
01-06-2008

Mm è stato un compleanno grazioso xD
L’anno scorso la festa a sorpresa, quest’anno un sacco di regali…
Ventun anni, già già. E, palle, ieri non so quanto si sia sprecata la
battuta ‘Sei fatta vecchia!’, anche da gente che di anni ne ha più. Angela,
tra tutti, è stata rimbeccata a tal proposito dalla madre, che mi ha detto:
‘per essere vecchia ne avrai di tempo’.
Venerdì sera ho dormito da Pè. A mezzanotte mi sono arrivati gli auguri di
Fratè Gas ed Ema, e ovviamente, appena chiuso il telefono, me li ha fatti Pè che
era sul letto con me. Mia madre avrebbe voluto chiamarmi alle cinque meno
dieci –sono nata a quest’ora-, ha detto, ma per fortuna non l’ha fatto. Non
so quanto sarei stata felice di ricevere gli auguri nel pieno del sonno.
Alle sette e qualcosa è arrivato il messaggio di Carmen.
Alle undici io e Pè siamo andati a casa mia per il pranzo con i miei
(abbuffante, e ho idea che questo week-end di ciccia non sia ancora finito),
verso le tre mi ha chiamata Moglie (*_*), poi io sono andata da Angela. Dopo
aver aiutato Marco a scegliere un regalo per Linda, ho accompagnato Michele
al Giardino Inglese, dove suonava un suo collega con il gruppo…c’era anche
il gruppo di un amico di Marco, con cui ho giocato a D&D, tutti vestiti da
Pirati dei Caraibi, ma sfortunatamente non abbiamo fatto in tempo a sentirli.
Peccato, perché sono bravissimi (soprattutto lui, che suona il violino), li
abbiamo beccati al centro un paio di mesi fa e hanno suonato musica celtica.
La disorganizzazione è sempre quel che è, complice il fatto che Linda ha
voluto fare una sorpresa a Marco scendendo a Palermo questo week-end, e
quindi qualcuno doveva andare a prenderla all’aeroporto, coperto da scuse
su scuse. Nulla mi vieterà di credere che Marco già sapesse tutto e abbia
semplicemente fatto finta di essere sorpreso (troppe ‘coincidenze’),
inutilizzando quindi tutti i nostri sforzi, ma pazienza.
Il risultato è stato che abbiamo cenato alle dieci passate, in quattro.
Alcuni erano al lavoro, altri hanno cenato a casa, altri erano per l’appunto
all’aeroporto, ergo ci siamo riuniti più o meno tutti solo a mezzanotte e
mezza. Mancavano tre persone di cui mi spiace che non si siano fatte
sentire, ma pazienza. Abbiamo stappato il fragolino e poi io e Fratè Gas,
lui con dieci giorni di ritardo, abbiamo aperto i regali.
Pè mi ha regalato una canotta di Jack Skeleton bellissima, e I Talismani
di Shannara di Terry Brooks. Piccioloooo, mi hanno detto che non sapeva
più a chi rivolgersi per capire cosa regalarmi **


Gli altri mi hanno preso uno yukata con motivo floreale stupendo, un
servizietto da tè con teiera schiacciata e due bicchieri, e un poco
misterioso terzo regalo:
Angela: ‘Simo, Luca ha dimenticato l’altro regalo tuo a casa…’
Marco (pochi minuti dopo): ‘Simo ti è piaciuto lo specchio?’
Angela: ‘Ma allora sei cretino!!! L’ho detto davanti a te che Luca aveva
dimenticato a casa quello che aveva lui!’
Io: …
Poi beh, mia nonna mi ha mandato un po’ di soldini come sempre, i miei mi
hanno regalato il Nokia 5300…
E io mi sono fatta un regalo un po’ particolare, che in realtà ha pagato mia
madre.
Beh, mi sono tinta i capelli di rosso.
Sì, lo so che li avevo tinti di rosso due mesi fa, ma stavolta sono molto
–molto- rossi, direi della stessa tonalità di Gojyo nel Reload.
Osservate:

Sì, cioè, mia madre mi stava buttando
fuori di casa. Ma è carino, ne?
A parte gli amici 'reali', ho ricevuto tantissimi auguri sul forum Smo ^^
non me l'aspettavo! E Mele ha addirittura pubblicato una fanfiction che mi
ha dedicato...Mele, se leggi il blog prima che ci sentiamo...se ci sono
problemi con il link fammelo sapere e lo rimuovo subito, ok? ^^ Grazie
ancora, tantissimo!
Nijuuichi
Insomma, un bel compleanno. Oggi invece sono di comunione == mio cugino. E
se manco, mia zia mi ammazza -non vedo né lei né gli altri da mesi, ormai.
E domani si studia.
Il 3 Giugno ho Inglese III e Spagnolo III che, se tutto andrà bene, saranno
gli ultimi esami di lingua per questa triennale. Uno è alle 8 del mattino a
l'altro alle 14 del pomeriggio. Se ci unite il caldo, ho idea che ci sarà da
impazzire.
E ora torno a guardare Everwood, uno dei soliti telefilm melensi che
tutti dicono di non guardare o di guardare solo quando capita, e invece lo
seguono tutti. Almeno, qui in famiglia ad ammettere di seguirlo è solo mia
madre.
Ora, se mio fratello la smette di fare esperimenti col suo nuovo modem -che
ha comprato in vista dell'X Box 360-, pubblico questo post.
Vi metto qui una mia foto in kimono (mi piace tantissimo!**) prima di
chiudere...

26-05-2008

Figo, tra cinque
giorni è il mio compleanno.
L'anno scorso, in occasione di tale evento, mi saltò fuori un nostalgico e
drammatico post che molti interpretarono come le ultime volontà di
un'aspirante suicida.
Quest'anno mi è uscito qualcosa di simile, ma sono riuscita a trasformarlo
in una cosa meno depressa, forse perchè sono più stressata ma meno triste
dell'anno passato, tutto sommato.
Il maschio che mi fa dannare c'è sempre, ma almeno stavolta non è prevista
una sua partenza verso lidi lontani. E comunque ho imparato dalle mie
esperienze.
Insomma.
In realtà non è poi così figo, che faccia il compleanno.
Quando avevo quindici, sedici anni, fremevo a ogni
compleanno perché ero diventata più grande.
A dieci anni ne volevo quattordici perché avrei potuto
iniziare a truccarmi. [in compenso adesso mi trucco pochissimo perchè mi
secca perdere tempo]
A quattordici mi truccavo, ma ne volevo sedici perché
non ero sviluppata e i ragazzini non mi si filavano. [beata ingenuità,
quanto si sta bene senza uomini...]
A sedici ero sviluppata e i ragazzi avevano iniziato a
notarmi, ma ne volevo diciotto perché non uscivo quasi mai la sera. [eh
beh...]
A diciotto uscivo la sera quanto mi pareva, ma ne
volevo venti perché mi sentivo ancora troppo piccola per certe cose.
[ovviamente]
A venti mi ero già innamorata, avevo fatto l’amore,
avevo preso la patente, mi ero ubriacata almeno una volta, avevo provato
almeno uno spinello, avevo trovato e perso tanti amici. [cose che al giorno
d'oggi anche una quattordicenne ha provato, insomma]
Adesso ne ho quasi ventuno, e improvvisamente quel treno, che prima mi
appariva così lento, sembra volare; e vorrei che rallentasse.
Si vuole sempre troppo dalla vita.
Dicono che gli anni della giovinezza vanno via troppo
presto. A me sono sembrati un’eternità, e vorrei che continuassero a
sembrarmi tali.
Facciamo un po’ il punto della situazione dal Maggio dell'anno scorso:
Alessio è partito.
Sono stata mesi a litigare con Alessio, e sono caduta in depressione.
Ci siamo lasciati una prima volta.
Ci siamo messi insieme una settimana dopo.
Marco e Alessio stavano per prendersi a legnate.
Io e Alessio ci siamo lasciati definitivamente prima di Natale.
Ho visto due volte moglie, la scorsa estate (è venuta da me per due
settimane) e a Lucca.
Ho conosciuto un fottio di persone: Daniela, Aldo, Dario, Marco, Gaspare,
Carmen, Luca, Giovanni, Giuseppe, Claudio, giusto per citarne alcuni. Alcuni
sono pressoché scomparsi dalla mia (nostra) vita, ma la maggior parte sono
vivi e vegeti.
Ho aperto la macchina di due tizi pensando fosse quella di Gaspare e mi ci
sono infilata dentro.
Sono stata a Lucca:
- Ho incontrato Fuyumi Souryo;
- Ho incontrato Licia Troisi;
- Ho incontrato un casino di gente di Palermo che nemmeno sapevo fosse lì;
- Ho offerto un cicchetto di Talea a ogni matricola di Pisa che veniva a
chiedere soldi per la festa delle matricole;
- Ho incontrato un sacco di gente dello Smo;
- Ho visto finalmente la torre di Pisa!
Ho sferruzzato una sciarpa.
Durante un diluvio universale ho buttato sette pizze nel canale di scolo
fangoso del marciapiede, poi le abbiamo messe nel forno e mangiate.
Ho scambiato da dietro la madre di Sonia per Sonia e le ho fatto il
solletico nei fianchi.
Ho fanculizzato Giorgia.
Mi hanno offerto uno spinello che probabilmente conteneva Metadone senza che
io lo sapessi e sono collassata.
Ho promesso di non fumare più spinelli e per adesso ci sono riuscita.
Patti mi ha stracciato un tanga per farmi lo sparticulo.
Ho battuto la testa contro una panca di cemento, uccidendomi l’ultimo
neurone.
Sono stata a Londra:
- Ho dormito in un lurido ostello;
- Ho mangiato porcate su porcate;
- Ho urlato bestemmie e parolacce, salvo scoprire che c’erano italiani nei
dintorni;
- Ho rischiato di perdermi in un bagno che si estendeva nelle profondità
della terra;
- Ho rimorchiato/mi ha rimorchiato un argentino in una discoteca costruita
dentro una chiesa sconsacrata;
- Ho incontrato decine di gay;
- Eccetera (vedi post sulle Cento cose imparate a Londra).
Ho giocato e finito Kingdom Hearts II.
Mi sono iscritta a Badoo per scherzo e invece ci ho conosciuto il mio
attuale ragazzo.
Ho dato quattro materie.
Ho rischiato almeno tre incidenti stradali.
Ho viaggiato due volte nel minuscolo portabagagli di una Panda.
Sono stata fanculizzata da Alessandro…ops, Delusione.
Il 90% dei ragazzi che ho conosciuto erano gay.
Sono defunti almeno tre personaggi di manga/anime che adoravo, tra cui,
recentemente, Kenren Taisho di Saiyuki Gaiden.
Ho perso 0.75 diottrie per occhio.
Ho scampato almeno un paio di risse.
Ho conosciuto un simpatico delinquente cocainomane che ha minacciato di
farci un fermo.
Ho preso due multe sull’autobus, una ancora da pagare.
Ho conosciuto Giuseppe su Badoo e l’ho incontrato per un caffé.
Ho iniziato a frequentare Giuseppe, ci pizzichiamo ogni giorno e rischiamo
di lasciarci ogni tre, ma contro ogni rigor di logica stiamo insieme da
quasi tre mesi.
Un poliziotto ha bussato al vetro della macchina in cui stavo pomiciando e
mi ha detto: ‘Signorina, si vesta. Spostate la macchina, che c’è vento e
sono già caduti due alberi’.
Non ho trovato neanche un lavoro.
Ho cambiato colore di capelli, e ne ho portato una ciocca a Raffaele come
prima rata della parrucca che gli avevo promesso.
Io e Marco abbiamo litigato e ci siamo fanculizzati un numero imprecisato di
volte.
Abbiamo designato lo Cha, una sala da tè, come nostra seconda casa.
Berlusconi è salito al governo.
Eccetera. Sicuramente molte cose mi saranno sfuggite, ma non importa.
Probabilmente anche l'anno prossimo avrò un mucchio di cose da raccontare.
Accidenti.
18-05-2008
Di questo post non fregherà niente alla maggior parte delle persone che frequentano questo blog. Poco m'importa.
Questo intervento è dedicato a un personaggio che ha accompagnato gli ultimi cinque anni della mia vita, che ha regalato tante emozioni a tutte noi fan di Saiyuki, o meglio, di Saiyuki Gaiden, e che ci ha lasciato nel modo peggiore possibile.
Non prendetelo come uno sfogo da
fangirl.
E' solo una piccola commemorazione per un personaggio a cui
sono molto affezionata.
~Kenren Taisho, Addio.~
Fiorisci e fiorisci.
08-05-2008

