moglie Devy è quella coi capelli ricci, Angela quella con
la faccia rotonda e il sorriso scemo, io quella coi capelli lunghi e la
faccia di cazzo)
Lunghi giorni e piacevoli notti a voi.
06-11-2007
Ed
eccomi qui per un breve(?) resoconto del viaggio a Lucca...
Sono tornata ieri sera, stringendo tra le braccia valigia e zaino pieni di
acquisti, dopo aver sfiorato il limite di peso bagagli (16 kg la valigia sui 15
consentiti e 7 kg esatti lo zaino) e rischiato il tracollo finanziario e fisico.
La partenza naturalmente
è stata Giovedì 1 alle 16.50, puntuale. Angela ha fatto il suo primo
catch all'aeroporto di Palermo, mentre eravamo in coda per l'imbarco, poi
per fortuna sono riuscita a trascinarla via. Il volo è stato un po'
movimentato causa maltempo, ma siamo arrivate vive e vegete a Pisa, alle
18.20.
Lì la noia ha preso il sopravvento, perché l’aereo di moglie Devy atterrava
alle 21.35. Io e Angela ci siamo trascinate qui e lì per l’aeroporto, tra
una sigaretta, una foto alla statua a forma di piccione che stava fuori, e
un paio di canzoni urlate tra gli sguardi allibiti della gente in aeroporto.
Atterrata in ritardo moglie, abbiamo afferrato le valigie e telefonato alla
signora del b&b, che doveva venirci a prendere…ci è stato risposto che la
signora era appena rientrata ed era stanca, dunque abbiamo dovuto cercarci
un autobus alle 22.30, che è arrivato nei pressi della casa verso
mezzanotte. La camera era bella grande, con tre letti, tavolino, divano, tv
e balconcino per fumare. Moglie ad un certo punto ha tirato fuori una
bottiglia di fragolino, che Angela si è proposta di stappare.
Io: Ang, attenta a non farlo saltar...
POF!
Come da copione, nella casa silenziosa è esploso il tappo, che è rimbalzato
sull'armadio e poi caduto miseramente per terra, mentre io soffocavo le
risate con la testa nascosta sotto il cuscino. L'ilarità è poi esplosa
quando moglie, decidendo di andare a letto, scosta le lenzuola e...
...compaiono copricuscino, lenzuolo e copriletto leopardati.
Naturalmente, moglie è stata chiamata 'Panterona' per tutto il viaggio.
Sorvoliamo sul fatto che sono stata continuamente sfottuta per il mio
russare u_ù dico, ero raffreddata!
Venerdì 2 ci siamo
alzate di buonora, verso le 8, e dopo colazione siamo corse alla stazione
per prendere il treno per Lucca. In mezzora eravamo arrivate, ma dopo
esserci presentate al primo punto accredito per ritirare i pass espositori
abbiamo scoperto che i nostri risultavano già ritirati il giorno prima. Con
i nervi a fior di pelle (io, più che altro, che avevo già tirato
simbolicamente fuori la spranga di guerra) ci presentiamo al punto accredito
dentro le mura, in cui un’operatrice ci informa che è stato un loro errore,
in quanto i pass già ritirati erano due, ma erano stati segnati ritirati
tutti. Trovati i pass, iniziamo ad infilarci nel marasma dei padiglioni per
gli acquisti!
La
mia prima preda è stata la Guide Book del film di Death Note, che per tre
quarti però è composta da illustrazioni del manga. C’era pure il quadernino
del Death Note in regalo! Sono seguiti un cosino da attaccare al cellulare
di Nana, vari manga trovati in offerta, Cesare Borgia, Stigma, Hanakimi e
Furuba, quindi un anello di Death Note per mio fratello, l’autografo
dell’autore del manhwa di Warcraft sempre per lui, una spillina di Gojyo, un
peluche di Vincent di FFVII, e l’artbook di X 1999. Con tutti questi
acquisti nei sacchetti – considerate che le altre ne avevano altrettanti se
non di più – siamo tornate a Pisa in un treno gremito di gente, e
quindi a casa dalla stazione. Come gente, ho incontrato solo Kenshiro, per
poco, ma d’altronde la confusione era tanta.
Invece,
volevo focalizzare l'attenzione su un nuovo gioco ideato da me e moglie, il
cui titolo è:
-Dov'è Angela?-
Sì, perchè la cara Angela scompariva ogni due secondi, e ormai la battuta
era diventata di rito.
Sabato 3,
a colazione, abbiamo scoperto che nel nostro stesso b&b alloggiava una
traduttrice di varie case editrici, tra cui la Panini. Siamo state un po’ a
chiacchierare mentre facevamo colazione e poi fumavamo una sigaretta nel
balconcino, è bello vedere che esiste ancora gente che fa il suo lavoro con
passione. La cosa divertente è stato scoprire che, oltre un misterioso
separè manco fosse l'Armadio di Narnia, c'era un corridoio con altre camere
che non avevamo visto. Normale dunque il fatto che tutti si chiedessero da
dove saltassero fuori gli altri.
Non
ho fatto molti acquisti: più che altro, è stata giornata di incontri, perché
ho camminato con Alessia, Alessandro, Elvira e amici loro (vestiti dal
gruppo di Vampire Knight), e dopo un panino orribile pagato carissimo io e
Alessia siamo corse ad incontrare la gente dello Smo. L’appuntamento era a
piazza Napoleone, che era enorme e gremita di gente, quindi abbiamo dovuto
chiamare duecento volte Darko per trovarli. Dato che non se ne usciva più, e
che al momento eravamo ancora con le amiche di Alessia, una delle quali
dotata di ombrellino, gliel'abbiamo fatto aprire e finalmente il Darko è
riuscito ad identificarci.
E dunque ho conosciuto Darko, Valla, Kurtina, Shion, Takiko, Deda e molte
altre. Darko e Valla, inoltre, mi hanno fatto una gradita sorpresa, perché
Yue non poteva prendere l’autografo di Fuyumi Souryo (per cui, ricordiamolo,
io non ero riuscita a prendere la prenotazione) e quindi ha lasciato loro il
bigliettino, che l’hanno dato a me perché nel forum mi avevano visto
disperata. Dopo l’incontro con lo Smo ci sono state un paio d’ore di
dispersione totale, perché Angela era per i fatti suoi, moglie con gente del
suo forum, Alessia e gli altri sono andati per conto loro, e io stessa ho
fatto un giro per gli stand da sola. Mi sono rifugiata quindi nello stand di
Comic Station, e per fortuna lì ci ho trovato Angela e poi è arrivata anche
moglie. C’era anche Giangi, il gestore di Playstore, che era venuto a Lucca
con la ragazza, quindi siamo stati un po’ a bighellonare insieme. C’è stata
anche una toccata e fuga con Riccardo, e persino con Roberta-morta. L’ultima
‘azione’ della giornata è stata ad opera mia e di moglie, che siamo corse al
padiglione dentro il Palazzo Ducale alle 18.55. Quando il ragazzo dello
staff ci ha detto che stavano chiudendo e che l’ingresso era consentito solo
a quelli dello staff, io e Stè abbiamo tirato fuori il pass espositori. Il
ragazzo ha storto il naso e ha detto: “Non ho disposizioni su voi
due…comunque entrate, va’”. Meraviglioso. Stand vuoto. Noi e gli espositori.
Abbiamo
potuto guardare tutto quello che c’era da guardare, abbiamo comprato con
calma un peluche di Raito con la falce a testa, poi abbiamo visto una parure
di Misa con tanto di anelli, orecchini, spilla e collana, e ne abbiamo prese
due. Quindi abbiamo ri-raggiunto Angela e siamo tornate a Pisa con il treno
delle 20.40, su cui abbiamo conosciuto Christian, uno studente della scuola
di Comics di Roma, venuto a Lucca in cerca di editori a cui proporre il suo
fumetto. L’ho trovato molto bravo -ci ha fatto vedere il suo book- e gli
auguro tanta fortuna.