Detto di no ad un’offerta di lavoro.
Quattro ore al giorno, tutti i giorni, rallenterebbero ulteriormente la mia
carriera universitaria che già procede come un obeso su un monopattino.
Ero già decisa a rifiutare, quando stamattina ho preso per scherzo, appena
sveglia, un mazzo di tarocchi.
Prendo la prima carta che mi capita chiedendomi se mi convenga davvero
rifiutare.
La carta dello studio.
Ho tirato il mazzo per aria con un sonoro ‘mavaffanculo’.
I tarocchi, nel mio caso, hanno sempre l’utilissima funzione di sottolineare
quel ch’è già ovvio.
Mai che mi dicano ‘ci saranno tanti soldi nella tua vita’, ‘troverai uno
splendido e ricco marito che lavora ad Hollywood’, ‘camperai fino a cent’anni’.
E la carta della morte è sempre con me. Chiunque mi legga le carte, compresa
me medesima, con qualunque domanda, c’è sempre la carta della morte. Che,
ricordiamolo, indica il cambiamento.
Bella forza. I cambiamenti ci sono sempre, nella vita.
Ho idea che il vero scagazzo mi toccherà quando tirerò fuori la carta della
morte dal mazzo che uso di solito perché non ha la carta della morte.
Visto che siamo in tema di cose spiritiche
(che coltivo quando non ho un cazzo da fare), vi dirò che il primo di maggio
abbiamo fatto una scampagnata fino a Erice per festeggiare Beltane, la festa
della fertilità, dell’amore, eccetera. Gli esperti hanno montato un altarino
per la dea, con spighe, fiori, statuette, coltelli sacrificali, poi abbiamo
sgozzato un capretto per offrirne il sangue.
No, non è vero.
Abbiamo suonato, cantato e danzato.
E uno degli officianti ha detto di mettere sull’altarino ciò che
desideravamo energizzare.
Ci ho messo delle monete e la mia tessera Postepay. Spero che il messaggio
sia chiaro.
Mo’ aspettiamo i frutti.
*\_L’elenco
delle prime cose che vorrei acquistare se avessi i soldi_/*
- Un pc portatile. Uno qualsiasi, chissene,
basta che funzioni. E che non ci sia Windows Vista, magari.
- Un telefonino nuovo, modello non troppo
aggiornato, ma forse questo me lo regalano i miei per il compleanno (il 31
maggio! Mi sento sempre più vecchia…). I miei telefonini sono del ‘15-’18.
In realtà non ci faccio un cazzo, io, con il telefonino. E’ sempre senza
soldi e lo uso semplicemente per ricevere chiamate da chi li ha.
- Un
pouf.
Io sono innamorata dei pouf, amo i pouf e voglio che nella mia stanza ci sia
un pouf con sopra la perenne forma del mio culone.
- Un paio di
Converse.
Sì, lo so che queste potrei chiederle ai miei, ma voglio comprarmele
da sola con i soldi che non ho. E le voglio così.
Alura. Vi sembrava che avessi smesso di sparare cazzate, eh? Ci avete
creduto?
No. Ringraziate Mel che mi ha
passato la patata bollente per questo gioco. E io non lo taggo a nessuno
perché tanto nessuno accetta mai xD
Sorbitevi un’altro centinaio di righe di post.
~Il gioco delle 6 domande~
Regolamento:
* Indicare il link di chi vi ha coinvolti;
* Inserire il regolamento del gioco sul blog;
* Citare 6 cose che vi piace fare;
* Coinvolgere altre 6 persone;
* Comunicare l'invito sul loro blog;
1- Il cazzeggio con gli amici.
Credo che mi capirete, perché non penso che il mio blog venga frequentato da
discotecari e/o ubriaconi incalliti, né aficionados de la movida, ma io a
ciò che si fa premetto la compagnia.
Certo, a volte mi scoccia stare a non far niente sul marciapiede. Mi è
scocciato anche l’Exit, veramente. Però, in genere, preferisco un film a
casa, una passeggiata, tre ore in sala da tè o quattro a sbevazzare, il
tutto con gli amici, a una discoteca o comunque una serata ‘in’ con gente
stupida.
E vi assicuro che le nostre serate non mancano di suspence. Possiamo vantare
una rissa, una persona quasi finita in coma etilico per aver bevuto senza
dirci che era astemia, un tipo che dopo essersi tirato di cocaina ha
minacciato di rapinarci, eccetera.
2- Leggere. E i libri (non confondiamo le due cose).
Ho imparato a leggere che avevo poco più di quattro anni, e per lustri non è
passata settimana che non avessi in saccoccia il Topolino del mercoledì (dal
nonno) e il Giornalino del giovedì (da papà). I libri, dite? No, quella è
una storia un po’ complicata. Fatto sta che per anni mi hanno propinato i
libri per ragazzini/e: Piccole Donne, L’isola del tesoro, La capanna dello
zio Tom, Cuore, eccetera. Libri che iniziavo con tanti buoni propositi, e
puntualmente rimettevo a posto dopo poche pagine. Due palle pazzesche. Mi
piaceva toccarli, i libri, cercarli, scoprirli: il nonno aveva un ‘rifugio
segreto’, un ex letto a ponte adibito a libreria nascosta, che ho scoperto
intorno agli otto anni. Un mondo! Decine di Classici Disney degli anni
‘Sessanta, libri antichi su libri antichi, mi divertivo a frugare per ore lì
dentro.
Mi piacevano, sì, da sfogliare, da guardare e da annusare. Ma non mi sono
mai azzardata a leggerli, i titoli erano incomprensibili (quelli per adulti)
o noiosi (quelli per ragazzi).
Finché non è arrivato lui, il Re.
Avevo forse undici, dodici anni, e mi capitò tra le mani Pet Sematary
di Stephen King. Lo lessi in quattro giorni e fu amore a prima vista.
Da lì, credo, iniziò il mio amore per la lettura. Adesso ho i miei bravi
ventun’anni, e la mia discreta media di cinquanta libri letti all’anno.
Naturalmente non mi sono fermata a Stephen King: sono passata dall’horror ai
classici, finché, a quindici anni, non scopersi il fantasy con Il signore
degli anelli.
Oggigiorno leggo più o meno di tutto, direi. E, ovviamente, anche i manga:
non è una novità.
3 – Stare al pc.
Msn, badoo, anobii,
smo, efp…non importa, stare al pc è per me sempre e comunque una droga. Ho
sempre qualcosa da vedere, sempre qualcosa da fare, sempre qualcosa da dire.
Dopo pranzo non riesco a fare nulla, solitamente: beh, piuttosto che dormire
preferisco stare al pc a sentire musica, vedere un film, o chattare.
Devo andare a studiare? ‘Sì, alle quattro inizio’. ‘Ops, che peccato, si
sono fatte le quattro e cinque…dai, ormai inizio a e mezza’. ‘Sono le
quattro e trentuno…ormai inizio alle cinque meno un quarto’…e così se ne va
via un pomeriggio. Sostanzialmente senza fare quasi nulla.
4 – Riguardare vecchie foto e
video.
Lo so che è da vecchi bacucchi…ma impazzisco per le foto. Anche se ricordano
persone con cui ho troncato, eventi spiacevoli, date da dimenticare,
chissene. Le foto sono meravigliose, fissano un momento, un’emozione, un
sorriso. Le guardi e pensi che quella persona non la frequenti più, ma
quella foto non lo sa: in quel momento ti era amica, era felice di essere
con te, e sorrideva.
E’ bello guardarle e ricordare, ridere, sorridere con nostalgia, sospirare.
5 –
(*iniziano a mancarle le idee*…per forza sei, vero? Di meno
no?) Stare a letto.
Dormire, pensare,
sognare, anche farci quel che in questo momento state pensando, malpensanti,
ok, avevate ragione.
Amo il letto, io. Amo dormire, amo starci coricata con un amico/a parlando
di nulla, amo starci con il mio ragazzo ore intere, amo guardarci un film,
amo leggerci. Se mi chiedete qual è la parte più indispensabile della mia
casa, vi ho appena risposto.
6 –
(e finalmente siamo all’ultima)
Scrivere.
Non so perché l’ho
messo in fondo, in realtà. Forse perché è una cosa che mi piace fare quando
mi riesce. La verità è che succede molto di rado che butti giù due righe
sensate e magari utili.
Scrivo fanfiction da un po’, e non è una novità. Mi piace rileggere quando
ho scritto qualcosa che mi soddisfa, mi piace pubblicare quando quel
qualcosa che mi soddisfa è sensato, ciò che mi piacerebbe fare è scrivere
qualcosa di un po’ più impegnativo.
Un racconto originale, per esempio.
Ma le idee non vengono. Ho la sensazione che ci siano, ma non riesco a dar
loro forma.
Per adesso mi limito alle fanfiction, augh.
Mi è venuto in mente che magari
Carmen e
clacca potrebbero gradire.
Magari lo taggo a loro.
E mo’ vi parlo di…
No, ora vi lascio in pace sul serio. Adiòs a tutti.
28-04-2008

Una guerra, ‘sto 25 aprile xD
No, sul serio.
Punto primo, come non mi stancherò mai di
ripetere, l’organizzazione ha del sublime nella sua non esistenza.
E tuttavia devo dire che stavolta non ha presentato gravi problemi logistici: soldi
avuti in tempo, macchine trovate in tempo, spesa fatta in tempo e casa
trovata in tempo (poi abbiamo cambiato
programma altre due volte, ma sempre in tempo). Qualche casino per quanto
riguarda gli orari, forse, ma nulla di insolubile.
E dunque, ci siamo messi in macchina alle nove (che poi sono ovviamente
diventate prima le nove e mezza e poi le dieci, almeno stavolta per mio
personale vanto e sfizio), io, Peppe, i Pat, Gas, Raffaele, Ema, Claudio e
Angela; destinazione: Altofonte, per recuperare Cammela, con la quale ci
siamo poi recati nel suo villico appezzamento. Inutile dire quanta carne è
stata arrostita, quanta birra bevuta, quante stronzate fatte e dette.
Scopone, fuoco, Monopoli della Disney, alberi su cui arrampicarsi, sacchi a
pelo e tavoli spostati alla ricerca del fugace sole. Ah, e battaglie a suon
di clacson contro i villici della casa accanto, che hanno rischiato di
uccidere a pallonate i teneri virgulti di fave del nonno di Carmen. C’è chi
ha mangiato chili di carne, chi bevuto tanto Martini, chi si è arrampicato
sul tetto e chi è stato stracciato a Monopoli dopo alleanze varie e
tangentopoli.
Con Marco e Linda –arrivata da Roma- al seguito, siamo poi andati a casa di
Ema dove, dopo una cena a base di pasta al salmone, abbiamo naturalmente
iniziato a bere.
Devo dire che era da un po’ che non indugiavamo in giochi promiscui
sponsorizzati da Raffaele, ed era da un po’ che non bevevamo così tanto.
Fatto sta che, non dovendo guidare nessuno in quanto era preventivato che
dormissimo da Ema (accampati in dodici, faccio notare), tutti o quasi hanno
bevuto e, nonostante qualche reticenza iniziale, tutti o quasi hanno
accettato le penitenze più vergognose con le persone più vergognose, una
volta sotto l’effetto dell’alcool.
Penitenze decise prima di estrarre le carte, per evitare rancori personali:
ed ecco chi tira fuori la donna di denari o di coppe, ma anche il re di
spade o addirittura il cavallo (penitenza con l’uomo e la donna del seme in
questione).
Accolti nella cricca, dunque, Claudio e Peppe. Che noialtri fossimo
accollativi non era una novità, ma loro si sono rivelati una piacevole
sorpresa. Amo le persone che prendono la vita con ironia.
E dunque, immaginatevi mimi di atti sessuali, usando bottiglie [Cla’, ma te
lo devo insegnare io come si fa la bocca a pom*ino? Non sei convincente!],
morsi in posti strani, sgamate di variabile durata, Gaspare che batte al
porto con tanto di sottofondo di gabbiani, io che imito il cane Alastor
liberamente ispirato al libro vm18 della Santacroce, con un telecomando
infilato nei pantaloni, eccetera.
L’età media, tra parentesi, era di vent’anni Penso di più, forse, dovrei
farmi il conto.
Siamo dei bambinoni.
Com’è prevedibile, verso le cinque del mattino eravamo tutti a livelli
variabili di ‘allegria’. Da quello che non ha risentito dell’alcool, a
quello con la nausea, a quello che non si reggeva in piedi.
Personalmente, sono stata bene finché non ho avuto l'insana idea di andare a
fumare la decima sigaretta della giornata, che mi ha portato la pressione
sotto le scarpe: mi sono trovata coricata nel divano con Peppe dietro, senza potermi alzare.
- Simo, dai, mettetevi nei materassi a terra accanto a Linda e Marco, che
state più comodi…-
Ci trasciniamo in camera di Ema. Peccato che Marco e Linda, o meglio,
soprattutto Linda, si fossero fregati tre quarti del materasso che spettava
a noi, oltre al loro. Abbiamo dormito tre ore, malissimo, Peppe spiaccicato
contro il muro e io spiaccicata contro di lui, mentre Linda si estendeva e
si buttava sopra di me. E il giorno dopo ha avuto il coraggio di dire: ‘Ecco
cos’era quella cosa così morbida su cui mi sono buttata!’.
Fatto colazione, e preso un po’ di sole nel giardinetto di Ema, siamo
tornati a casa col fermo proposito di non incontrarci mai più.
E naturalmente a cena ci siamo rivisti tutti, escluso Peppe Pat che tornava
al paese, da Raffaele, indi siamo andati a prendere il tè allo Cha. E
ovviamente loro (io ero con Peppe) si sono rivisti pure ieri per andare a
mare, e poi dopocena.
Ora sto riguardando foto e video. Se considerate che alcuni avevano bevuto
così tanto da non ricordarsi cosa avevano fatto prima di guardarli, capirete
che molti non usciranno mai dal mio pc.
...
Ci sono cose che fanno ridere, altre accapponare la pelle, altre...non so,
risvegliano la mia fantasia yaoi. E il fatto che queste ultime riguardino il
mio ragazzo e il mio ex, mi da' da pensare.
Uccidetemi...
Qui le foto che sfiorano
la pubblica decenza...
18-04-2008

*canticching la musichetta di Xena*
Mh, sì, d’accordo, aggiornamento.
Perché il blog ogni tanto va aggiornato, è la regola.
Son cazzi, però, perché non ho la minima idea di che cosa scrivere, oggi.
Perché questo blog diventa sempre più pieno di cazzate?.
Quelli erano dovuti alla depressione. Dato che fortunosamente ne sono
uscita, non li rimpiango affatto.
Dove sono finiti i bei post seri di una volta?
No, cancella
Ebbene sì. In primavera sono sempre contenta, da qualche anno a questa
parte. Mia madre dice che sono gli ormoni, che ogni anno tra febbraio e
marzo mi trovo il ragazzo, che d’estate si litiga e d’autunno ci si lascia.
Mi ha consigliato di provare a cambiare mese, magari trovarmelo d’inverno,
così magari va meglio.
Ecco, a tal proposito! Ho una madre che ha una splendida opinione di me:
intanto ha preso l’abitudine di rimarcare il discorso del calendario.
Per chi non lo sapesse, mia madre è convinta che nel corso della mia
esistenza troverò tanti ragazzi da esaurire i nomi sul calendario. Il mese
scorso, quando ha annusato il nome di Giuseppe, è andata a prendere il
calendario sul serio e, fingendo di sfogliarlo, ha esclamato: ‘Ahhh, la G ci
mancava!’.
Inoltre, ieri, ha esordito con un discorso che naturalmente qualunque madre
farebbe alla propria figlia:
“Ma tu non è che questo qui ce l’hai come chiodo scaccia chiodo, vero? Cioè,
ti ci sei messa per passare il tempo e dimenticare Alessio…non mi va che con
la tua stronzaggine faccia stare male i ragazzi…se ti serve come passatempo,
fai una cosa: trovatene uno stronzo come te e vi fate le vostre cose, almeno
non ci resta male”.
Ovviamente la mia espressione era più o meno questa: °_°
Punto 1, quell’inneggio al sesso occasionale non mi sembra un discorso
tipicamente materno. Punto 2, mi chiedo se mia madre abbia coscienza di come
davvero sia una sgualdrina e se la identifichi con me.
Sono tuttora perplessa sul grado di serietà del suo discorso. Cioè, dai, mi
auguro che cercasse solo di fare la mamma moderna.
L’ultima risale a ieri.
“Non c’è niente da fare, le donne sono masochiste. Vogliono gli uomini che
le fanno stare male e che le maltrattano. Guarda te: i ragazzi che ti
servivano e riverivano – a quel punto mi sono grattata
vistosamente la testa chiedendomi in quali cartoni animati li avesse mai
visti – ti hanno annoiato dopo un po’, quell’altro a Carrara, invece,
ti aveva in pugno! Poteva fare quello che cavolo voleva e a te andava bene!”
E lì a darsi a pappardelle incredibili °_°
Satana sodomizzatore, perché sono finita a parlare di mia madre? ò_ò La
mancanza di argomenti intelligenti su cui disquisire non mi autorizza a
sceglierne uno così idiota!
Ho cambiato font, come vedete. Non so nemmeno bene io perchè: oggi mi sono
messa a scrivere sul blog con solito Century Gothic, e mi sono accorta che
non ne capivo più un cazzo (bonjour finesse, in questo periodo mi
sento veramente un animale. Senza apostrofo.), quindi mi sono incacchiata e
ho deciso di cambiare il carattere. Magari prima o poi rimetterò il vecchio
Century, anzi, lo metto nella colonna di sinistra, che quel Tahoma mi ha
dato pure alla testa. Rivoluzioniamo.
Di che parliamo adesso?
Ma sì, parliamo di quella cosa che si trova tra l'elenco di cose che odio.
La politica!
Ha scritto la poetessa Szymborska:
"Siamo figli dell'epoca,
l'epoca è politica.
Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.
Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.
Ciò di cui parli una risonanza,
ciò di cui taci una valenza
in un modo o nell'altro politica.
Perfino per campi, per boschi
fai passi politici su uno sfondo politico.
Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi sul tema.
Problema politico.
Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materi5le riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a uno rotondo o quadrato.
Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano e i campi inselvatichivano
come nelle epoche remote
e meno politiche."
[Szymborska, Figli dell'epoca, da Gente
sul ponte]
Prima o poi qualche poesia della Szymborska, scoperta per caso su un
volantino mentre passeggiavo in facoltà riluttante ad andare alla lezione di
spagnolo, dovevo metterla. E dato che il nano malefico è tornato, e se non
gli viene un colpo apoplettico dovremo tenercelo tra le palle per i prossimi
cinque anni, ne ho scelta una sulla politica, io, l'apolitica per
eccellenza.
Sì, insomma, io ho votato per la sinistra, alla fine, anche se non avevo
intenzione di votare affatto causa, per l'appunto, ritrosia nell'impegnarmi
in una qualsiasi delle due direzioni. Non è ignavia, la mia. E' proprio che
ne ho piene le palle dei politici, tutti. Certo, qualcuno mi sta un po' più
sui coglioni degli altri (tipo quelli della Lega Nord, che secondo me
meriterebbero il rogo più del Berlusca: credo di non aver mai visto tanto
razzismo da quando ho studiato Hitler alle medie), ma in generale mi manda
in bestia quell'ovvio passaggio tra 'riforme verso cui mi mostro favorevole'
a 'politici che dovrebbero realizzarle'.
Ho votato sinistra per alcune ragioni: perchè sono favorevole ai Dico,
perchè sono favorevole alla scuola pubblica, perchè dico NO alle truppe in
Iraq, eccetera. Ma in realtà ultimamente mi oriento sempre più verso
l'anarchia.
La Szymborska, in quella poesia, ha espresso una verità scomoda.
Qualunque parola idea uscire dalla mia bocca, sarà etichettata con una delle
due direzioni che governano il mondo.
Etichette, non contenuti!
Ecco. Ho dato una parvenza di sensatezza a questo intervento. A questo
punto, mi sa che posso anche chiudere. Torno a leggere Calvino.
E citando il mio nick su msn...
May the force be with us...ora che è tornato il nano malefico!
05-04-2008

Bof, è un periodo un po’ strano.
Sì, cioè, sono contenta e mi sento immersa in una nuvola di
vita alla giornata, non so se mi spiego. Non va
malaccio, anzi, si può dire che vada discretamente bene, ma certi momenti mi
prende una sensazione di completa inutilità, per diversi motivi.
L’università va. Non sto andando come un treno, direi che è più una
passeggiata a piedi con tanto di soste per rimirare il panorama, ma va. Io
sono del partito ‘chi va sano va piano e va lontano’,
ma non credo che i miei genitori siano tanto d’accordo.
Ça va bien, in ogni caso.
Soldi non ce ne stanno. Non so se è colpa mia che non mi metto a girare in
bicicletta scaraventando curriculum ovunque come se fossero i giornali del
mattino, se della Sicilia che lavoro non ce ne sta per nessuno che non sia
circondato da persone pronte a prenderlo a calci in culo in senso positivo,
se di boh. Non ce n’è e stop. E la libreria di manga piange.
Anzi, la settimana scorsa ne ho preso qualcuno. Ho paura che, continuando
così, perderò ogni stimolo, e quello sarà il momento in cui mi getterò dalla
finestra della mia stanza con una pietra al collo (no, quello si fa per i
ponti, forse).
Leggo. Non i libri che vorrei, perchè soldi non ce ne stanno, come già
detto, ma leggo. Prendo quello che trovo a casa, quello che mi faccio
prestare, mi basta leggere. Vorrei
Il Conte di Montecristo.
Ne ho trovata una versione economica alla Mondadori, ma è scritta in maniera
minuscola e i miei occhi non sono il massimo, grazie alla lettura
implacabile di libri analoghi.
Ho idea che la prenderò ugualmente.
Ma sì, dai, andiamolo a prendere. E' da almeno un anno che spasimo per
leggere Il Conte di Montecristo, e mi piego a qualsiasi compromesso. Anche
perchè non ho ancora trovato un povero folle che abbia nella sua libreria
questo classico francese in due tomi da un migliaio di pagine, che possa
prestarmelo.
Ah, sto frequentando una persona. Questo intendevo parlando di
vita alla giornata, perchè non so nemmeno bene
che tipo di rapporto si sia instaurato. Mi sembra di essere totalmente agli
antipodi rispetto a lui, ed è una cosa che trovo divertente, perchè finora
non ho mai frequentato persone dal carattere così diverso dal mio. Il
naturale risultato è che ci pizzichiamo dalla mattina alla sera, però buh,
credo che stiamo bene insieme, almeno da parte mia, e non parliamo mai di
quello che è o di quello che sarà. Forse, dopo gli ultimi trascorsi, mi
serviva una simile 'relazione'. Non è solo un rapporto fisico, eppure non
stiamo insieme. E' una sorta di via di mezzo, direi, perchè non c'è nemmeno
quel 'tu fai come vuoi e io faccio come voglio e non ci rompiamo le palle a
vicenda'.
Bof
-'sto bof da quando l'ho letto in un dialogo in francese mi è rimasto in
gola, tra un po' comincerò a dire pure 'ouis ouis' -, per ora mi sta bene
così.
Per il resto, con gli amici tutto ok. Il casino a cui accennavo nello scorso
intervento non si è ancora risolto, ma con quella persona ho ripreso a
parlarci più o meno normalmente. Non che la consideri una faccenda chiusa,
attenzione: tant'è vero che attualmente non so come comportarmi. Bah. E, a
proposito, vi riporto più o meno una scena che si è tenuta nel reparto
Telefonia fissa di Max Living:
Gaspare (indeciso con due cordless della
Panasonic in mano): Mm non so quale prendere...questo costa 15 euro e questo
20...ma questo può memorizzare 50 numeri in rubrica...e poi si illumina il
display? E poi quello da 20 euro è più bello.
Simo: Gaspare, col telefono ci devi telefonare,
che te ne frega dell'aspetto?
Signora con marito e bambina (e anche lei
indecisa con i due cordless in mano): No, ma il ragazzo ha ragione...anche
quelle sono importanti...*nome del marito*, tu che ne dici, quale prendo?
Marito della signora: ...ma non so, fa' tu...
Gaspare: Ecco, vedi, la signora mi da' ragione!
E' vero che quello da 20 euro è meglio?
Signora: Sì sì, ma poi guarda, c'è
l'identificativo chiamante!
Simo (legge la scatola di quello da 15 euro):
Anche qui...Gaspare, ti decidi o no?
Gaspare: Ma aspetta! Ma questo ha la base
troppo grande! Quella del mio è piccolissima!
Simo: Ma che te ne frega della base?
Signora: Ha ragione, la base è enorme!
Gaspare: Aspetta, guardo gli altri...questo è
carino...
Simo: E costa 40 euro.
Signora: *nome del marito* che ne pensi di
questo?
Marito della signora: *nome della moglie*,
avevi scelto quello da 15 e ok, per soli cinque euro di differenza quello da
20 va bene...poi quello da 25...da 30...ma ora sono 40!
Simona: Gaspare, o ti decidi o lancio la
monetina e decido io per te.
Gaspare: Uffa... (prende cordless da 20 euro)
Simona: Oh, finalmente s'è deciso! Signora
arrivederci!
Signora (ancora coi cordless in mano): Beato
lui che ha deciso!
Simona (al marito): ...e buona fortuna a lei.
Marito: ...
Direi che è alquanto inquietante il fatto che le due fazioni fossero
Gaspare/Moglie nevrotica e Simona/Marito strafottente. Sto pericolosamente
diventando sempre più simile a quella tipologia di maschio da cui mi tengo
più alla larga, ossia quelli con due unici neuroni vaganti che ogni tanto si
incontrano e si tamponano. Ormai, praticamente, le uniche persone con cui
faccio pane sono i colleghi maschi (oltre a Giuliana), con cui mi do a
filosofiche disquisizioni sui doppi sensi delle parole francesi e inglesi, e
con cui scambio sguardi eloquenti mentre la professoressa parla del
femminismo.
Le colleghe ridono delle mie battute. Non so se perchè le trovino
divertenti, o perchè trovino divertente il fatto che sia così poco simile a
una ragazza, almeno in quanto a discorsi e personalità.
Non ho idea di cosa pensino le colleghe di me, in realtà. E in realtà
scoprirlo non è per me di vitale importanza. Dormo lo stesso, a dirla tutta.
E mi basta poter ridere con i ragazzi.
Stavo pensando che le mie amicizie femminili si sono notevolmente ridotte,
negli ultimi tempi. C'è Daniela, che è la mia metà, la mia zita xD la
pensiamo allo stesso modo, siamo esattamente
il camionista che
incontra lo scaricatore di porto e insieme vanno a bere in una sozza osteria.
Poi ci sono Angela, Ema e Carmen, ma Angela, nonostante la guida di me e Raffaele,
dopo quattro anni ancora si scandalizza di certe cose. Poi c'è la mia
adorata moglie, ma malauguratamente vive a Bari.
Oh. Se si eccettuano gli amici gay, ovviamente.
Il mondo etero è sempre più inesistente, e i suoi confini con la realtà gay
vanno facendosi sempre più labili e confusi.
Donne, mettetevi in
salvo finchè potete:
acchiappatene uno alla svelta, o datevi alle altre donne.
Au revoir, Simonà.
25-03-2008