Domenica 4 purtroppo è stato l’ultimo giorno…a parte i romanzi di Lodoss
War che ho trovato a metà prezzo, e un porcellino nero a campanellino per
mia madre, non ho avuto granchè…a parte naturalmente l’autografo della Somma
Fuyumi Souryo *_* onestamente mi ero incolonnata la mattina, perché Darko
non ha saputo dirmi se la il turno fosse del mattino o del pomeriggio, ma
alla fine era il secondo. La Somma non si è fatta attendere, ha firmato gli
autografi con molta affabilità. L’unica cosa che mi perplime è che quando ci
sono incontri di questo genere gli autori si tengono un po’ a distanza…come
se avessero paura di noi italiani. E’ vero che siamo una massa di incivili,
ma è pur vero che chi va a Lucca strisciando per incontrare un’autrice
preferirebbe una maggior malleabilità…160 autografi, per di più prenotabili
esclusivamente via internet, sono davvero pochi…
Ah, e ho anche incontrato Licia Troisi e ci siamo fatte la foto tutte e
quattro insieme *_*
In ogni caso, nonostante nell’autografo io risulti Andrea –il nome di Yue-,
ce l’ho e piuttosto che non averlo preferisco cambiare il nome all’anagrafe.
Comunque, alla fine dell’incontro abbiamo fatto un ultimo giro per gli
stand, soprattutto Lucca Games a cui non ero ancora entrata, e aiutato
Francesco e Salvo a smontare il loro…dopo che ci avevano dato i pass gratis,
era il minimo. Abbiamo preso il treno per Pisa –di corsa perché chissà
quando partiva quello successivo- e stavolta, dopo tre giorni di ramen per
cena, non abbiamo resistito e ci siamo strafogate al Mc.
Il
ramen è buonoooo...il ramen è buonooooo!
Lunedì 5 siamo
state tutta la mattinata in giro per Pisa: abbiamo visto il centro storico,
e siamo state distese sull’erba a Piazza dei Miracoli…abbiamo comprato
qualche ultimo souvenir, e offerto un cicchetto di Talea (alle 11 del
mattino) a qualunque studente ci venisse a chiedere un’offerta per la festa
delle matricole…dopodichè siamo rientrare a prendere i bagagli e ce li siamo
trascinati alla stazione e poi all’aeroporto. I voli sono partiti in orario,
quindi tutto ok, ma a Roma non hanno imbarcato la valigia di moglie…mi ha
telefonato ieri sera disperata, per fortuna oggi mi ha detto che le hanno
mandato la valigia e non mancava nulla…
Adesso mi manca solo di sistemare in camera le ultime cose e i poster ^^
posso dire che, a parte una cosa, è stata una bella parentesi, e a Pisa non
mi dispiacerebbe viverci…
Ah, e mi dispiace di non aver beccato certe persone >_> vero Vader, Black?
xD in realtà credo che la colpa sia stata del mio telefonino…
Sarà per la prossima volta.
Beccatevi questa fotina con la Troisi...per le altre dovrete aspettare che
le integri con quelle di Angela e Stè...

(eravamo controsole, di foto ne abbiamo fatte tre e giuro che mi lacrimavano
gli occhi ç_ç)
Alla prossima ^^/
01-11-2007
On
air: This is Halloween, Sweet Dreams (Marilyn Manson)
<- About this: Happy Halloween!
E di corsa prima di andare a chiudere
le valigie...
Un piccolo resoconto del mio Halloween, che una
fan dell'horror come me non può non festeggiare degnamente...
Naturalmente ad Halloween ci si traveste e si chiede 'Dolcetto o scherzetto?'
O meglio, lo fanno i bambini in America.
Ma io e i miei amici siamo tutti un po' bambini, dentro.
E anche piuttosto masochisti, dato che gli unici che a Palermo festeggiano
Halloween sono i tamarr[no, scusate, non voglio che trasudi
intolleranza dai miei post]...i ragazzi alla moda che prima si travestono e poi
si chiudono in discoteca.
Si salva qualche anima candida che trova in sè un po' di autoironia e così si
traveste per poi mettersi in piazza a spaventare i bambini o regalare loro le
caramelle.
Ieri pomeriggio sono andata a cambiarmi da Alessia. Perchè, vedete, io sono
piena di autoironia. Ma da sola col vestito scollacciato da strega che sembra
voler dire 'Prendimi sono tua' non ci cammino. Non perchè mi infastidiscano i
commenti. Il fatto è che non pioverebbero solo quelli.
E quindi, se sola no ma in due sì, io e Alessia, io versione streghetta e lei
cappuccetto rosso, iniziamo a camminare per via Libertà. Piove qualche commento
simpatico e non volgare da parte di ragazzi, uno ridicolo da parte di due
vecchietti che sostenevano che Halloween non fosse una buona scusa per conciarci
in questo modo, e uno evidentemente disinteressato da parte di alcune ragazze
che trovavano che eravamo troppo in anticipo per la Befana. Ragazze a cui, se
avessero avuto il buon gusto da avvicinarsi, avrei caldamente risposto che, per
le coglione, è sempre tempo, invece.
Dato che la puntualità tra i miei amici è un optional, essendo arrivate le
ultime persone alle nove meno un quarto quando l'appuntamento era alle sette e
mezza, io e Alessia abbiamo iniziato a passeggiare per la piazza, incontrando un
gruppo di streghette che regalavano caramelle. Ci siamo fatte una foto tutte
insieme, poi siamo tornate ad aspettare gli altri.
Cena al Mc Donald's, addobbato a tema, passeggiatina fino al Massimo dove si è
aggiunto Andrea in particolare misè, quindi serie di scatti fotografici perchè i
nostri nipoti vedano quanto i loro nonni fossero malati.
E qui il clou della serata, perchè la gente deve venirti a stracciare le balle
nei modi più assurdi.
Guardate cosa hanno messo in mano ad Alessia, mentre era tranquillamente seduta
davanti il Massimo:
Lato A
Lato B
[tengo a specificare che la riproduzione del
volantino qui non può essere considerata illegale, presumo, dato che li hanno
distribuiti a mezzo mondo]
Allora, senza volermi dilungare:
1-
Halloween coincide sì con la festa celtica di Samhain, che cadeva il 31
Ottobre ed era l'ultimo giorno del capodanno celtico. Samhain è sì il dio
della morte, ma i druidi lo temevano: i travestimenti spaventosi, che
abbiamo ereditato dagli stessi celti, servivano a cacciare gli spiriti
maligni. I celti credevano che il 31 Ottobre i morti uscissero dalle tombe e
ne avevano paura. Quindi no, non li invocavano, i morti. E non ho trovato
nessuna documentazione sul fatto che sacrificassero esseri umani. Invece vi
dice nulla una certa favoletta di Abramo e Isacco?
2 - Invece, ora vi racconto una favoletta io. Sapete da dove deriva l'usanza
delle zucche? C'era una volta il vecchio Jack, un ubriacone che faceva
scherzi a tutti, persino al diavolo. Un giorno, per scherzo, intrappolò il
diavolo mentre si stava arrampicando su un albero, circondandolo di croci, e
gli strappò la promessa di non prendergli l'anima quando sarebbe morto.
Quando Jack morì andò in paradiso, ma San Pietro gli disse che era stato
troppo empio per entrare. Tornò quindi all'inferno, ma il diavolo mantenne
la sua promessa e non lo accettò. Disperato, Jack dunque era condannato a
vagare nelle tenebre. Il diavolo gli donò un tizzone, che Jack inserì
all'interno di una rapa, suo cibo preferito. Da lì in poi, Jack o' Lantern
vagò illuminandosi la via come meglio poteva. Gli irlandesi dunque mettevano
lanterne dentro rape o zucche per tenere alla larga Jack e gli spiriti
maligni. Quando Halloween giunse nelle colonie americane, gli americani
usarono sempre le zucche in quanto più facili da svuotare. Da lì la leggenda
della zucca.
Depravato tutto ciò, vero?
E dunque:
Pentitevi, o esseri immondi!
O, voi che festeggiate Halloween!
O, voi che non vi chiudete in casa a pregare Lui per la salvezza della
vostra anima!
O, voi che avete gatti neri!
O, voi che avete visitato Stonehenge, spinti evidentemente non da spirito
turistico ma da interessi satanici!
O, voi che avete acquistato Puffete con dentro i cioccolatini Kinder!
Finirete tutti all'inferno!
...
Ora, seriamente.
Se sta leggendo qualche credente che potrebbe offendersi me ne frego, questo
è il mio blog.
Se volete professare la vostra religione fatelo in chiesa, in sinagoga, in
ritiro spirituale a Timbuctu o sotto la doccia.
Ma non venite a rompere le palle a me.
E sì, qui trasuda intolleranza e mi sta bene.
Se sono tranquilla con i miei amici, festeggiando una festa che per me è
assolutamente commerciale ma per i miei amici pagani è anche religiosa, i
vostri volantini sono assolutamente importuni e possono anche risultare
offensivi per un pagano o un Wicca che si sente chiamare Satanista.