Buah. Tutto sommato, delle vacanze di Pasqua divertenti, se si eccettua qualche problemino a cui non mi va più di accennare, causa fin troppa energia sprecata a pensarci, e causa la poca voglia di sentirmi dire che lancio frecciatine senza specificare a chi mi riferisco. Basta, discorso chiuso e amen. Que serà, serà.
Vediamo un po’ quel che è successo negli ultimi giorni. Ormai
in questo blog ci vengono in quattro gatti, ma pazienza xD servirà a me per
ricordare quel che ho fatto.
Ho iniziato a studiare francese, e, stranamente, mi piace,
mon dieu! Pare che non sarà difficile come
pensavo. Almeno, in confronto al russo, che ho abbandonato, per me seguire
francese è una passeggiata. Ma non parliamo troppo presto…mi sa che ho visto
ancora ben poco.
Letteratura inglese III è una buffonata.
Sono disgustata dal fatto che la professoressa abbia perso circa la metà
delle lezioni per spiegare le sorelle Bronte, una sconosciuta di nome
Gaskell, e più in generale i Women Studies, quando, nel periodo
otto-novecentesco, la letteratura inglese è un pullulare di mostri sacri
come Dickens, Joyce, Wilde, Doyle, Eliot, Lewis, Browning, etc a
piacimento. Mostri sacri che, pare, dovremo studiarci noi a casa, perché
sono troppo maschi per occuparcene in un corso che, a quanto pare, è
stato ribattezzato Il femminismo dall’epoca
vittoriana a oggi.
Porca miseria infame. L’ultima cosa che voglio fare è l’outsider
intellettuale, ma cose del genere mi fanno girare veramente le palle, una
volta tanto che mi interesso a qualcosa che studio e, diamine, le lingue e
la letteratura sono l’unica cosa che mi interessa tra le decine di materie
inutili del mio corso di laurea.
Domani inizio il seminario di letteratura ispano-americana. Speriamo in
bene…
Sabato, tralasciando ciò a cui accennavo all’inizio, è stata
una giornata distruttiva. La sera prima ero andata a letto alle cinque del
mattino, perché mi ero vista con Olimpia (xD), e mi sono alzata alle otto
per andare a fare la spesa di Pasquetta insieme a Gas, Carmen, Mg e Nico.
Quindi, tre ore al supermercato, di cui una e mezza davanti al bancone della
carne. Carne, sottolineiamo, comprata in quantità industriali: per otto
persone, infatti, sono stati comprati 4 kg di
salsiccia, 1 kg di puntine di maiale,
1 kg di spiedini e 1,5 kg
di stigghiole, oltre a porcherie varie quali patate, patatine,
eccetera. Arrivata a casa, casini d’ogni tipo che non mi va di ripetere qui,
a parte quello per il Lambrusco che ha del paradossalmente divertente: sono
stata infatti cazziata per aver preso tale tipo di vino, considerato
inadatto alla carne.
Comunque. Dovevo vedermi alle quattro con Michele, Alessia e altre in
fumetteria, perché la Deda era a Palermo e volevamo fare un giro con lei.
Alle quattro, con la pasta col tonno in gola che ballava con il caffé una
tarantella che entro poco sarebbe finita nel cesso sottoforma di vomito,
chiamo Michele per dirgli che ho avuto casini, sono sull’orlo di una crisi
di nervi, e non arriverò in fumetteria prima delle cinque. Michele mi
scambia per Deda, ma questa è una conversazione che troverete tra le
pirle di saggezza xD. In ogni caso, un po’
prima delle cinque sono arrivato in fumetteria, in cui, oltre a Michele e
Alessia, ho trovato Quis e la cla, e ovviamente la Deda.
E’ stato un pomeriggio divertente: siamo stati a passeggio per il centro,
mostrando a Deda la truzzaggine dei giovani palermitani in giro per il
Politeama, la grazia e armonia del traffico di via Libertà, l’educazione e
riservatezza della pittoresca popolazione di Palermo.
Ah, il folklore della mia regione…altro che le popolazioni boscimane.
Io e Michele, salutata la Deda e le altre, siamo andati a raggiungere la
truppa in fumetteria, cena insieme, poi alcuni sono andati in discoteca,
mentre io, Gas e Carmen siamo andati da Mg per una maratona di Uno che è
durata circa tre ore. Verso le due le teste ciondolavano, e le mani
continuavano a lanciare le carte in maniera del tutto meccanica. La serata è
stata movimentata in maniera del tutto negativa dall’arrivo dei tre che
erano andati in discoteca, ma anche qui mi vedo costretta a tagliare il
discorso.
La Pasqua è stata tediosa, in casa a non far nulla se non bestemmiare per i
casini del giorno prima che hanno continuato a non risolversi (e non sono
tuttora risolti). Gas e Nico sono venuti a casa mia di pomeriggio, il
secondo, presumo, per deliziarmi col dolce suono della sua ocarina, che
ovviamente il giorno dopo, dovendo trascorrere una giornata insieme, è
sparita in circostanze misteriose.
Uno degli otto designati per la pasquetta non è venuto causa febbre. Ema non
è venuta, Raff era occupato con i suoi colleghi, e Luca e Ang con i compagni
di quest’ultima. Dunque, a casa di Carmen, eravamo io, Gas, i due Pat, Mg e
Olimpia, che sono riuscita a convincere nonostante il clima non fosse
esattamente pasquale xD
A parte l’uragano in cui ci siamo ritrovati a dover arrostire (un paio di
baffi di sole sono usciti soltanto dopo le due,
quindi non abbiamo mangiato prima delle quattro), la casa che si è riempita
del fumo entrato da una finestrella sul cortile dimenticata aperta, il Pat
Giuseppe che ci provava con Olimpia, che è stato contrassegnato come
Terzo Pat, la brillaggine per tutto il
Limoncello che ho bevuto dopo la birra e il Lambrusco, è stata veramente una
bella giornata. Abbiamo giocato a Uno, Crack, Risiko (in cui si è costituito
il PATto d’Acciaio) e Taboo Disegni (una cosa impossibile!), ciarlato,
duellato con le spade, pianto per il fumo dell’improvvisatissimo fuocherello
negli occhi, mangiato tantissimo, fumato, bevuto di tutto. Flirt a parte xD
Bah. Torno a guardare Hunter x Hunter, rigorosamente non censurato, a
caricare foto sul mio account Photobucket, e a leggere Le Paludi di
Hesperia. Valerio Massimo Manfredi sta riuscendo a farmi imparare un po’
di storia, la qual cosa, conoscendomi, ha dell’incredibile. Chissà se ha
scritto dei libri di storia contemporanea? xD Mi servirebbero per quello che
certamente sarà l’ultimo esame che darò prima della laurea triennale.
Au revoir.
14-03-2008

Sì, dunque,
sono messa che canto idiozie.
Sono stata un pomeriggio a cantare, sono senza voce. Solitamente canto in
compagnia, in macchina o in mezzo alla strada, ma è la prima volta che mi
ritrovo senza voce dopo aver cantato sola e pazza in camera mia per tutto il
pomeriggio.
Sì, è il mio momento Disney, direi. Sarà stato Kingdom Hearts.
Ho rivisto Mulan e Tarzan, che a mio parere sono le ultime
cose guardabili che la Disney ha sfornato, se si eccettuano L’isola del
Tesoro che era godibile, e Come d’incanto, ma vabbè, quello per
nove decimi è un film, quindi non fa testo.
Beh, ecco, ho scoperto solo di recente che film Disney che credevo
appartenere alla mia infanzia, in realtà potrebbero benissimo appartenere a
quella di mio padre. Mi spiego, ero a conoscenza del fatto che
Biancaneve, Cenerentola e principessine varie fossero degli anni
’30/’40, ma prima di spulciare il web, non avevo idea che roba come
Fantasia e Peter Pan venisse addirittura prima di Mary Poppins,
che consideravo il vecchiume (bellissimo, ma sempre vecchiume) per
eccellenza, e che di poco successivi gli fossero Il libro della giungla,
Gli Aristogatti e Robin Hood.
Non ci avevo pensato, che a causa della guerra molti di questi film sono
arrivati solo quando io ero piccina: avevo sempre dato per scontato che
fossero usciti negli anni in cui sono andata a vederli al cinema. A
proposito, per la vostra curiosità, il primo Disney che sono andata a vedere
al cinema è stato Bianca e Bernie nella terra dei canguri xD avevo
tre anni, tipo.
Adesso vi riporto alcune leggende metropolitane che ho letto su internet. Lo
zio Walt, secondo voci di corridoio:
- si è fatto clonare, ed è tuttora conservato sotto l’attrazione Pirati
dei Carabi a Disneyland;
- circola come fantasma in diversi edifici, sempre a Disneyland;
- è figlio di una strega di Salem;
- è membro di una società massonica.
Porca miseria, quest’uomo è diventato uno dei più famosi del mondo xD
Ma comunque. Come vi dicevo, ho cantato un sacco. E non canzoni semi-serie,
tipo Il mondo è mio, Riflesso, o che so, Attimi di vita
(Anastasia non è Disney, ma mettiamocelo pure).
Le mie canzoni sono state, per farvi un esempio, Molto onore ci darai,
Una voce a San Pietroburgo, Che strane cose, Sottosopra, Bianca e Bernie
nella terra dei canguri (ma dico, avete sentito che ritmo ha questa? xD).
Ma non solo, dato che ho scaricato un tot di canzoni del musical Tutti
insieme appassionatamente, che mia madre mi ha fatto imparare a memoria
grazie al suo metterlo ogni santissima volta che lo replicavano,
solitamente durante le vacanze natalizie. In inglese, in italiano (sono un
po’ confusi, quelli della mediaset, direi), così tanto per non sbagliare le
ho scaricate in tutte e due le lingue. E ve lo dico, io amo Julie Andrews
*_* mi sa mi sa che scaricherò presto Very Victoria, non sembra
affatto male.
E poi, diciamocelo, Christopher Plummer era un gran figo, con un fascino che
molti attori di oggi se lo sognano. Guardatelo, dico!
E
dunque, cantiamo tutti con lui:
“Edelweiss, edelweiss
Ev'ry morning you greet me
Small and white, clean and bright
You look happy to me, to me
Blossem of Snow
May you bloom and grow
Bloom and grow forever
Edelweiss, edelweiss
bless my homeland forever”
Sapete, qui a Palermo c’è un bar che si chiama per l'appunto Edelweiss.
Naturalmente mi metto a cantare come una cretina ogni volta che ci passo
davanti, e molti di quelli che mi stanno intorno non hanno la minima idea di
dove abbia preso quell’assurda canzone. Beh, non tutti possono avere una
madre che si vede tutte le repliche di Tutti insieme
appassionatamente.
Ma dunque. Mi accorgo che il post di oggi è stato particolarmente
irrilevante. Ma mi ha preso la mano, e mi sono messa a scrivere.
Ah, vi interesserà sapere (ma anche no) che la persona la cui mano sta
scrivendo adesso è rossa. Rossiccia, per la verità. Ma posso pur sempre
spuntare quella maledetta riga nella wishlist: dopo un anno almeno che lo
dicevo, ho finalmente fatto il colore. E Piero il parrucchiere (della mamma
Caruso) mi ha pure convinto a fare la frangia, cosa che aborrivo da quando
ho smesso le magliette rosa coi cuoricini, dunque dagli undici anni circa.
Chissà se riuscirò a mantenerla. Boh, per adesso devo abituarmi alla mia
immagine davanti lo specchio. Ogni tanto mi guardo e dico: ‘Ma chi è
questa?’. E i miei familiari continuano a dirmi che fa loro piacere avere
ospite in casa un’amica della figlia, ma vorrebbero sapere quando rientra
Simona.
Ah, questa la scena dal parrucchiere. Figuratevi Piero che mi sega via i due
ciuffi davanti – belli lunghi- per farne una frangetta. Poi li butta a
terra.
Io: °_° Angela, acchiappali!
Parrucchieri: ? °_°
Cosa ne abbiamo fatto? Li abbiamo infiocchettati e portati a Raffaele quali
prima rata della parrucca che gli avevo promesso. Spero li pettini ogni
giorno u_u sono pur sempre capelli miei.
Mm,
non so che altre novità ci siano…ho ripreso le lezioni: inglese (ma è già
finito), spagnolo, francese, letteratura inglese III (ribattezzata Il
femminismo dall’epoca vittoriana ai giorni nostri), e a fine mese dovrei
iniziare il seminario di letteratura ispano-americana. Sono alla disperata
ricerca di un lavoro che non comprenda le pratiche sessuali né,
possibilmente, quelle illegali in generale, ma non sono molto ottimista. Ho
idea che inizierò a coltivare piantine di marijuana. Sono deliziose come
piante d’arredamento, ne?
Adesso. Internet permettendo, ho idea che aprirò un’altra inutilissima
sezione nelle colonne a destra e a sinistra. Il blog sta diventando sempre
più idiota, e magari è perché io sto diventando sempre più idiota.
Volevo aprire la Sezione delle pirle di saggezza, ovvero quella
sezione che conterrà le citazioni, mie e dei miei amici, più idiote che sarò
riuscita a trovare. Questa settimana ne ho messe insieme tre, ma tenete
presente che quella roba si riempirà presto.
Alla prossima.
04-03-2008

I sogni sono strani.
E non mi
riferisco a ciò che ci auguriamo accada. Ai ‘vorrei fare l’astronauta’,
‘vorrei fare il giro del mondo’, ‘vorrei vincere alla lotteria’, ‘vorrei
incontrare il principe azzurro’.
Parlo proprio di tutta quella caterva di sensazioni -vi sembra quasi di
sentire anche suoni e odori-, che prendono possesso della vostra mente senza
che voi riusciate a far granché. Chiamateli ricordi, chiamateli
manifestazioni del subconscio, chiamateli smorfia (potete giocarvi
tutti i numeri che volete al lotto, tanto non funzionano mai, a meno che non
ve li abbia mandati Satana in persona), insomma, ditene ciò che volete,
possono farvi svegliare in solluccheri, leggermente infastiditi, o con un
macigno sul petto.
Ora, se vogliamo dar retta alle interpretazioni psicologiche che si danno
del sogno (e no, non cito Freud, non sono sessualmente frustrata), sono una
persona straordinariamente serena. Sì, intendo, io di incubi non ne faccio
mai, o, se li faccio, resto a guardare come riesco a tirarmi fuori dal guaio
in questione tipo film horror, e mi incazzo come una iena se mi sveglio nel
bel mezzo dell’azione.
E così vampiri
(minchia, magari),
ladri e stupratori, case stregate, inseguitori malefici, qualora non vengano dimenticati allorché apra gli
occhi, diventano materiale intrinseco per la mia fagocitante fantasia
cosciente, e, perché no, ogni tanto, soggetto di qualche storia.
Onestamente, io li amo, i miei sogni. Ora non più tanto, ma c’è stato un
periodo in cui avrei potuto serenamente darmi al porno e farmi due soldi,
altro che Melissa P. Mi mettevo a letto con la convinzione che avrei sognato
qualcosa di porno, e così realmente accadeva: persone vere o inventate,
conosciute o sconosciute, non importava: la notte mi divertivo, e spesso mi
restava abbastanza in testa quando mi svegliavo da raccontarne e riderne, e
chi segue questo blog da un po’ ne sa qualcosa.
Come dimenticare, infatti, il mitico demone-bonazzo-bagnato a casa
del Signor Leocadi (amico e vicino di casa di mio nonno), che in teoria
avrei dovuto esorcizzare? Come dimenticare io in una sorta di Cinecittà,
attorniata da attraenti attori di sesso maschile? E l’inseguimento in
un labirinto, in cui la mia unica arma di difesa era un portachiavi
con attaccata la 8 nera in miniatura?
Non dimentichiamoci poi i demoni incappucciati con la maschera a teschio di
bovino, da me intrepidamente minacciati con l’ausilio di un bastone
attaccapanni. Sorvoliamo poi sull’apparizione, in suddetto sogno, di un
sedicente orsacchiotto di peluche appartenuto a mia madre. E di Gojyo
pescivendolo, porca miseria, vestito solo di un paio di pantaloncini
azzurri e un grembiule bianco, sogno finito, peraltro, in un camerino. E non
parliamo nemmeno del padrone dell’inferno/paradiso/buh vestito in
tunica romana, pronunciante le lapidarie parole ‘Ah,
questi esseri umani! Non li sopporto, pensano che sono stato creato per
rendergli facile la vita!’.
Naturalmente, questi sono solo alcuni. E, che siano hard,
horror o demenziali, hanno tutti la loro dose di eccitazione, leggera paura,
comicità (mi sa che rido da sola mentre dormo, io).
Ecco, il problema non sono questi. Se ti svegli mentre stai per cadere da un
palazzo, se ti svegli mentre ti stanno assassinando, se ti svegli mentre
stanno divorando uno dei tuoi amici, sei sveglio, appunto.
Il problema è quando ti svegli dopo che il tuo ragazzo ti ha detto addio.
Dopo che hai sognato di litigare con lui. Dopo che hai sognato di vederlo da
lontano, sudato, le braccia scoperte, a fare chissà che tipo di lavoro, dopo
che gli hai piantato uno sguardo triste in faccia e stai pensando ‘è finita’.
Dopo che ti sei cacciata le mani nelle tasche, perché tutto quello che
vorresti fare è andare da lui, e dirgli che vuoi ricominciare, che non te ne
frega niente di tutto il resto, ma non vuoi farlo.
E’ quando ti svegli da questi sogni, che non puoi dire sul serio ‘sono
sveglio’. Perché è vero, questi sogni non ricalcano esattamente la realtà,
magari sono cose mai successe, ma le sensazioni sono più che reali. I nostri
criceti (detti anche neuroni), che talvolta riescono ad arrivare a livelli
di crudeltà inconcepibili, le hanno pescate da chissà dove, le hanno
manipolate, e ce le hanno rimesse qui, dietro gli occhi. Il risultato? Che
ci svegliamo con il groppo in gola, e la sensazione che certe cose sono dure
a morire.
Sono dure a morire, già.
E quando ti svegli?
Non puoi far altro che andare a nascondere il cellulare, nella speranza che
non ti salti in mente di fare una certa malaugurata telefonata, che con
quest’umore farebbe notevoli danni sia a te che ad altri.
Ma sì. Meglio imbrattare il blog.
Volta la carta, volta la carta. Il fante di cuori non lo voglio più.
21-02-2008

Beh, per ora non c’è molto da dire, se
non che studio, studio, studio.
La prossima settimana (martedì e mercoledì) ho gli appelli di Semiotica e
Storia dell’India, e mi auguro squisitamente che tutto fili liscio,
altrimenti medito sul serio di andare a sviluppare le mie capacità ascetiche
in Tibet, dato che siamo in tema.
Perché è assolutamente impossibile il fatto che mi scappino i pensieri di
mente, inizi una frase e poi dimentichi quel che ho detto, non ricordare un
libro letto tre volte e trovare spaventoso un programma di trecento pagine
che fino all’anno scorso avrei fatto comodamente in tre giorni.
Ho iniziato a prendere le vitamine. Speriamo che servano a qualcosa.
La mia vita spartana inizia alle sette, in questo periodo, quando mi
trascino fuori dal letto barcollando e arrancando per il sonno distruttivo.
Continua in una seduta di studio (più o meno scherzoso) a Villa Trabia o
all’università, pranzo (sempre con il solito panino), altra seduta di
studio, Kingdom Hearts II (manco più quello, perché mio fratello l’ha
restituito), pc, cinque ore di sonno.
Non so se temere (per via degli esami) o attendere in trepidante attesa la
fine della prossima settimana. Giuro che il primo che tenta di buttarmi giù
dal letto al mattino, qualsiasi sia la cosa che mi proponga, lo mando a
cagare.
Per ora, uno dei temi più assiduamente trattati tra me e i miei amici è
quello del sesso.
Ovviamente, direte voi. No, va beh, di quello si parla sempre e comunque. Io
intendo proprio ‘sesso’ nel senso di atto fisico compiuto con una persona
più o meno sconosciuta giusto per placare i propri pruriti.
Ebbene sì. Io sono pro.
Certo, come ogni cosa va presa con moderazione e precauzione, ma in linea di
massima, forse per il particolare periodo in cui mi trovo adesso, io credo
che non ci sia niente di male.
Il mio problema è che probabilmente passeranno lustri prima che mi riesca
totalmente a fidare di qualcuno, o meglio, che voglia totalmente
fidarmi di qualcuno. E dunque, penso di essere, con un minimo di
discernimento, abbastanza propensa a trovare qualcuno da frequentare senza
impegno.
L’amore è bello, il sesso con qualcuno che si ama è bellissimo, la fiducia
reciproca e la confidenza e bla bla bla, tutte queste cose son vere sì, ma
non sono le uniche. L’ho capito a mie spese, purtroppo.
Ci vuol tanto per costruire, e basta poco per distruggere.
Più di una persona mi ha detto ‘non sei il tipo e non lo farai’. Beh, può
darsi anche questo. E’ pur vero che ci sono situazioni che a mente fredda
guardo con diffidenza e penso ‘non lo farei mai!’, ma che poi, trovandomi
nella situazione stessa, a sangue caldo, farei eccome. Ne parlavo l’altra
volta, e mi sono venuti in mente vari esempi di tal genere. Prima di
gennaio, infatti, non avrei mai pensato che avrei potuto andare in una
discoteca a Londra, accalappiare un avvenente brasiliano e indugiare con lui
in giochini che a pensarci ora mi fanno sorridere come una scema. Mai avrei
pensato che l’unica ragione per cui non c’è stato qualcosa di molto più
complesso sia stata perché i miei amici mi hanno portato via quasi di forza.
E, per tornare indietro nel tempo, ne ho fatte anche altre di cose che
potevano rivelarsi pericolose o superficiali. Ripensavo a Daniele, per
esempio, che ho incontrato una volta a una festa (a cui ero andata
con un altro, tra parentesi) e a cui il mercoledì dopo ho permesso di
portarmi in giro in macchina di notte, a bere, al mare, eccetera. Vista
adesso, la cosa, dato che ci sono stata mesi, con Daniele, non sembra tanto
eclatante, e in realtà non mi sembrava eclatante neanche all’epoca. Ma
ripensandoci ora, che mi sono iscritta su Badoo per scherzo e che tante
persone si sono raccomandate di non fare minchiate, mi rendo conto che molte
minchiate le ho già fatte, e sono passate sotto silenzio per una qualche
ragione. All’oscuro di tutto, infatti, cosa rendeva potenzialmente Daniele
–ricordiamolo, uno sconosciuto visto una sola volta a una festa- meno
pericoloso di una qualsiasi delle persone con cui chatto al momento?
Boh. Può darsi che adesso abbia amici più protettivi, ne?
O che do proprio l’idea della disperata pronta a buttarsi tra le pal…braccia…di
uno sconosciuto.
Beh, una cosa è certa. Lo ripeto di continuo: non è nelle mie corde fare
cose del genere, ma potrebbe diventarlo. Il pericolo più grave che io veda,
al momento, è la possibilità di affezionarmi a qualcuno che non se lo merita
o che non lo vuole.
Penso che al momento tale pericolo sia fugato. Sono così allergica all’idea
di ‘avere un ragazzo’, vista l’ultima colossale sconfitta amorosa, che penso
mi nasconderei dietro una maschera di ghiaccio.
Ma sì, sperimentiamo. La vita è lunga, e c’è il tempo di fare di tutto.
D’altronde, non ho pur detto a mio padre di avviare le pratiche per farmi
lavorare in una scuola materna?
***si strappa i capelli dalla testa***
11-02-2008
Sto
lavorando qui a questo aggiornamento da TRE ore @_@ L'ultimo neurone,
risuscitato dopo la sua morte per urto contro panca di cemento grazie alla
ruota del samsara, che come il ka gira sempre e non ha mai una fine, sta
fondendo nuovamente. Ma tanto lo so io, e lo sapete voi, che tornerà fin
troppo presto a far danni.
Dunque. Questo template è opera della cara
Carmen, che venero e riverisco per tale dono, e lei lo sa. Bellissimo,
stupendo, meraviglioso. Kenren e Tenpou sono due gran fighi, e non è una
novità.
Giuro che se, dopo tre ore di lavoro, ho sbagliato qualcosa e non funziona,
urlo a tal punto che mi sentirete ovunque voi siate.
Ho ancora problemi con la barra delle citazioni, e conto di sistemarli al
più presto.
Ma dunque, che ne è stato della mia vita?
Non faccio UN CAZZO.
Mi sono presa la febbre quando dovevo dare l'esame di Semiotica, e anche se
ho dato quello di Letteratura per l'infanzia e ho preso 30, mi manca da dare
pure quello di Storia dell'India. Uno il 26 e uno il 27. Que serà serà.
Per ora la mia vita ha ripreso un flusso stabile: non sono depressa, non
sono scazzata, esco con i miei amici e mi sento bene. Siano ringraziati gli
anni nuovi.
Ho ripreso Burial, pubblicando il capitolo 7 (link nella colonna di destra,
cliccando su EFP). Mi sono ciupata gli episodi 21, 22 e 23 di Gankutsuou
(che, se non l'avete già fatto, vi ordino di andare a vedere)
Bon. Dato che ho ancora da fare col template, vi saluto di già.
Edit del giorno dopo: Ho sistemato le citazioni, ho aggiunto quell'idiozia
di Twitter, e ora dovrebbe andare un po' meglio...
29-01-2008