Sì, io ho fatto delle sedute spiritiche, se proprio volete saperlo.
Ma se avessi invocato davvero spiriti maligni, state sicuri che non sarei
qui a imbrattare il blog.
Non insultate la vostra intelligenza facendo mostra di sì grande ignoranza:
fare di tutta l'erba un fascio è da mediocri senza cervello. Ed è per questo
che specifico ancora una volta che non sto parlando di tutti i credenti.
Come può rispondere Simona ad una simile provocazione?
Naturalmente alzandosi in piedi e urlando facendosi sentire da quante più
persone possibili: 'Satana vi ama! Sacrificate i vostri genitori! Immolate i
vostri figli! Bruciate i vostri cani! Questo è Halloween, festa satanica!'
(e dunque mettiamo alla gogna Tim Burton. più satanico di lui si muore)
Bene. Dato che la pappa è quasi pronta e la partenza da qui è alle 14.45,
chiudo adesso, lasciandovi al link delle foto di Halloween.
Foto
Halloween
E ora vado a Lucca *_* il resoconto al mio ritorno
Ps: Niente flame, per favore. Ho espresso una mia legittima opinione e non
escludo che le fonti da cui ho attinto siano corrette. Spero di non aver
offeso nessuno.
26-10-2007
On
air: You raise me up (english version), Il barbiere di Siviglia
<- About this: in Grey's Anatomy mode
Questo è uno di quei post che può essere riassunto con: 'Toh, non aggiorno da
due settimane, aggiorniamo, va'...sì, ma con che?'.
Quindi non sperate di trovarvi cose vagamente interessanti.
...
Oh, è vero. Qui non ci sono mai cose vagamente interessanti.
Quindi va tutto bene \*_*/
Allora. Vediamo. I contenuti di questo post.
Per i fan della mia vita privata (sì, negate pure, ma lo so che alcuni di
voi godono nel leggere le mie sfighe perchè
al mio
confronto vi sentite vagamente più fortunati): ho avuto dieci giorni di -ite
fulminante. Dico -ite perchè ho avuto febbre con tonsill-ite, faring-ite,
presumibilmente un pizzico di bronch-ite e magari anche di polmon-ite (che non
guastano). Ma sì, mettiamoci anche il mal d'orecchio e avremo anche un nonsochè
di ot-ite. Per farla breve, dopo venti giorni ho ancora residui di tosse e
raffreddore.
Ma giovedì vado a Lucca *.* L-U-C-C-A! Con mogliettina naturalmente, e
inaspettatamente Angela, che si è aggregata una settimana prima. Ma d'altronde è
Angela, che pretendiamo?
Sabato scorso:
- Sai Simo, alla fine vado a Lucca! -
- Oh, davvero? Complimenti! -
- Sì, sì! Lunedì chiamo la tipa del bed&breakfast! -
- Ah! E dove vai a stare? -
- Con voi! Ho già parlato con Stefania! -
- ... -
Ah. E sto imparando a sferruzzare. Sì, sferruzzare...sapete, la lana, i ferri da
calza?
Ho intenzione di regalare, a chi è piuttosto facile da intuire, una sciarpa. O
qualcosa che ci assomigli, insomma.
Per i fan di ciò che leggo/guardo/etc, naturalmente mi sto intrippando
con gli episodi di House, che per me sono ormai repliche, e mi intripperei
volentieri anche con la quarta stagione (ho visto solo i primi due episodi) se
la connessione girasse come ragion comanda. Ma dato che fa acqua da tutte le
parti, stiamo messi male. Grey's Anatomy ormai è diventata una mia mania a pieno
titolo, dato che per me questi episodi sono inediti, e sto impazzendo per tutti
i personaggi senza saper sceglierne mezzo. Figuratevi, in questo periodo sono
così in love-mode che mi piacciono pure Addison Montgomery e Alex Karev (presi
insieme o singolarmente), che prima mi stavano bellamente sulle scatole. Sul
fronte dei libri, oltre al Giovane Holden che ho trovato deludente, mi sono
armata di pazienza e ho letto due dei tomi di Wilbur Smith: Quando vola il
falco, e La notte del leopardo. 'nsomma, così così, tutti e
due. Il primo mi ha fatto scatafasciare dalle risate e insieme vergognare a
causa della protagonista: scatafasciare perchè è una macchietta patetica e
zoccola, che la da' ad un negriero e poi flirta con altri, pensa di essere
incinta dell'americano negriero e tenta di farsi impalmare da un ufficiale
inglese, poi scopre che non è incinta e gli da' il benservito, quindi cambia
idea. Giuro, descrizioni da libri Harmony, del genere 'mammelle soffici e
morbide che strofinano contro la ruvida peluria riccia del torace di lui'; e
vergognare della bella figura che sta tipetta fa fare al genere femminile. Il
secondo è un po' più intelligente, ma ugualmente scialbo.
Non credo che resti altro da dire. Ah, dimenticavo: se siete stati contattati da
me medesima, vuol dire che vi voglio vedere a Lucca. Quindi farete bene ad
esserci.
Se non vi è arrivato nulla da parte mia, vuol dire che vi ho dimenticato o che
so già come trovarvi. Quindi farete bene ad esserci ugualmente.
Da'svidanija
11-10-2007
On
air: Sarabanda (Handel)
<- About this: Domo-kun mania *_*
Qualcuno mi spiega perchè sono fatta così donnicciola da piangere per un film
per bambini? ç_ç
Cioè. Ok che avevo 38 di febbre. Ma mi sto rovinando di brutto. Fatto sta che mi
sono messa a frignare guardando Edward mani di forbice.
...l'hanno trattato male, ecco ç_ç
E tutto per colpa di quel brutto e cattivo fidanzato della ragazza ç_ç
Sì,
cavolo, sono due sere che straparlo. Ho avuto la febbre alta.
E' che nei giorni scorsi ho preso troppo freddo...son tornata a casa a piedi
alle cinque del mattino...sono stata in maniche corte sul motore alle tre di
notte...etc a piacimento.
Lunedì mi sono svegliata col mal di gola, ma pensavo che fosse perchè durante il
tempo di permanenza di Alessio ho fumato come una turca.
Invece no. Febbre alta.
Con Alessio...vi basti sapere che, pian piano, stiamo ricostruendo il ka-tet.
Non poteva finire così...Siamo stati due giorni a litigare prima di chiarirci.
Mi ama ancora. E io, come ho scritto diverse volte prima, amo ancora
lui...chissà come finirà...i rapporti umani sono complicati, riflettevo ieri: ho
cambiato ancora una volta la mia visione della vita. Prima pensavo che si
potessero controllare a proprio piacimento: ma sì, dai, ci siamo lasciati, non
ci esco più...ma sì, dai, possiamo chiarire...e invece no...ci sono tanti di
quei fattori che intervengono (incomprensioni, amore, sfiducia) che l'intenzione
di far finire un rapporto o di continuarlo non può dipendere da noi...non del
tutto, almeno.
Mi rendo conto solo adesso, come al solito, che di comprensibile ho scritto ben
poco...ma va bene così, in fondo...
Quel che mi spezza il cuore è che ho appena letto il prezzo di qualcosa che
volevo prendere e a cui, a meno che di non trovarlo a metà prezzo (seh) dovrò
rinunciare: il Blanc&Noir, l'artbook di Death Note. Sto facendo un po' di
autoconvincimento, in questi giorni: ripeto a me stessa 'non comprerò a Lucca
qualcosa di costoso che poi finirà in un cassetto, non comprerò a Lucca qualcosa
di costoso che poi finirà in un cassetto, non...'
Seeeeh ç_ç
Voglio un peluche di Domokun *_* oppure, pensavo, se trovassi il peluche dei
Pelotti, le mascotte della pubblicità del 1288? Mi ero flippata troppo con
quei cosi, una volta li ho visti in vetrina in un negozio di abbigliamento e
volevo sfondarla per fregarmeli *_*
Nerdaggine, nerdaggine *_*

(non
so se avete idea, quel peluche di Domokun è alto 56 cm *_* e il primo che
dice che sono orrendi, lo castro >> non capite il fascino delle mascotte)
Piuttosto. Per chi si chiede dove sia finita Burial, ci sto lavorando. Ci
sto lavorando, ne?
Attendete con pazienza.
(...e voglio qualche gadget su Honey&Clover =ç=)
Дo свидания (= Da svidanija)
(sì, Simona ha iniziato a studiare un po' di russo xD)
05-10-2007
On
air: Nell'acqua della chiara fontana (De Andrè)
<- About this: facciamo finta di essere felice, va'
Innanzitutto, Domo-kun ha qualcosa da dirvi:

Essì, questo scarno blog ha superato da
qualche giorno le diecimila visite. Ringrazio claclina per il banner, che io il
photoshop non so nemmeno aprirlo cliccandoci su, e naturalmente tutti voi che
state seguendo la mia vita da tre annetti ormai...questo blog ha avuto infiniti
cambi di grafica, infiniti cambi di tono, ma è sempre qui, sempre online, sempre
pronto ad accettare i miei scazzi e le mie minchiate per poi condividerle con
voi...Un ringraziamento particolare va a Bea che ha fatto con tanta pazienza gli
ultimi tre template, e a tutti coloro che mi hanno dato una mano con l'HTML.
Thanks ^^
Per quanto riguarda le noie della mia vita, meglio che non vi dica niente.
Va tutto male che peggio di così non potrebbe andare, eppure sono ancora
innamorata. Che volete che vi dica? Passerà. Con l'accento sulla 'a'.
Tanto lunedì si cambia solfa: ricominciano le lezioni, lui risale...e Lucca si
avvicina.
28-09-2007
On
air: Hypnotize, l'album (System of a down)
Reading: (tra gli altri) Hannibal Lecter (Thomas Harris)
E va beh. Le giornate non le possiamo avere tutte belle. Mi sembra però che
ultimamente da me si stia esagerando in tal senso, ne xD
Beh, la novità è che ci siamo lasciati. Era messo in conto, che uno dei due
potesse stancarsi trovandosi in una simile situazione di stress, sommata alla
storia a distanza, ma lui era così convinto che sarei stata io che anch'io me ne
ero convinta XD e invece è stato lui a mollare il suo capo della corda.
Che c'è da dire? Che lo amo. Sì, non ce l'ho con lui e non potrei avercela con
lui, e francamente quello che provavo non era così labile da svanire così, puff.
Mi sarei stupita del contrario, dopo tutte le belle parole che ho detto. Lo amo.
Punto. Non Posso farci niente al momento, e non si può pretendere che vada
avanti così.
Intanto ci vedremo la prossima settimana. Non so cosa ne uscirà, ma spero che ci
sarà il tempo di chiacchierare a quattr'occhi. Non per cambiare idea, sia
chiaro, ma proprio per tirare le somme.
D'altronde, di lui ho ricordi belli per tutta una vita. Va bene così.
Grazie per questi mesi splendidi. In qualunque modo vada a finire, sono stata
benissimo.
~
E ho prenotato per Lucca xD aereo e camera. Io e moglie stiamo già iniziando a
stilare qualche abbozzo per il programma *_* abbiamo intenzione di fare le
pezzenti per cinque giorni riducendoci pelle e ossa, pur di spendere il più
possibile in manga e souvenir xD io già che ho perso chili e chili da quando
Alessio s'è trasferito, mi ridurrò con le flebo...
Che vita grama...e pensare che fino a ieri pomeriggio esultavo per il 27 preso
in Spagnolo II facendomi una canna con Marco e Angela nel sottopassaggio vicino
casa mia...o forse annegavamo nell'erba i cazzi amari da cui le nostre vite sono
continuamente violentate...
25-09-2007

Veloce aggiornamento per inaugurare il nuovo template fatto da Bea *O*
Questa volta, essendo ormai Settembre, ho scelto un'immagine e dei colori che ricordassero l'autunno.
La mia stagione preferita.
Massì, da oggi voglio cambiare: se voglio aiutare qualcuno che ha bisogno di
me, devo iniziare ad aiutare me stessa. Cambiamo un po' qualcosa, allora: e
partiamo dal blog.
Grazie a tutti.
23-09-2007

On air: Non che
sia molto in vena di ascoltare musica...
Reading: Sempre gli stessi
<- About this: Ka-Tet
Contenta contenta contenta *_*
Ieri dovevo per forza andare da Mondolibro a prendere
qualcosa (l’anno scorso ho fatto un abbonamento che mi vincola all’acquisto
di cinque libri all’anno, all’arrivo del fatidico catalogo) e quindi,
frustrata perché libro = no manga, sono andata in via Roma e alla fine ho
dovuto mettere d’accordo gusti e portafoglio…ovvero, scegliere un libro che
mi piacesse, ma che non comportasse una serata di digiuno per mancanza di
soldi per la cena xD (questo non si sarebbe rivelato comunque un problema,
ho scoperto in seguito).
Dunque, dopo aver girato tutto il negozio con le lacrime agli occhi per
tutto il ben-di-Satana fuori portata che c’era, alla fine mi ‘accontento’ de
La vergine azzurra di Tracy Chevalier. Arrivo alla cassa, consegno la
tessera, e la signorina, dopo aver apportato il timbro del libro comprato,
sorride e mi dice:
“Lei ha diritto ad un libro gratis perché ha completato la tessera, si faccia un giro e ne scelga un altro”
Io: °O° ma lei intende un libro qualunque?
“Sì, quello che vuole, a parte quelli segnati con il bollino giallo”, e mi indica uno scaffale su cui stanno cinque/sei libri segnati (e assolutamente non interessanti, per me)
Parto a razzo a frugare ovunque. Vado allo scaffale
Stephen King, ma purtroppo quelli che c’erano li avevo letti quasi tutti, a
parte due (di cui uno troppo poco costoso *bleeeh xD* e uno che ha già mia
zia e quindi può prestarmelo lei). Frugo nel reparto fantasy, e c’è una
bella versione del Signore degli Anelli…protendo le mani anelanti, ma
poi ricordo che ho una bellissima, seppur vecchia, versione Bompiani. Guardo
con occhio interessato Le Guerre del Mondo Emerso, allungo la mano,
poi ricordo che Le Cronache del Mondo Emerso è stato una delusione.
E, in ogni caso, ho diritto solo al volume 1. E poi resto con la curiosità
del volume 2? No, grazie.
Faccio un giro-versione-Sana-tornado nel reparto saggistica, classici (alla
ricerca del Conte di Montecristo, che non c’era ;_;), quindi
letteratura straniera. Adocchio L’innocenza, proprio accanto a La
vergine azzurra, ma poi mi chiedo: “E se, pur essendomi piaciuto La
ragazza con l’orecchino di perla, trovo La vergine azzurra una
boiata pazzesca? Meglio leggere quello, prima, poi se mi piace compro
questo”
Essendo ormai passata un’ora dal mio ingresso in libreria, do un’ultima
occhiata indecisa in giro. Poi mi cade l’occhio su Hannibal Lecter – Le
origini del male di Thomas Harris.
Miiiiiiiiiiiiiiioh *ç*


Insomma *_* ho due bei libri da leggere, ancora
incellophanati, per quando avrò finito le ultime cento bellissime pagine de
La torre nera.
Amo i libri *_* troppo, per ora. Perché ho poco tempo, pochi soldi, e devo
dividere il tutto con i manga (e magari lo studio).
Il resto della serata di sabato è stato piuttosto tranquillo:
io e Michele, che eravamo rimasti soli perché gli altri avevano tutti
impegni singoli prima della festa di Droghella, siamo andati a mangiare da
Angela, per il compleanno di sua sorella che ha compiuto quattro anni…cena
Caruso, ovviamente xD fette di carne gradi quanto la vostra faccia, chili di
salumeria e di insalata, frutta, amaro, torta e caffè xD Quindi è passato
Luca a prenderci e siamo andati al Mikalsa per Droghella…c’era diversa gente
che non vedevo da un po’, e anche qualche sorpresa inquietante…
Quindi siamo andati al Foro Italico (con me, Daniela, Astrid, Angela e
Andrea seduti sugli scogli a cantare a squarciagola), indi alla Magione alla
ricerca di un locale che non abbiamo trovato…
Adesso, le mie ultime parole (del post, non della mia vita) sono volte al consigliarvi un film: Marie Antoinette.