Tedioso e inutile
sarebbe descrivere passo passo le mirabolanti avventure londinesi di sei
pazzi. Ma con metodi poco ortodossi, ci proverò.
Prima di lasciarvi alle Cento cose che abbiamo imparato a Londra, una
breve prefazione.
Mi sono innamorata di questa città.
E' non è per il continuo viavai di bei ragazzi (turisti e nativi del luogo),
nè per la vita notturna, che poi tanto notturna non è dato che iniziano a
bere alle 9, dopo cena, e si riducono in uno stato pietoso già ad orari in
cui noi ancora siamo all'aperitivo. Non è per la gente che, sebbene non
calorosa come qui, è squisitamente cordiale. Non è per la pulizia che dilaga
ovunque (alla faccia di chi dice che i londinesi sono sporchi), nè perchè
vendono il sushi al banco frigo di Tesco, nè per i muffin e le donuts, nè
perchè le macchine ti consentono di attraversare senza ucciderti o perchè
gli autobus sono puntuali.
E' l'atmosfera, non so se mi spiego.
Le casette a schiera dai colori pastello, che da piccolo vedi in Peter Pan o
in Hook, la nebbia londinese che ti senti dentro Mary Poppins, Portobello
Road con tutti i rigattieri, che ti sembra di sentir cantare David Tomlinson
in Pomi d'ottone e manici di scopa. Gli autobus rossi a due piani, le luci
della metropolitana, gli schermi pubblicitari sui palazzi di Piccadilly
Circus, il Tamigi...quei ponti, quella visuale notturna del Big Ben...
Me la sogno ancora la notte, Londra. Le risate con gli amici mentre, tra il
silenzio generale (ahhh, quanto sono composti i londinesi prima delle
nove di sera...)urlavamo canzoni italiane, con i compatrioti che di tanto in
tanto ti sentivano e si univano al coro...tutte le porcherie mangiate a
qualsiasi ora, perchè va bene, la cucina inglese è penosa, ma noi con i fast
food ci sguazziamo...e il freddo pungente, che ci imbacuccavamo tutti come
pupazzi di neve, e i soldi da cambiare, e le parolacce urlate proprio mentre
dietro di te c'erano italiani...c'erano italiani ovunque, ripensandoci. E
tutta la gente pazza che abbiamo conosciuto, i nostri mitici compagni di
camerata in Ostello, la gente che ci guardava storto quando io e Dana
scendevamo a fare colazione in pigiama, gli sguardi furtivi (non tanto,
veramente) dei ragazzi in camerata quando passavo allegramente in mutande,
gli impapucchiamenti con la lingua che, cazzo, pure col mio trenta, non
sapevo spiccicare.
...
Che esperienza.
Dana, Astrid, Raff, Ema, Giovanni...vi voglio bene. Grazie per questi cinque
giorni.
*si asciuga lacrimuccia*
...
No, non è vero xD
Vi lascio all'elenco, allora. Alcune non fanno ridere, ma dietro ispirazione
del momento le abbiamo messe ugualmente nero su bianco, altre potevamo
capirle solo noi e allora ho cercato di spiegarle.
A proposito, per le foto dovrete aspettare un altro po' == Astrid non si
sbriga a passare le sue!
Alla prossima ^^
A Londra abbiamo imparato che…
1. Anche i
cani vanno in passeggino.
2. Anche i bambini vanno al guinzaglio.
3. I bambini baciano le statue di Peter Pan e poi non sanno più scendere.
4. I bambini si buttano a terra per morti e poi si mettono a ridere se corri
a soccorrerli.
5. I bambini si incerottano la bocca.
6. I bambini si muovono in miniserre ambulanti.
7. C’è chi scia sul prato di Hyde Park.
8. Non parla mai nessuno, almeno fino a dopo l’ora di cena. Al massimo,
bisbiglia.
9. Dopo l’ora di cena, gli inglesi entrano in Monkey Mode.
[dicasi Monkey Mode la modalità animalesca tipica degli ubriachi. E' stato
registrato che tale cambiamento nell'atteggiamento dei londinesi avviene
subito dopo ora di cena, essendo permesso lo smercio di sostanze alcoliche
solo entro le undici di sera.]
10. Generalmente gli inglesi si fanno i cazzi propri se succede qualcosa in
mezzo alla strada, a meno che non siano in Monkey Mode. In quel caso faranno
campanello attorno al fatto incriminato.
[scientificamente provato confrontando un incidente stradale avvenuto la
mattina, e un arresto avvenuto la sera, nella fascia oraria del Monkey Mode]
11. Nessuno fuma (o quasi).
[e visti i prezzi, ci crediamo]
12. Anche a Londra i ragazzi se la buttano, ma poi li vedi studiare in
autobus.
[altro che il tempiettttu e Mondelluuu]
13. Dopo le dieci di sera, quando sono in Monkey Mode, le ragazzine vanno
in giro nude anche con -2°C.
14. Gli scoiattoli sono grandi quanto gatti domestici.
15. La città è piena di Jack Russell, ma nessuno è bello come Narciso.
[il cane di Giovanni, naturalmente]
16. Se alzi la voce prima della fascia oraria in cui è permesso (quella
della Monkey Mode, ovviamente), la polizia ti chiede se hai vinto alla
lotteria.
[modo simpatico per dirti di chiudere la boccaccia]
17. Anche a Londra ci sono i vecchietti depravati.
[che ridono facendo ‘Oh! Oh!’ se facciamo una foto a Daniela mentre
mostra verso il proprio basso ventre un volantino promozionale a forma di
freccia con la scritta ‘Go!Go!Go!’]
18. Andare sull’autobus è bello!
19. Gli autobus sono puntuali
20. Se l’autobus cambia improvvisamente destinazione, nessuno batte ciglio.
[no, dico sul serio! Ma immaginate un autobus che va allo stadio che invece
vi dice che va ad Altofonte…vi state seduti e buoni senza battere ciglio? Lì
sì!]
21. Anche se passano tre autobus fuori servizio di seguito, nessuno protesta
perché nemmeno dieci minuti dopo ne passerà un altro regolarmente in
servizio.
22. Gli autobus sono i luoghi di meditazione trascendentale preferiti dai
londinesi.
[I londinesi, almeno fino alle nove di sera, parlano facendo ‘psst psst’,
specialmente in autobus, in evidente dissonanza con l’efferato bordello che
facevano le nostre deliziose voci]
23. Le macchine danno la precedenza, anche a costo di aspettare dieci minuti
ferme.
[utopico, lo so che non ci crederete mai]
24. Nessuno suona il clacson.
[so che anche a questa non crederete mai]
25. I motorini sono rari come l’acqua nel deserto.
[e quindi potete attraversare tranquillamente senza paura che dalla destra
di un autobus sbuchi un vespino che vi sbocci]
26. Le macchine si fermano davanti alle strisce se appena ti vedono sul
marciapiede.
[sì, lo so, neanche a questa crederete mai]
27. Anche a Londra c’è traffico, ogni tanto.
28. Le strade sono pulite.
[mi faceva quasi schifo buttare la cicca sul marciapiede]
29. Per chilometri non trovi un cestino dell’immondizia, ma le strade sono
pulite comunque (a parte le chewing gum).
30. I musei sono futuristici.
31. I musei chiudono presto.
32. I cessi dei musei si mangiano Daniela.
[svanita nel nulla per mezz’ora al Victoria and Albert Museum dopo aver
detto ‘vado in bagno’]
33. I francesi sono ineducati.
[rientrano ubriachi alle quattro di notte in una camerata da quattordici e
fanno un bordello della madonna]
34. I francesi sono marpioni.
[si portano le donnine in ostello e poi tentano di flirtare con tutte le
ragazze della camera]
35. I francesi fanno flessioni tra un letto e l’altro (il tuo) alle quattro
del mattino.
[vi prego, non chiedetemi spiegazioni…è già abbastanza ridicola la
cosa…svegliarvi perché vi sembra ci sia un terremoto o Emanuela che si agita
nel letto di sotto, e trovare un francese ubriaco che fa le flessioni
aggrappato alla sbarra del vostro letto…]
36. Raffaele è un novello Mr Brown.
[Raffaele al francese che ha buttato giù le cose dal suo letto per farci
coricare la donnina abusiva: ‘This is my bed! This is my
jacket! These are my trousers! And they are on the floor!]
37. I francesi di colore si dicono ‘turchesi’ e i suoi amici ‘la banda del
turchese’.
[Nessuno aveva un nome proprio in quella camera…Zidane, Turchese, Ragazza
mezza morta, Mastro Lindo detto anche Boccia Pelata, Mezzo Spagnolo detto
anche Scorreggione…]
38. I turchesi amano lisciare la faccia ad Astrid mentre dorme.
[E Astrid non reagisce]
39. Ai francesi piace guardare Simona mentre si trucca.
[Certo, se lasciano Simona in camera, mezza svestita, sola insieme a tre
ragazzi francesi]
40. I ragazzi ti rimorchiano nei locali gay, ma poi hanno una ragazza che ha
una ragazza.
[Non chiedetemi di spiegarvela, prendetela per buona così com'è]
41. Ai ragazzi che ti rimorchiano nei locali gay piace stare in mezzo.
[Tizio francese che chiede ‘Can I stand in the middle?’ mentre
balliamo io e Daniela]
42. I ragazzi irlandesi cercano moglie nei locali gay.
[Tutti fanno proposte di matrimonio a Dana…]
43. I camerieri carini sono tutti gay.
[E credeteci]
44. I ragazzi che Daniela e Simona puntano sono tutti gay.
[Scientificamente provato a Soho]
45. I ragazzi che Simona e Daniela puntano ci provano con Raffaele.
[Anche questo scientificamente provato a Soho]
46. Se ad Emanuela piace un tizio, ovviamente questo è gay.
[Questo è scientificamente provato, e non solo a Soho]
47. I napoletani si ubriacano così tanto che superano persino lo stadio
delle scimmie.
48. Le chiese sono piene di giovani, specialmente se sono discoteche
chiamate Walk About.
49. Andare al Walk About è cosa buona e giusta.
[E sacrosanta]
50. I brasiliani ci sanno fare con le mani e con la bocca, ha capito
Simona.
[Dèèèènis, dove sei? Ç_ç sono tornata in mezzo ai truzzi palermitani!]
51. Anche gli argentini ci sanno fare con le mani e con la bocca, aggiunge
Daniela.
[Anche a Daniela penso manchi Massimo]
52. Simona può essere scambiata per una brasiliana.
[Dènis era impazzito]
53. Al Walk About l‘autostima di Simona e Daniela è andata SU, SU, SU come
certe altre cose.
[*faccina col ventaglio*]
54. BiancaEma viene perseguitata da nanetti.
[E li bacia anche…dov’è finito il principe?]
55. Negli ostelli puoi incontrare strani omoni polacchi di nome Tito Camilo,
imperatori di Ubriaconia.
[IO SONO TITO CAAAAAMILO!]
56. Tito Camilo ama l’Italia e trova l’italiano poetico.
[Se lo dice lui…]
57. Tito Camilo trova poetico anche il napoletano stretto.
[Dovrebbe sentire il siciliano…minchia!]
58. Mettere insieme Giovanni e Tito Camilo è pericoloso per la salute
acustica dei presenti.
[La traviataaaaaa!]
59. Le guide del museo dell’Hard Rock Cafè sono SGANZE.
[Astrid dixit]
60. Astrid sa dire le parolacce, anche se a bassa voce.
61. Starbucks fa schifo.
[Dopo tanto parlarne…]
62. Appena si passa davanti a uno StarBucks, va ricordato ad Ema.
[Emaaa c’è StarBucks!]
63. KFC invece fa delle ali di pollo fritte spettacolari.
64. Vendono il sushi al supermarket per 2 sterline.
[E non ti uccide]
65. Se ti siedi paghi 3 sterline in più di coperto.
66. Se vuoi mangiare Fish&Chips devi aprire un mutuo.
[Da 4.50 sterline, ne abbiamo pagate tipo 9 per servizio, coperto, ecc]
67. Londra è una colonia italiana.
[Dove ti giri ti giri…]
68. Se uscendo da un negozio Simona urla ‘MINCHIA INCULATA!’, naturalmente
ci sarà un italiano nei dintorni che si volterà a guardare.
[E che vi chiederà se davvero si è pagato così tanto in quel posto]
69. Se senti confusione prima delle nove di sera, ci saranno di sicuro
italiani nelle vicinanze.
[E se non sono italiani, sono comunque turisti]
70. Se Daniela dice in autobus ‘ho fatto una scoreggina’, di sicuro ci
saranno italiano seduti dietro.
[…]
71. Daniela e Simona hanno una forte tendenza alla dispersione autonoma.
72. Congiungere Daniela e Simona è estremamente nocivo per la salute
pubblica.
[Specialmente per quella dei bei ragazzi, che saranno puntualmente indicati
col dito ogni qualvolta entrati nel loro campo visivo]
73. Se la metti nell’acqua si scioglie.
[La pallina galleggiante fatta di sapone!...che avete capito?]
74. Daniela ha scoperto che può cambiare il sorriso nelle foto.
[La scoperta dell’acqua calda di Dana]
75. Simona ha un gusto dell’orrido.
[Non è vero ç_ç mi hanno costretta ad aggiungerla, questa!]
76. A Simona piacciono i Power Rangers, o meglio, il loro vestiti.
[Io indicavo il negozio precedente ç_ç colpa ne ho se si girano in ritardo?]
77. Giovanni si sente perseguitato dal Gay Hunter.
[Il famigerato scuoiatore di gay]
78. Daniela russa anche sull’aereo.
[Daniela russa ovunque]
79. Daniela fa scoreggine anche sull’aereo.
[Daniela le fa quando le vengono]
80. Chi mangia come una porca è una puttana (Daniela dixit).
[In bagno mentre ci trucchiamo: ‘Per ora stiamo mangiando come delle vere
porche!’; ‘E’ vero…siamo proprio delle puttane’; ‘…..Dana, scusa, che
c’entra?’; ‘Boh?’]
81. Se Daniela dice ‘Fuck You!’ ad un nero ubriaco su un autobus, questi se
la prenderà con Raffaele.
[‘C’è Daniela che canta sul bus / C’è Daniela che canta sul bus / Poi arriva
un negrone /lei gli dice Fuck You! / E Daniela diventa carne macinata!]
82. Il phon di Raffaele mangia i capelli delle ragazze.
[Astrid, Daniela e Simona testimoniano]
83. Giovanni può essere preso per uno spacciatore se offre i suoi tappi per
le orecchie.
[Se la tipa li scambia per tranquillanti]
84. Al sexy shop chiedono i documenti a Simona.
[Fottetevi]
85. A Piccadilly c’è l’imitazione della Via delle Stelle.
86. Gli alberi possono ucciderti se canti Ligabue.
[Vicino al Natural Museum, se canti ‘Certe Notti’, ti cade un ramo a un
metro di distanza]
87. I bagni sono puliti, eccetto quello del nostro ostello.
[Te pareva…]
88. Taluni bagni si snodano nelle viscere della terra, in corridoi oscuri e
puzzolenti (The Blair Cess Project).
[E se ti metti a girare il video, mentre ti stai riprendendo in primo piano
con voce tenebrosa, spunta da una porta secondaria un cameriere che ti
guarda come se fossi impazzita]
89. Le Marlboro Rosse costano 6.50 sterline.
[infatti io e Dana fumavano drum]
90. Nei negozi esoterici di Londra ci sono libri di magia per gay.
91. Tenere un cartello in mano è un lavoro.
92. Ci sono distributori di assorbenti nei bagni.
93. Ci sono anche distributori di preservativi nei bagni.
94. Se lanci un pezzo di sandwitch in Trafalgar Square, ci sarà un gabbiano
che lo prenderà al volo.
95. Secondo Simona, a Trafalgar Square c’è la statua di Napoleone.
[Ma Nelson contro Napoleone ha combattuto! E hanno lo stesso cappello ç_ç]
96. A Trafalgar Square la gente getta tra i rifiuti matriosche di
polistirolo di 2 m.
[E la gente ci si fa le foto]
97. Secondo Daniela la colonna di Trafalgar Square è il vibratore di una
gigantessa.
98. A Londra c’è sempre una pioggerellina inutile, a parte quando vuoi
visitare il Tower Bridge. In quel caso si scatenerà il diluvio universale.
[E ti arrucerai]
99. Quella londinese è una civiltà che rigurgita cibo.
[4 posti dove mangiare ogni 2 m circa]
100. Esistono stazioni a matriosca.
[Una dentro l’altra!]
17-01-2008