Che ovviamente riguarda la Regina di Francia: ma non la Maria
Antonietta che portò il popolo di Parigi alla fame, non quella che venne
ghigliottinata, bensì la ragazzina sperduta che arrivò dall’Austria in un
paese di cui non conosceva né condivideva le usanze: un paese in cui il
marito non si degnava di avere rapporti sessuali con lei (rendendola invisa
alla corte perché non generava un erede), in cui doveva essere lavata e
vestita e riverita da persone sconosciute, e in cui sfogava la sua
frustrazione con lo shopping, i dolci e lo champagne…
Un’ottima interpretazione, vestiti e scenari davvero superbi, una colonna
sonora che mischia rock e musica classica ne fanno un film veramente da
vedere, anche se non amate il personaggio di Maria Antonietta o non vi
piacciono le rivisitazioni così libere della storia…


E come ultima cosa...incrociate tutti quanti le dita per me e Lucca *_*
Adieu
17-09-2007
On
air: You raise me up (Romeo X Juliet), Just my imagination (Cranberries), Skalds
and Shadows (Blind Guardian)
Reading: La Torre Nera (S.King), Ha
<- About this: Le Petit Prince Mood *_*
There was a game we used to play
we would hit the town on Friday night
and stay in bed until Sunday
we used to be so free
we were living for the love we had
living not for reality
just my imagination
just my imagination
just my imagination
It was...
just my imagination
just my imagination
just my imagination
It was...
There was a time I used to pray
I have always kept my faith in love
it's the greatest thing from the man above
the game I used to play
I've always put my cards upon the table
let it never be said that I'd be unstable
just my imagination
just my imagination
just my imagination
It was...
[Cranberries, Just my imagination]
Good morning \°_°/
(anche se sono le due del pomeriggio...).
E meno male che devo studiare!
Basta, oggi pomeriggio studierò tanto è_é!
Lo dico da un mese ç_ç che Satana mi aiuti…
Beh, è stata una settimana abbastanza tranquilla: martedì sera siamo andati da
Papy a guardare un film e, come eravamo già abbastanza brilli per il vino di
produzione propria della famiglia di mio marito, la scelta è ricaduta come
sempre su Scary Movie 3.
Dio, come si fa a vedere tante volte un film così idiota ed, eppure, così
dannatamente piscioso?
“Sono un uomo molto solo…ergo, da anni non ho rapporti con nessuno tranne con
me stesso…e con questa sedia…io la chiamo…Linda!”
“Volevamo tanto avere un figlio, ma mia moglie non riusciva a rimanere incinta,
e nemmeno io…”
Basta, la smetto, ho capito xD via i pomodori!
Venerdì, invece, io e Ang (che merita la decapitazione) siamo riuscite a
racimolare dodici persone per una partita di calcetto. Divertente, sì, ma sono
rimasta bloccata con la schiena e con le gambe per due giorni. Sono fatta
vecchia…dovrei riprendere a fare sport…
Sabato, infine, non è successo niente di rilevante…se non una delle figure
peggiori e più divertenti (a sentirsi) della mia vita.
Dovevamo andare a prendere da bere da Tantillo (il mitico spacciatore, di giorno
fruttivendolo e di notte fornitore ufficiale di alcolici d’ogni tipo e a buon
mercato). Dunque, la macchina era così composta: al volante Gaspare (con una
maglietta bianca); accanto a lui Carmen; dietro io, Aldo e Michele. Gaspare ci
fa scendere all’angolo con la piazza in cui c’è Tantillo, e io e Aldo andiamo a
prendere da bere. Torniamo felici e sorridenti abbracciando un paio di bottiglie
di alcolici. Io mi avvicino alla macchina, spalanco la portiera gridando:
‘Guardate cosa abbiamo comprato!’.
Le persone nei sedili anteriori si girano. “Scusi…ha sbagliato macchina!”
Sbianco. Occhi a palla. Schianto la portiera gridando ‘Mi
scusiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii’ e mi fiondo più avanti nella stradina, dove i
nostri cari amici avevano spostato la macchina –stesso modello e quasi stesso
colore di quella in cui ero quasi entrata io, che era esattamente posteggiata al
suo posto.
Insomma. Come dice Raffaele, queste cose possono succedere solo a me.
Comunque. Mentre sto continuando a leggere L’ombra dello scorpione, Harry
Potter (molto a rilento, tanto ho già tutti gli spoiler) e La Torre Nera
(*_*), ho finito di leggere La regina dei dannati. Che dire? Un libro che
parte molto bene, dallo stile scorrevole come siamo soliti aspettarci dalla
Rice, ma che purtroppo va perdendosi per strada...si dilunga eccessivamente per
episodi della trama che poteva trattare più in sintesi, e, al contrario, eclissa
in maniera veloce e affrettata l'epilogo della storia...Gli ho dato un ‘così
così’, insomma. Peccato. Perché la parte sulla relazione tra Armand e Daniel mi
ha quasi sciolta, e la storia delle gemelle non è male…in ogni caso, zia mi ha
dato altri due libri della Rice, Merrick la strega (in cui pare ci sia
Louis che vuole cercare lo spirito di Claudia con l’aiuto di una strega) e
Taltos il ritorno (qualunque cosa sia °_°).
E ieri, da mia nonna, ho riletto Il piccolo principe xD in una
ventina di minuti circa. Quanto mi aveva appassionato, da piccola…
Beh, come vedete oggi non ho chissà che da dire ;_; a parte che dovete
aspettarvi un cambio di template (credo che principalmente riguarderà l’immagine
–sempre Gojyo, non preoccupatevi), i colori e lo sfondo…template by Bea,
ovviamente :P
Ricordo a chi non ci fosse ancora passato (come se non si passasse prima da lì e
quindi al mio blog xD) che ho pubblicato il quarto capitolo di Burial su EFP...e
che se un giorno non troverete più aggiornamenti da nessuna parte nè mi vedrete
in chat non è perchè io mi sia suicidata, ma perchè sarò scappata in Alaska in
eremitaggio con la sola compagnia degli orsi bianchi. Satana, quanto odio
quest'angolo di mondo civilizzato, per ora! ç_ç voglio tornare al periodo dei
Pokemon, di Heidi e delle Barbie...
Addio.
scrivo di me
Tentativo
di descrizione numero trecentoventisette.
Chissà se ogni volta che cambio è perchè non mi soddisfa più la descrizione
o perchè non mi soddisfo più io.
Sarebbe bello cambiarmi con il semplice uso della tastiera.
Sigh, vediamo un po'. Ormai
vado per i ventidue, i miei capelli sono di un colore indefinibile per via
delle tre diverse tonalità di rosso sommate alla mia naturale tonalità di
castano. Il mio aspetto fisico si è fermato sui diciassette/diciotto, penso,
ma non ne sono tanto sicura perchè, mentre alcuni mi chiamano allegramente 'signora',
altri si ostinano a chiedermi i documenti per permettermi di esercitare i
miei sacrosanti diritti da maggiorenne bianca.
Nonostante il mio aspetto possa suggerire una personalità aggraziata e
serena, posso ragionevolmente dire -almeno questo- che vi sbagliate. Sono
volgare, mi gratto la pancia, rutto e bestemmio e i camionisti quando passo
io si fanno il segno della croce.
Sono acidamente atea e intollerante, detesto la politica e i fanatici
religiosi, tendo a irritare (volontariamente o no) chi non la pensa come me
semplicemente esponendo le mie idee con una schiettezza che a molti può
sembrare maleducazione. Non dico 'non mi piace', io, dico 'mi fa schifo'. Il
senso è lo stesso, e se non vi piacciono i toni girate sui tacchi.
Amo le cose scritte bene, libri, manga e liste della spesa. Amo tutto ciò
che mi colpisce e che mi comunica qualcosa, amo le belle parole e detesto
caldamente chi si esprime in lingue a me incomprensibili che spacciano
per italiano moderno.
A tal proposito,
***
Ergo se non siete a conoscenza
del fatto che, nell'italiano standard, l'occlusiva gutturale sorda [k] si
rende con [c] davanti a vocale centrale o posteriore [a] [o] [u] e con l'ormai
sconosciuto [ch] davanti a vocale anteriore [i] [e], se non siete a conoscenza
del fatto che nell'italiano standard i plessi consonantici sono di numero
ridotto e che non esistono parole senza vocali (come NN, MM, KK e affini), che
il congiuntivo non è ancora morto, che il femminile di GLI è LE e non sempre
GLI, che HA è diverso da A ed E è diverso da E'...
...allora beh, smammate da questo blog.
Per il resto, se non avete al collo cartellini come 'bimbominkia', 'emo', 'fighettino',
'fan di Edward', specie se i cartellini ve li siete messi da soli, allora siete
i benvenuti.
...ah, siete ancora qui a
leggere aspettando che vi dica come sono?
Ma dico, dopo quello che avete letto avete bisogno di vedere scritto a chiare
lettere che ho un carattere di merda?
Amo: Saiyuki
(Gojyo!). Dr. House. L'autunno. Fanfiction. Manga. Mogliettina, marito e amici
(virtuali e non). I peluches. Il sushi e il Ristorante Asia. Cazzeggio. Leggere. Londra.
Il Giappone. Stephen
King. Tolkien. Martin. Il fantasy in generale. La mia stanza.
Odio: Ipocrisie. Morale. Religione. ‘Ma-cosa-penseranno-gli-altri?’.
Presuntuosi (a meno che non possano permetterselo). Omofobici.
Ingrassare. Mancanza di soldi. Manga smut. Censura. Religione. Storia
Contemporanea. Politica. La depressione. Il linguaggio sms. La discoteca.
cosa mi piace
Manga preferiti:
Gensomaden
Saiyuki. Saiyuki Reload. Saiyuki Gaiden
(Kazuya Minekura). Death
Note (Takeshi Obata). Angel Sanctuary. God Child. Il ragazzo della porta
accanto. Ludwig (Kaori Yuki).
Stigma. Wild Adapter (Kazuya Minekura). Nana.
Ultimi raggi di luna (Ai Yazawa). The Slayers (Shoko Yoshinaka). Lodoss War (Ryo
Mizuno). Rurouni Kenshin (Nobuhiro Watsuki). Mars.
Sole Maledetto (Fuyumi Souryo). Clover. Tokyo Babilon. RG Veda (Clamp). Clover (Toriko
Chiya). Lei,
l'arma finale. Perfect Girl Evolution. Model (Lee-Sou-Young). Honey&Clover (Chika
Umino). Cesare (Fuyumi Souryo). Berserk (Kentaro Miura).
Libri preferiti:
Eragon. Eldest,
di Cristopher Paolini.
Harry Potter e L'ordine della Fenice. Harry Potter e I doni della morte, di J.K. Rowling.
The Ring, di Koji Suzuki.
Il
signore degli anelli, di J.R.R. Tolkien.
Misery. IT. Pet sematary. Christine. Carrie. Il miglio verde. Salem's Lot. La saga della Torre Nera.
Insomnia. La lunga marcia, di Stephen King.
L’insostenibile leggerezza dell’essere, di Milan Kundera.
Tokyo Blues-Norwegian Wood, di Haruki
Murakami.
Amrita. Kitchen. L’ultima amante di Hachiko, di Banana Yoshimoto.
Il
piccolo principe, di Antoine de Saint-Exupery. La spada di Shannara, di Terry
Brooks.
La casa degli spiriti, di Isabel Allende.
La ragazza con l'orecchino di
perla, di Tracy Chevalier.
Il Conte di Montecristo, di A. Dumas.
American Gods, di Neil Gaiman.
Non è un paese per vecchi, di Cormac McCarthy.
Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Masters.
Il trono di Spade di G.R.R. Martin.
1984 di George Orwell.
Film preferiti: Donnie Darko. Il
signore degli anelli. Ringu 0. Dark Water. La ragazza con l'orecchino di perla.
La casa degli spiriti. AI- Intelligenza artificiale. Neverland. Secret Window.
Pirati dei caraibi. La vera storia di Jack lo squartatore. Il corvo. Il
gladiatore. The Libertine. The Prestige. Nightmare before Christmas. Slevin.
Intervista col vampiro. L'avvocato del diavolo. Leon. Battle
Royale. Marie Antoinette. V per Vendetta. Se mi lasci ti cancello.
Telefilm preferiti: Dr. House.
Grey's Anatomy. Lost (1st season). Scrubs.
Anime preferiti:
Gensomaden Saiyuki. Saiyuki Reload. Saiyuki
Gunlock. Saiyuki Requiem. Saiyuki Burial. Death Note. Perfect Girl Evolution.
Gankutsuou - Il conte di Montecristo. Rurouni Kenshin - OAV 1/6. Lodoss War, La
strega Grigia - Cronache dell'eroico cavaliere. RomeoXJuliet. Honey&Clover.
Musica preferita: Nightwish. System of a down. Within Temptation. Linkin Park. Rhapsody. Evanescence. Fabrizio De Andrè. Oasis. Moulin Rouge OST. Saiyuki OST. Rurouni Kenshin OST. Enya. Lord of The Ring OST. Ligabue. Simple Plan. Five for Fighting. Walt Disney songs. Blind Guardian. System of a down.
libri
Citazioni
“Là fuori c'è un branco di vampiri del cazzo che vogliono entrare qui per
succhiarci un bel po’ di sangue, e questo è tutto. Chiaro e semplice. E non
voglio sentir dire da nessuno: ‘Ma io non ci credo ai vampiri del cazzo!’,
perché io non ho mai creduto ai vampiri del cazzo, ma credo a quello che vedono
i miei occhi e quello che ho visto erano dei vampiri del cazzo. Allora, siamo
tutti d'accordo nell'affermare che abbiamo a che fare con dei vampiri del
cazzo?”
(Seth, Dal tramonto all’alba)
“Io ho sempre detto che di Dio non me ne è mai fregato un cazzo, ma ho appena
cambiato idea. E mi è successo circa mezz'ora fa, perchè so che qualunque forma
abbia la cosa là fuori che vuole entrare, è male puro e viene dall'inferno. E se
esiste l'inferno, e quei figli di puttana vengono dall'inferno, allora ci deve
essere anche un paradiso.”
(Seth, Dal tramonto all’alba)
“Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero
meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo
generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più
saggi possono vedere tutte le conseguenze.”
(Gandalf, La compagnia dell'anello)
"Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva, un corvo portava la
sua anima nella terra dei morti; a volte però, accadevano cose talmente
orribili, tristi e dolorose che l'anima non poteva riposare. Così a volte, ma
solo a volte, il corvo riportava indietro l'anima perché rimettesse le cose a
posto."
(Sarah, Il corvo)
"Non può piovere per sempre!"
(Eric, Il corvo)
"I bambini non dovrebbero mai andare a dormire; si svegliano più vecchi di un
giorno, e senza che uno se ne accorga sono cresciuti."
(J.M.Barrie, Neverland)
Direttore Network: Te l'ho detto Campbell, finiamola di trasmettere
filippiche paranoiche sul soprannaturale!
Cindy: Lo so... questo canale parla solo di sesso, violenza e del tempo.
Direttore Network: Esatto! A proposito, ci serve il servizio sulla
pornostar morta sotto l'uragano... fra un'ora!
(Scary Movie 3)
"[con voce impostata] Klatu verata...n...netta, nettare, nichel... oh Dio!
Come è questa parola? Come faccio a non ricordarla? Di sicuro cominciava con la
N... Klatu verata ni..*cough cough cough* [aspetta] Ok allora, fatta!
[prende il libro] Calma, calma, è tutto a posto, ho detto la parola, l'ho
detta!"
(Bruce, L’armata delle tenebre)
"Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del Nord, generale
delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre
di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa...e avrò la mia vendetta...in
questa vita o nell'altra."
(Massimo, Il Gladiatore)
"Consentitemi di essere esplicito sin dall'inizio: non credo che vi piacerò. I
signori proveranno invidia e le signore disgusto. Non vi piacerò affatto! Non vi
piacerò ora e vi piacerò ancor meno in seguito. Signore, un avvertimento: io
sono pronto a tutto! In ogni momento! Che sia merito o demerito, questo ora è
difficile da dire. Tuttavia, è certo che sono un libertino! Continuerò a
spassarmela e a provare ardenti passioni. Non doletevene: vi arrecherebbe
afflizione! Traete le conclusioni stando alla distanza a cui vi terreste se
stessi per mettere la lingua sotto le vostre sottane. Signori, non disperate.
Sono pronto a tutto, sì! Lo stesso avvertimento vale anche per voi! Placate le
vostre squallide erezioni! Perché quando avrete un amplesso, vedrò di cosa siete
capaci: allora saprò se sarete venuti meno alle mie aspettative. Vi auguro di
fottere, immaginando che la vostra amante segreta vi stia osservando di
nascosto, di provare le stesse sensazioni che io ho provato e che provo, e
chiedervi: era questo lo stesso brivido che sentiva lui? Avrà conosciuto
qualcosa di più intenso? O c'è un muro di disgrazia contro il quale tutti
battiamo la testa in quel fulgido, eterno momento? Questo è tutto, questo è il
mio prologo. Nessuna rima. E nessun decoro. Non era quello che vi aspettavate,
spero. Sono John Wilmot, secondo conte di Rochester…e non ho alcuna intenzione
di piacervi."
(John Wilmot, The Libertine)
"Signora Derry, dovete acquisire il dono di ignorare coloro a cui non piacete.