Chiedo scusa, ma questo post non tratterà del mio viaggio a Londra xD devo
ancora connettere, quindi non ho attualmente la lucidità necessaria a
descrivere il mio viaggio.
Presto, prestissimo su questi schermi, comunque.
Dato che il post era già pronto prima che partissi, ma non ho
avuto il tempo di metterlo online, vi parlo invece di come sono andate le
mie vacanze natalizie, fino al giorno prima della mia partenza.
Ho trascorso delle belle feste, tutto
sommato, dài. Il Natale è andato benissimo, tutti a fare casino a casa di
Angela con tanto di bacarà truffaldino con fiches e premi improvvisati
(preservativi, bottiglie di spumante, birre) e, soprattutto, tanta tanta
gente, come piace a me. Chi fuma, chi suona la chitarra, chi ride, chi beve,
chi abbraccia, chi mangia, chi gioca a scopone…Ma anche chi urla a
squarciagola canzoni stonate anche se non ha bevuto che Coca Cola, chi
intona jingles volgari da stadio tipo ‘Noi la diamo sempre e comunque!’, chi
acchiappa la sigaretta e poi si ricorda che si è portato dietro la sorella
minore, chi fugge in balcone per bere in solitaria una bottiglia di Asti…Mi
sono divertita come non accadeva da tanto, e questo è stato inaspettato.
La settimana è trascorsa con un tentativo di omicidio da parte di un lontano
cugino che mi ha dato uno spinello con dentro chissà cosa senza dirmelo, il
compleanno di Ema (che abbiamo trascorso a casa sua giocando a carte,
fondamentalmente strip questo e strip quello), e il sabato con
l’organizzazione del Capodanno che, come ogni nostro progetto comune,
finisce a male parole e con la creazione di uno stereotipo in più da
sottolineare per lustri quando appena diventa possibile. Questa volta il
nuovo stereotipo è ‘I pezzenti e la sagra di paese’, dato che Andrea, vista
la nostra decisione di portare una pietanza a testa, si è professato
contrario alla nostra sagra di paese. E vai, dunque, con battute a
tutto spiano sulla nostra presunta pezzentaggine, sull’argenteria che Mg
avrebbe dovuto tirare fuori per la cena, e sulle tonnellate di aragosta che
avremmo dovuto pescare per soddisfare i palati più raffinati…
Dato che la vita riserva sempre sorprese, alla fine è stato Andrea ad avere
la sua sagra di paese a Belmonte, con gli amici con cui aveva deciso di
passare la cena…devo ammettere che ne abbiamo avuta una anche noi, ma in un
altro senso, dato che con tutte le teglie di cibo che per nostra
disorganizzazione e con grande spreco di denaro e tempo abbiamo portato,
avremmo potuto comodamente offrire la cena ad un intero paese:
10 o 12
teglie di antipasti, tra tramezzini e roba varia, insalatiera
enorme di insalata di riso, 3
teglie di cannelloni salsiccia e ricotta, 3
teglie di lasagne, frittata e patate di 18
uova, una teglia di salsiccia e patate, e un’altra di patate al forno. E
quanti eravamo, vi chiederete? Trenta? No.
Quindici.
Ancora una volta, festa sclerosa, piena di persone e variegata: gente che
fumava, gente che mangiava, gente che beveva birra, gente che guardava Star
Wars, gente che cantava Star Wars a squarciagola. Baci sotto il
vischio (persone che sono state costrette a baciarne altre perché
‘sorprese’ insieme sotto il vischio, distrattamente –tipo Marco e Luca),
balli su sedie e con sedie, trenino a mezzanotte, limbo, balli di gruppo, e
gli immancabili dieci minuti di depressione dovuti al lento I believe I
can fly. La serata, verso le tre, si è spostata a casa del fratello di
Luca, da cui ci siamo accampati con Bayleys, Martini, una decina di
bottiglie di birra. Sono venuti persino Ilenia e Federico!
Io e Marco, come quasi ogni festa a cui abbiamo partecipato finora, avevamo
deciso di trafugare una bottiglia, stavolta di Bayleys, così l’avevamo
nascosta in cucina prima che arrivassero gli altri. Pessima idea, farlo
davanti ad Andrea.
Raff: Simo, ma non erano due le bottiglie di
Bayleys?
Io: Mh…mh? E io che ne so? Sono arrivata dopo di te!
Raff: Mh…sicura che non ne sai niente?
Io: Ti ho detto di no!
Raff: Però…
Marco: Ehi, dai, dobbiamo giocare? Abbiamo il Martini, guardate!
Raff: Sì, però deve saltare fuori ‘sta bottiglia eh?
Andrea: Ma quale, l’altra di Bayleys? Ho visto Marco che la nascondeva in
cucina!
Io: °_° Giuda!
Marco: ……….(indicando me)…comunque è stata anche lei!
Io: °_° e tu Giuda il doppio, fedifrago!
Alla fine la bottiglia è stata restituita…
In ogni caso, complici gli spinelli che io non ho toccato memore delle
fresche brutte esperienze, e dell’alcool, siamo caduti un po’ tutti in
catalessi…chi nel letto, chi sul divano, chi sulle poltrone…Frate’ Gasp mi
ha accompagnata a casa verso le nove…Davvero un bel Capodanno.
I giorni stanno trascorrendo abbastanza tranquillamente, mi sono un po’
rasserenata…ho studiato a Villa Trabia con Raff, Andrea e Luca, siamo stati
tutti insieme alle ‘giostre’ natalizie che hanno montato, grazie ai
biglietti omaggio di Mg, abbiamo tirato tardi anche solo a chiacchierare in
macchina io, Frate’ Marco e Frate’ Gasp…per non parlare dei cornetti delle
quattro del mattino e degli scleri idioti che ci vengono così spontanei dopo
un certo orario…Uno è, per esempio, l’ormai celebre vicenda del mio numero
Wind. Più o meno così la scena:
Marco, Gaspare, Simona (in macchina di Marco alle quattro del mattino)
Simona: Ah, io dovevo darvi il mio numero Wind…aspettate, l’ho salvato
apposta sul cellulare Tre. *preme un tasto e il telefono le si spegne tra le
mani, scarico*
Simona: D’oh! Chi di voi due ha Wind?
Marco: Io, perché?
Simona: Dammi il numero, così ti faccio uno squillo con l’addebito e ti
salvi il mio.
Marco: Ok…
*pensa*
Marco: Io non mi ricordo il mio numero a memoria…Gaspare, dalle il mio
numero Wind!
Gaspare: Ok!
*pensa*
Gaspare: Marco, io non ho il tuo numero Wind…fammi uno squillo!
Marco: Gaspare, nemmeno io ho il tuo…dammelo dài.
Simona *confusa*: Scusate…Marco, ti stai facendo dare il numero di Gaspare
così gli fai uno squillo, lui si salva il tuo numero, lo da’ a me e io ti
faccio uno squillo così tu ti salvi il mio?
Marco/Gaspare: …
Simona: *ride come una pazza* Ragazzi, scusate, ma questa me la devo proprio
scrivere da qualche parte.
E’ così
che ultimamente Simona trascorre il suo tempo…molestata da esseri dell’altra
sponda che le hanno anche stracciato il tanga perché dovevano per forza
farle lo sparticulo…privata delle sue sigarette, che poi ha dovuto cercare
addosso a vili maschi u_ù …malmenata e privata del suo ultimo neurone, causa
urto contro panca di cemento…
(a tal proposito, presto su questi schermi, il film drammatico e d’avventura
L’ultimo dei neuroni)
Prima della narrazione delle avventure londinesi, che peraltro sono state
molte e variegate, vi lascio alle foto di capodanno.
Per quelle di Londra, invece, si dovrà aspettare un po'...perchè io ne ho
fatte solo poco meno di 200, ma mi mancano diverse 'visite', causa mia
naturale indolenza nel tirar fuori continuamente la macchina fotografica...attendo
quelle di Astrid (che ne ha fatte 750) e certi video di Daniela da
spisciarsi...
Ecco il link di capodanno, e alla prossima, gente ^^
Foto Capodanno
16-12-2007
E’
finita per la seconda volta.
Ma come diamine si fa?
Sono qui come una demente a guardare il telefono che sta sul comodino. Spento,
per di più.
L’ho spento per evitare qualsiasi tentazione nell’improbabile caso in cui lui
decida di chiamarmi.
Il taglio netto c’è stato, è innegabile.
“E’ meglio che non ci sentiamo per un po’, magari poi mi passa”
“E’ meglio che non ci sentiamo più”
Più netto di così si muore. Ho tolto anello e bracciale che non mi sfilavo
praticamente da quando li ho messi per la prima volta. Il bracciale d’argento
che rappresentava un momento della sua vita e che aveva voluto passare a me;
quell’altro giorno, prima di partire, in cui mi disse, me lo ricordo bene: “Dai,
usciamo…voglio comprare due anelli uguali…promettimi che non te lo toglierai
mai”
L’ho tolto. In realtà mentre fumavo una sigaretta in terrazza (le sigarette,
diamine, se fossi superstiziosa considererei un segno il fatto che ieri,
comprandole dal tabacchino, ho notato che il pacchetto delle Chesterfield è
cambiato. “Tutto cambia”, ho pensato ieri. Quant’è vero.) ho provato
l’irresistibile tentazione di tirarlo dal settimo piano, l’anello. Tutte quelle
promesse mai mantenute. Quello stesso pomeriggio, seduti nella panchina dei
giardini, che guardavamo il cielo, e lui che mi diceva “Quando ci rincontreremo
dopo i mesi di lavoro, immagina la felicità…”, e io che piangevo.
I peluche, cazzo. Li ho infilati alla rinfusa in mezzo agli altri. Prima erano
sul comodino, privilegiati, che diamine, erano il peluche che mi ha regalato
il mio ragazzo, l’amore mio, non potevano stare in mezzo agli altri.
Quel leoncino che mi comprò mentre camminavamo per via Notarbartolo, lo stavo
guardando dicendo ‘che carino’ e mi trascinò nel negozio per comprarmelo, e io
non volevo…Il Tigro, che mi portò dopo i quindici giorni che trascorse a Carrara
per impratichirsi col mestiere…mi fece una foto con quel Tigro in braccio, se la
mise come sfondo nel suo cellulare…
E poi le foto…le foto dei giorni tra i più belli della mia vita…quelli che
abbiamo trascorso io, lui e i nostri amici a Vicari…quei momenti che non se ne
andranno mai, ma intanto le foto sono finite nell’armadio.
La sciarpa che ho lavorato per mesi…perché a Carrara fa freddo, lui è sempre
raffreddato, volevo che si coprisse con qualcosa di mio…e il modellino di
Berserk, cazzo, anche quello, che cercai ovunque a Lucca per regalarglielo, e
poi lui non venne…perché aveva da lavorare…
E infine, quella collana…che mi regalò con le sue scuse e la confessione che mi
amava ancora, dopo che ci eravamo lasciati per la prima volta…
Tanti oggetti rinchiusi nell’armadio, tanti ricordi. Quelli non posso
rinchiuderli nell’armadio, però, quei ricordi che continuavano a legarmi e a
farmi andare avanti quando litigavamo…quando mi rendevo conto veramente che non
poteva più funzionare, che lui è cambiato, che entrambi non eravamo fatti per
una storia a distanza, e naturalmente la cazzosamente banale frase ‘non eravamo
fatti l’uno per l’altro’. No, quest’ultima non funziona. Non esistono persone
che non sono fatte per stare insieme. Esistono persone che non sanno trovare uno
straccio di compromesso, una straccio di voglia di smussare un po’ gli spigoli
del proprio carattere, persone orgogliose e convinte che nella vita una persona
debba lasciarsi trasportare…e come va, va, e se non va, pazienza…Persone
convince che ‘gli tocca’, quando non gli tocca un bel niente, ed è proprio non
facendo niente che scelgono…
Non sono critiche a lui, sia ben chiaro, sono critiche ad entrambi. Perché poi
mi viene da pensare…se avessi puntato i piedi per terra e mostrato le corna
prima…se invece di dirgli sì ogni tanto gli avessi detto ‘no, non mi sta bene’,
invece di farlo solo ora…forse ce ne saremmo risparmiate tante…se quella sera,
ad ottobre, invece di sentirmi triste per le sue lacrime, gli avessi ribadito il
‘no, non torniamo insieme’ che gli avevo già ribadito…anche così ce ne saremmo
risparmiate tante…
E cazzo, quel telefonino devo buttarlo. Sono due volte che vado al comodino, lo
prendo, metto il dito sul tasto di accensione. No. Non devo accenderlo e non
deve importarmi se mi ha cercato o no. Non posso più permettermi di essere
quella debole, quella che prende una decisione e finge di non averla presa
schermandosi con la frase ‘Dai, vediamo…come va, va’.
Non posso più permettermi di vivere di soli ricordi, siano pure ricordi
bellissimi, perché sono diventata l’ombra di me stessa…
Non posso più permettermi di dare amore a chi si arrocca nella sua posizione,
senza pensare a ciò che sta causando alla persona che ha cercato di dargli tutto
quello che poteva dargli.
Alla persona che per lui ha provato sentimenti da madre, sorella, amica, amante.
Ormai la decisione è presa.
Tutto va dentro l’armadio.
This is the end, beautiful friend.
02-12-2007