Per mia esperienza, coloro a cui non piacete sono divisi in due categorie: gli
stupidi e gli invidiosi. Gli stupidi vi apprezzeranno tra cinque anni; gli
invidiosi mai."
(John Wilmot, The Libertine)
"Mio padre diceva sempre: la prima volta che ti chiamano asino gli dai un pugno
sul naso, la seconda volta che ti chiamano asino gli dici stronzo, ma la terza
volta che si chiamano asino, beh, forse è ora che ti vai a comprare una soma!"
(Il
Rabbino, Slevin)
Il Rabbino: Devi essere il signor Fisher!
Slevin: Devo proprio? Perché è un po’ scomodo ultimamente.
Il rabbino: Ho paura che tu debba proprio.
Slevin: Beh, se devo proprio...
(Slevin)
Donnie: Perchè indossi quello stupido costume da coniglio?
Frank: Perchè indossi quello stupido costume da uomo?
(Donnie Darko)
"Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio: a Dio
piace guardare! È un guardone giocherellone! Riflettici un po': lui dà all'uomo
gli istinti, ti concede questo straordinario dono e poi che cosa fa? Te lo giuro
che lo fa per il suo puro divertimento, per farsi il suo bravo, cosmico, spot
pubblicitario del film, fissa le regole in contraddizione! Una stronzata
universale! Guarda, ma non toccare... tocca, ma non gustare... gusta, ma non
inghiottire! E mentre tu saltelli da un piede all'altro lui che cosa fa? Se ne
sta lì a sbellicarsi dalle matte risate! Perché è un moralista, un gran sadico!
È un padrone assenteista! Ecco che cos'è! E uno dovrebbe adorarlo? NO, MAI!"
(John Milton, L’avvocato del diavolo)
"Ho una malattia che mi divora dall'interno e sono
stanco di chi non riesce ad apprezzare il dono della vita."
(Jigsaw, l’enigmista)
~STEPHEN KING~
"Se torni da queste
parti, Stu, e rinnovi l'invito a unirmi a te, probabilmente accetto. È questo il
destino della razza umana. Socievolezza. Vuoi che ti dica che cosa ci insegna la
sociologia a proposito della razza umana? Te lo dico in poche parole. Mostrami
un uomo o una donna soli e io ti mostrerò un santo o una santa. Dammene due e
quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa
affascinante che chiamiamo «società». Quattro ed edificheranno una piramide.
Cinque e uno lo metteranno fuori legge. Dammene sei e reinventeranno il
pregiudizio. Dammene sette e in sette anni reinventeranno la guerra. L'uomo può
essere stato fatto a immagine di Dio, ma la società umana è stata fatta a
immagine del Suo opposto. E cerca sempre di ritornare."
(Glen, L’ombra dello scorpione)
"Il bello della mania religiosa è che ha la capacità di spiegare tutto. Una
volta che Dio (o Satana) sia accettato come causa prima di tutto ciò che accade
nel mondo dei mortali, nulla viene lasciato al caso... o al mutamento. Una volta
che ci si sia impadroniti perbene di formule magiche quali «Ora noi vediamo
come in uno specchio scuro» e «Misteriose sono le vie che Egli sceglie per porre
in atto le Sue meraviglie,» si può buttare allegramente la logica dalla
finestra. La mania religiosa è uno dei pochi metodi infallibili per reagire ai
ghiribizzi del mondo, perché elimina totalmente il puro caso. Per il perfetto
maniaco religioso, tutto ha un suo scopo."
(L’ombra dello scorpione)
"Io non credo in nessun Dio veramente pensante che
prende nota della caduta di ogni uccello in Australia e ogni insetto in India,
un Dio che registra tutti i nostri peccati in un librone d'oro e ci giudica
quando moriamo... non voglio credere in un Dio che crei volontariamente persone
cattive e poi volontariamente le spedisca ad arrostire nell'inferno che ha
creato lui. Questo no. Però credo che ci debba essere qualcosa. "
(La bambina che amava Tom Gordon)
“Ma insieme avevano scoperto un segreto allarmante del
quale nemmeno It era stato consapevole: ogni credenza ha il suo rovescio. Se ci
sono diecimila contadini medievali capaci di far esistere i vampiri con la forza
della loro credulità, può essercene sempre uno, e probabilmente bambino, capace
di immaginare il piolo con cui ucciderli. Ma un piolo non è che uno stupido
pezzo di legno. La mente è invece la mazza con cui conficcarlo nel cuore.”
(It)
"Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di
suo padre.
Io miro con l'occhio.
Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di
suo padre.
Io sparo con la mente.
Io non uccido con la pistola; colui che uccide con la pistola ha dimenticato il
volto di suo padre.
Io uccido con il cuore."
(Roland Deschain, la saga della Torre Nera)
“‘Tutto è silenzioso dove hanno sede i defunti’, bisbigliò Eddie senza volere,
con un filo di voce incerta. ‘Tutto è dimenticato nelle scale in pietra dei
defunti. Guarda le scale erette nelle tenebre, guarda le stanze della rovina.
Queste sono le sale dei defunti, dove i ragni tessono e i grandi circuiti si
ammutoliscono uno a uno”
(Terre Desolate)
"Jake andò a quella che di sicuro sarebbe stata la sua morte ricordando
due cose che gli aveva detto Roland Deschain, il suo vero padre. Le battaglie
che durano cinque minuti generano leggende che vivono mille anni. E: non è
indispensabile che tu muoia felice, ma devi morire soddisfatto, perché hai
vissuto la tua vita dall’inizio alla fine e sempre si serve il ka."
(La Torre Nera)
"Ci
sono tante storie. Non riuscirei nemmeno a cominciare a raccontarvele. Quando la
nera mietitrice verrà da me, probabilmente le dirò: “Aspetta, aspetta! Devo
dirti quella del tizio che…”. E così via. Bla bla bla…"
(Stephen King)
"La gente ci tiene tanto a sapere perché scrivo roba così truculenta. Mi piace
dire che è perché ho il cuore di un ragazzino... Lo tengo in un barattolo sulla
mia scrivania."
(Stephen King)
"Non appena un libro o un film vengono proibiti,
correte al vostro cinema più vicino, andate in biblioteca, cercate di trovarli,
di guardarli, di leggerli: quello che non vogliono farvi sapere è quello che
dovete sapere!"
(Stephen King)
~BOOKS~
"La mia mente
si ribella all'inerzia. Mi dia dei problemi, mi dia del lavoro, mi dia il
crittogramma più astruso o l'analisi più complicata, e allora mi sento a mio
agio. Posso fare a meno di stimolazioni artificiali. Ma aborrisco la monotona
routine dell'esistenza. Ho un desiderio inestinguibile di esaltazione mentale.
Ecco perchè ho scelto questa mia particolare professione, o meglio, l'ho creata,
poichè sono l'unico al mondo ad esercitarla".
(Sherlock Holmes, Il segno dei quattro, Conan Doyle)
"Elimini tutti gli altri fattori, e ciò che rimane dev'essere la verità"
(Sherlock Holmes, Il segno dei quattro, Conan Doyle)
“Non ebbe che un
istante per riflettere sul dilemma. Si rimise in piedi. Forse Allanon avrebbe
avuto la forza di resistere a un simile potere. E Rone la velocità necessaria
per eluderlo. I suoi compagni di viaggio avrebbero avuto tutte le qualità
necessarie per sopraffarlo. Ma erano scomparsi. Tutti quelli che avrebbero
potuto aiutarlo non c’erano più. Poteva contare solo su se stesso.”
(La canzone di Shannara, Terry Brooks)
"Il mondo è cambiato
perché tu sei fatto d'avorio e d'oro…la curva delle tue labbra riscrive la
storia."
(Il ritratto di Dorian Gray, Oscar Wilde)
"Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco
tutto."
(Il ritratto di Dorian Gray, Oscar Wilde)
"Aki,
si dicono tante belle cose ma poi, in fondo in fondo, ognuno vive pensando solo
al proprio tornaconto. Basta poter mangiare bene, basta poter comprare ciò che
ci piace. Ma amare una persona significa pensare che lei viene avanti a tutto.
Se non avessimo abbastanza cibo, darei a te la mia parte. Se avessimo pochi
soldi, piuttosto che acquistare qualcosa per me, comprerei quello che tu
desideri. Se mangi qualcosa di buono tu, è come se avessi la pancia piena
anch'io, se sei felice tu, allora lo sono anch'io. Questo significa amare una
persona. Credi che esista qualcosa di più importante? A me non viene in mente
nulla. Chi scopre dentro di sè la capacità di amare, scopre qualcosa che merita
più del premio Nobel. Se lo ignora, se si fa in modo di ignorarlo, allora è
meglio che l'umanità scompaia. Che la Terra si scontri con un pianeta qualsiasi
e che scompaia al più presto!"
(Kitayama, Gridare amore dal centro del mondo)
"Tutti gli uomini sono
pazzi, e chi non vuole vedere dei pazzi deve restare in camera sua e rompere lo
specchio."
(De Sade)
~Dr. HOUSE~
-Suor
Augustine vede cose che non esistono-
- Curioso! Pensavo fosse una prerogativa delle suore!-
(House)
- Gli uomini devono crescere!-
- Sì, e i cani devono smettere di leccarsi!-
(House)
"Che premio vinco se faccio finta di essere
interessato a quello che stai dicendo?"
(House)
"Buongiorno, malati... e buongiorno anche ai loro cari. Tanto per non perdere
tempo con inutili ciance, io sono il Dottor Gregory
House. Potete chiamarmi Greg.
Sono uno dei tre medici di servizio in clinica
stamattina. Io sono un abilitato: un diagnosta
cronicamente annoiato con duplice specializzazione in
malattie infettive e nefrologia,
nonché l'unico medico che lavora qui contro la sua
volontà. È così, no? Ma niente paura! Per molti di
voi per fare il mio lavoro basterebbe una scimmia con una scatola d'aspirina.
Ah... a proposito... se siete particolarmente seccanti
mi vedrete prendere questo: è Vicodin. È mio, non
potete averlo... oh no... non ho il problema del controllo del dolore, è proprio
il dolore il mio problema. Ma
chi lo sa, magari mi sbaglio... forse sono troppo impasticcato. Allora chi
sceglie me ? E... chi preferisce aspettare uno degli
altri due? Ok, va bene, io sono
alla uno se cambiate idea."
(House)
"Siamo solo degli spregevoli, egoistici animali che strisciano sulla faccia
della terra. Ma essendo dotati di un cervello, se ci impegniamo a fondo,
possiamo ambire ad elevarci, per un effimero istante, al di sopra della pura
malvagità."
(House)
"Nella condizione umana c'è una sola verità, che tutti gli uomini mentono."
(House)
"Tu cosa preferisci? Un medico che ti tenga
la mano mentre muori o un medico che ti ignori mentre migliori? Certo che
sarebbe davvero terribile un medico che ti ignora mentre muori!"
(House)
House: Visto? Con questo bastone mi scambiano per un paziente.
Wilson: Mettiti il camice bianco come tutti noi.
House: Non voglio che pensino che sono un medico!
"La vedo zoppicare, le vedo l'anulare senza anello e quella sua natura ossessiva
parla chiaro: non si rischia la galera e la professione per salvare uno che non
vuole essere salvato se non si è spinti da una cosa, quella cosa. La ragione per
cui la gente normale ha figli, famiglia, hobby e così via è perché non conosce
quella cosa speciale che da una sferzata al tuo cuore. Per me è la musica, per
lei è questo. La cosa che tartassa la tua mente, che ti lascia fuori dal cerchio
dei normali. Sì, noi siamo dei grandi, siamo i migliori, quello che ci manca è
tutto il resto."
(John Henry Giles)
Wilson: Se
ti avessimo detto che avevi risolto il caso senza neanche uno straccio di prova
medica, ti saresti creduto Dio e io avevo paura di perdere un amico...
House: Dio non zoppica!
– Sei guarito! Alzati e
cammina! -
- Lei è forse pazzo? -
- Nella Bibbia dite solo "Grazie Signore" e poi iniziate subito a cantare le sue
lodi -
(House)
~MANGA~
"Non
avere nulla.
Se incontri un Buddha,
uccidilo.
Se incontri un tuo antenato, uccidilo.
Non avere legami, non essere schiavo di nessuno.
Vivi semplicemente per la tua vita."
(Genjo Sanzo, Saiyuki)
"La vita stessa, dal principio fino alla fine, è solo
un disperato e inutile tentativo di resistenza."
(Genjo Sanzo, Saiyuki)
"Cos’è in realtà l’amore? Non è che lo rifiuti. E’
solo che, anche senz’amore, godo lo stesso."
(Sha Gojyo, Saiyuki)
"Gli uomini commettono sempre gli stessi errori, non importa quante volte
abbiano la possibilità di rimediare, finiscono sempre
per fare la cosa sbagliata."
(Kanzeon Bosatsu, Saiyuki)
"Koryu... credo che sbagli chi dice che gli uccelli
sono liberi perché possono volare. Se non avessero un
posto su cui atterrare, se non ci fosse un ramo su cui posarsi per riposare,
essi maledirebbero le loro ali. Essere liberi
forse... l'essere davvero liberi forse consiste nell'avere un luogo dove
tornare."
(Komyo Sanzo, Saiyuki)
"Con una forza di cui posso andare fiero vivo per me stesso e solo per me stesso
ho intenzione di morire. Non mi sacrificherò mai per qualcun altro poiché
conosco la sofferenza di chi rimane in vita. Questo è il mio orgoglio."
(Genjo Sanzo, Saiyuki)
"Se non si ha uno scopo nella vita, si perde anche il valore della libertà."
(Homura, Saiyuki)
"Ho sentito dire che per te il rosso è il colore della penitenza. Penitenza
decisa da chi? Dio? Dio non salva nessuno ricordalo!
L'unico essere in grado di salvarti sei tu stesso! Sei
libero di morire, è una buona via di fuga. Nel caso tu
morissi le cose rimarrebbero immutate. Se invece
decidessi di vivere qualcosa potrebbe cambiare."
(Genjo Sanzo, Saiyuki)
"Ma non potrò mai dimenticare quella scena...perchè era
talmente bella da sembrare un sogno. Io ancora non credevo fosse morto...perché
allora lui...come quando lo conobbi...si dimostrava orgoglioso e arrogante
...conquistava con il suo fascino malvagio e divino tutti coloro che si
trovavano attorno a lui...anche allora, come quando andava a Londra, alle
feste...come se nulla fosse...sorrideva con eleganza."
(Cleador, God
Child)
"Un uomo che non riesce mantenere i suoi ideali è
patetico, vivo o morto."
(Hajime Saito,
Rurouni Kenshin)
"Noi cerchiamo e cerchiamo...senza mai arrenderci, continuiamo a sperare di
trovarne almeno uno...ma quando crediamo di averlo incontrato, a casa sua c'è
già un'altra...e quando finalmente lo troviamo...improvvisamente non ci piace
più. Perchè eravamo più felici quando lo stavamo cercando. Questa è la nostra
Happy Mania."
(Fuku, Happy Mania)
"Come una luna calante
consumato dalle tenebre
sono impallidite queste mie labbra.
Cosa posso cantare?
Cosa posso cantare?
Dopo averti persa
ed eri tu il mio sole."
(Adam, Ultimi raggi di luna)
stronzate dell'ultim'ora
-Coming soon
whishlist dell'anno
Desideri materiali...
Il portatile. Un cellulare meno caccoso. Un pouf per la stanza. Il quarto libro
di Cristopher Paolini. Che Martin si sbrighi con A dance with dragons.
Tanti, troppi libri da scrivere qui.
...e un po' meno (seh!):
Togliermi i
chiummi universitari che si frappongono tra me e la laurea: Letteratura Spagnola
I, Letteratura Spagnola II, Letteratura Spagnola III, Letteratura Inglese III,
Filologia Germanica, Letteratura Italiana.
Rivedere mia moglie.
Lucca (III), in cosplay. Andare in Giappone.
amici
Pezzi di clacca
(Clacli's blog)
The sun and the moon
(Nacochan's blog)
Bad behaved musician
(BlackMoody's blog)
COUR
SECRETE DE LAURIER
(BlackMoody's blog dei regali consigli)
Love or Dead
(Hisoka's blog)
DayDream
(Melchan's blog)
In my mind
(Matrioska's blog)
Quietly Singing ~ Deathly Listening
(Syaoran's blog)
[LION]
(Gaspare's blog)
PAROLE DI NESSUNO
(Carmen's Blog)
SCHIZOFRENIA
LATENTE
(Carmen's Strip BLog)
Links utili
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(le mie
fanfiction)
YouTube
(i miei AMV)
SAKURAPAGE
(raccolta di recensioni)
The skamarch kindgom
(Il regno dello SKamarcio - ovviamente non l'attore)
FASTIDIOUS
(forum di critica)
FASTIDIOUS
(blog di critica)
viaggiatori verso ovest
Crediti