Reading: quei
maledettissimi libri di letteratura spagnola dell'800-900
On air: il fracasso infernale di quei maledettissimi vicini
dell'appartamento accanto che ti fanno improvvisamente entrare nella mente
dei serial killer e pensare a come certe stragi nel territorio italiano non
siano poi così inspiegabili.
Torniamo ai post tetri.
La vita mi fa cordialmente cagare.
Superi un problema, e ti ritrovi maltrattata per un motivo x da una persona
nervosa che non ha perso tempo a sfogare i suoi nervi su di te.
Ti chiede scusa, e vieni a sapere che c'è chi trama dietro le tue spalle.
Il tutto mischiato a vecchie amicizie che non perdono tempo a falsificare la
realtà e a dirti quanto fai loro schifo perché fumi, bevi, ti fai le canne e
‘chissà cos’altro’.
Purtroppo la vita mi ha trattata troppo bene, finora. Devo imparare a
mettermi un paio d'occhi ben aperti anche in culo. Altrimenti rischio di
sbattere la faccia in cose veramente brutte.
Altresì, la vita mi ha dato un paio di coglioni che mi permettono di sputare
in faccia la verità a chicchessia senza timori, ma, purtroppo, si è
dimenticata di rifornirmi in equivalente misura di cattiveria.
Chi pensa che io stia vantandomi, rivoltate sottosopra i neuroncini. Mi sto
lamentando, seriamente.
Mi sto lamentando perché so rispondere a tono (e anche abbastanza
retoricamente) a qualcuno che mi dice cattiverie, senza però saper
abbassarmi al suo livello rispondendo con altrettante cattiverie (e ce ne
sarebbero da dire a bizzeffe, ce ne sarebbe di roba da rimarcare e punti
deboli da pungolare, fino al punto da mandarli in terapia psichiatrica, al
cui orlo peraltro ci sono già da sé).
E quindi, piuttosto che dire ‘sei un fallito, un debole, sei un vittimista,
un pallonaro, hai tendenze suicide-ammazzatigiàchecisei, tutti hanno
compassione di te e non ti rispondono solo per pietà, tuo fratello è etc,
tua sorella e tua madre sono etc’, cosa che non mi sognerei mai di dire
perché veramente mi si stringe il cuore a pungolare punti deboli veramente
esistenti, preferisco limitarmi a rispondere alle offese che mi vengono
fatte senza attaccare tanto sul personale.
D’altronde, quando mi si dice che non so l’italiano perché il termine
‘minaccia’ si riferisce solo alla morte e io l’ho usato impropriamente,
prima rido per venti minuti, poi gli sventolo in faccia il dizionario De
Mauro. Ma non si sa mai. Certa gente pretende di avere ragione anche dove
gli scripta manent e i verba volant. Sapete, le conversazioni di msn salvate
nel pc mentono. I blog mentono. Chissà, magari mentono anche i De Mauro.
Il problema numero uno
è stato esposto. Dato che molta gente legge questo blog –è completamente
pubblico- non posso scrivere più di tanto, né mi piace molto sputtanare le
mie vicende come altri fanno rendendo pubblici anche nomi e cognomi. Ma quel
poco che ho scritto e che scriverò, scommetteteci le palle, causerà
tonnellate di code di paglia e valanghe di trilli msn, messaggini e
telefonate, tutti da gente che si sente chiamata in causa e che nel 99% dei
casi non era nemmeno lontanamente nei miei pensieri.
Sempre così. Provate a scrivere come vostro messaggio personale su msn ‘Ce
l’ho con te, non farti più vedere’, e contate i secondi. In dieci vi avranno
contattato tutti i vostri amici reali chiedendovi cosa hanno fatto di male.
In quindici minuti arriveranno quelli virtuali, chiedendovi cosa hanno fatto
di male. Tempo poche ore, e arriveranno anche i parenti di centesimo grado,
le persone che avete aggiunto su msn e con cui avete parlato una sola volta,
il tizio sul forum a cui avevi chiesto quando usciva il prossimo volume del
manga e poi ti eri dimenticato di lui. Tutti a chiedere una sola cosa:
c’entro io?
Proprio mi chiedo perché la gente creda di essere il centro del mondo di
persone che appena sanno della sua esistenza.
Ma comunque. Sto piano
piano, non so se per fortuna o sfortuna, imparando cosa voglia dire doversi
guardare le spalle dai propri amici. E con ‘amici’ non intendo le persone
conosciute il mese scorso e con cui esci una volta ogni settimana o due,
intendo proprio le persone con cui hai condiviso il letto (nel senso
letterale, non figurato), la cucina, il cesso, con cui per vari mesi hai
passato probabilmente più tempo che con tua madre. Ma anche qui, credo che
metterò fine al discorso.
Alcuni di voi probabilmente penseranno ‘questa qui vuol farsi pubblicità e
attenzione scrivendo cose che saranno arabo per molti e che scateneranno
un’ondata di polemiche tra i suoi stessi amici, tutto per darsi importanza’.
Siete liberi di pensarlo. D’altronde, direte voi, se volevo sfogarmi potevo
usare un media più personale, magari anche essendo più esplicita e facendo
nomi e cognomi così da buttar fuori tutta la rabbia che ho dentro, senza
restrizioni. O, al contrario, che certe cose potevo dirle in faccia alla
gente.
Beh, la verità è che potete pensare ciò che volete.
Ho le mie ragioni per ciò che sto facendo e non vedo perché non dovrei
scrivere sul mio blog. Se avete rimostranze, derisioni, code di paglia o al
contrario pacche sulle spalle, tutto è ben accetto.
Sono ancora in crisi mestruale e mi sento libera di esternare tutto il mio malessere u_ù d’altronde, noi siamo donne: una volta ogni ventotto giorni ce lo possiamo permettere, e gli altri capiranno.
Ps: Dichiaro aperte le iscrizioni ai club ‘Fidanzate
scontente’, ‘Ho
esame tra due giorni e non so nulla’,
‘Lines petalo blu e
Honduras’. Iscrizione
gratuita, ma tutto a vostro discapito: gli svantaggi sono ore e ore di
disquisizioni su problemi esistenziali e un po’ meno.
27-11-2007
Reading:
Tristana (P. Galdòs), La zona morta (S. King), Lodoss War – La strega Grigia (Ryo
Mizuno)
On air: Ghost song (sì, ieri sera ho visto il film, ebbene?), I must not chase
the boys (Play), Don Raffaè (De Andrè)
Visto che lo scorso post aveva toni tetri, ho deciso di aggiornare dopo
appena cinque giorni con un post inutilissimo, per compensare.
Contenti?
Eh?
…
Sono qui a grattarmi la pancia quando dovrei studiare (ho esame di
Letteratura Spagnola I il 5 Dicembre e sono *davvero* a mare), che un po’
scrivo, un po’ navigo e un po’ sferruzzo la famosa sciarpa, che davvero
assomiglia ad un capolavoro dell’arte tessile futurista: buchi di qua, buchi
di là, qualche filo che pende malignamente, addirittura un po’ sformata.
Forse hanno ragione Michele e Alessia quando mi sfottono. Ma lui se la
metterà. Certamente. L’ho minacciato di usarla per strangolarlo, se non lo
fa. E poi è calda calda, e a Carrara fa freddo.
Vi
racconto un po’ di cose che sono successe in questi giorni. La prima,
certamente, riguarda sabato 18.
Il programma era di andare a prendere le pizze e poi andarle a mangiare da
Emanuela. Immaginate il diluvio universale, con Noè sull’arca e tutti gli
altri che vengono trascinati via dalla marea, e avrete davanti la perfetta
immagine di Palermo due sabati fa. Dato che la dispersione, come non manco
mai di ribadire, tra di noi sta di casa, ci siamo ritrovati io e Raffaele
soli, con Michele che ci seguiva poco dietro, con sette pizze in mano. No,
cancellate. Io avevo sette pizze impilate in mano, e Raffaele mi
riparava con l’ombrello (per non far bagnare le pizze, non penserete che
volesse tenere asciutta me!)
Adesso, immaginate la cosa peggiore che può accadere con questi preamboli.
Non ci siete nemmeno andati vicino, scommetto.
Metto piede in fallo e le pizze rotolano a terra. Ma l’asfalto,
ricordiamolo, stava circa dieci centimetri sotto il livello della fanghiglia
causata dalla pioggia, complice anche il fatto che le pizze mi sono cadute
vicino al canale di scolo del marciapiede.
La prima reazione mia e di Raffaele è stata di precipitarci a salvare le
pizze. Le facce orripilate al pensiero della reazione degli altri si sono
trasformate in un accesso di ilarità incontenibile quando le abbiamo
recuperate, le abbiamo messe sopra il cofano di una macchina…e hanno
iniziato a grondare acqua.
Risate, risate a non finire. Mi fa ancora male il diaframma, se ci ripenso.
Ci eravamo ripromessi di portarci il segreto nella tomba.
Invece, appena arrivati in macchina da Gaspare e Nico, siamo scoppiati a
ridere che non ce la facevamo più, un’altra volta. E abbiamo cantato.
Gaspare e Nico, presi dal panico, hanno controllato le pizze, e stranamente
non sembravano tanto bagnate –se avessero visto tutta l’acqua fangosa che ne
usciva non l’avrebbero pensata così-, quindi le abbiamo portate da Ema e
infilate nel forno.
Indovinate cosa ne abbiamo fatto?
Proprio così, ce le siamo mangiate.
Nessuno ha detto ‘Ma che schifo, non ditelo neanche per scherzo! Si
buttano!’
Tutti: ‘Che schifo…beh, riscaldiamole e mangiamole’
Mi aspettavo un’ondata di morti improvvise, quella notte. Non la mia, perché di schifezze ne ho ingurgitate tante volte. Invece sono tutti vivi e vegeti.
La
settimana è stata la solita, di routine: lezione lunedì, lezione martedì,
lezione mercoledì, cazzeggio giovedì, studio venerdì, sabato.
Tralasciamo le cose che mi sono successe sabato, e andiamo alla mia
figuraccia epica (la solita, insomma).
Sonia ha invitato me, Angela, Luca, Marco, Raffaele, Ema, Alessandro a casa
sua, per cena. Perché i suoi rompono un po’ tanto, e vogliono conoscere con
chi esce. Quando Angela me l’ha detto, io le ho risposto: ‘Ma tu sei
proprio sicura che dovrebbero conoscerci? Secondo me se ci andiamo a
mangiare a casa non la fanno uscire più finché non le vengono i capelli
bianchi’
A ciò è seguita tutta una serie di scleri idioti: poiché, ho sottolineato
per esempio io, per non fare brutta figura causando la reclusione di Sonia,
sarebbe stato necessario non muoversi e non parlare.
Non parlare perché, naturalmente, qualcuno di noi (Marco, Raffaele, io) non
può aprire bocca senza che ne esca una colorita espressione da scaricatore
di porto.
La serata comunque è andata bene, e i genitori di Sonia non erano certo le
mummie che ci eravamo aspettati. Ma ecco la mia figuraccia: uscita dal
bagno, mi sono trovata davanti, di spalle, quella che ero sicura fosse Sonia
(taglio di capelli, maglietta). Le ho toccato i fianchi scherzosamente, e
quando si è girata mi sono accorta che era sua madre.
Credo che il colore della mia faccia sia sfumato dal bianco cadaverico al
rosso aragosta. Quando le ho spiegato –in realtà stavo morendo dalle risate
perché la prima di cui rido sono io stessa- che l’avevo scambiata per Sonia,
si è messa a ridere e ha detto che era compiaciuta che l’avessi scambiata
per una ragazza di sedici anni.
L’altra però l’ha fatta Angela. Eravamo in terrazzo a fumare, insieme anche
alla stessa madre di Sonia, e Alessandro ha sfottuto scherzosamente qualcuno
dei presenti (penso Raffaele) dicendogli che era un portinaio.
Angela, scandalizzata, ha esclamato: “Ma insomma! Queste parole davanti alla
signora…”
Naturalmente tutti ci siamo voltati verso Angela con occhi gli a palla.
Io: “Angela °_° la portinaia è quella che sta nell’androne del palazzo e
conosce tutto di tutti…si può sapere che hai capito?”
Angela: “°_° Ahhhh ha detto portinaio? Avevo capito un’altra cosa!”
Marco: “Signora…faccia finta di non aver sentito”
La signora: “Angela, hai visto che il fumo fa male?”
Non chiedetemi cosa Angela avesse capito. Sono qui da sabato che faccio la lista delle parolacce che conosco (e sì, ne conosco molte), e non ne ho trovata ancora una che faccia rima con –aio o comunque assomigli a portinaio.
Vi lascio con una citazione da ieri:
Ambientazione: Viale delle Scienze, più o meno all’altezza della facoltà di
Architettura. Simona più colleghi.
Manlio (che ha appena detto una parolaccia o una frase volgare): -Tu fa’
finta che non mi hai sentito-
Io: -Tesoro, dico parolacce da prima ancora che tu sapessi pronunciare
correttamente la parola ‘Mamma!’-
Ps: ho aggiunto la recensione a Romeo x Juliet nel blog Splinder. Il link lo
trovate nella colonna a destra.
Alla prossima è_é e abbiate il buon gusto di commentare, se passate di qui.
Tanto lo so che mi state prendendo tutti per il culo per le mie figure di
cacca.